1 Football Club: gli interventi di Di Michele, Di Napoli e Zoro

La diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione.

20/01/2022

13:00

• Tempo di lettura: 5 minuti

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1 Football Club

Il mondo di Calcio in Pillole continua ad evolversi e a cambiare. Sempre nella direzione che amiamo: quella del racconto calcistico. Cerchiamo sempre di tenervi aggiornati su quelli che sono i temi del mondo del calcio, dalle news agli approfondimenti, passando per le parole dei diretti protagonisti, per finire alla nostra presenza negli stadi per raccontarvi gli eventi live.

Per i nostri lettori, la diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione in onda in tutta la Campania ed in streaming sul web. Sul nostro sito, tutti i giorni, dalle 12.00 alle 13.00, troverete le dichiarazioni dei numerosi ed importanti ospiti del programma radiofonico. Ecco quelli di oggi:

ARTURO DI NAPOLI

Sull’addio di Insigne

“Sono di vecchio stampo, è sempre un dispiacere vedere andare via le bandiere. Credo che Insigne sia andato via lì per non andare in un’altra squadra europea. Sono scelte che si pongono nella vita e quindi bisogna farle anche quando sono impopolari”.

Sullo sforzo economico maggiore per una bandiera

“Lo sforzo devono farlo entrambi. Chiaro che se la differenza è di 3-4 milioni allora anche le società devono pensarci. Io rinuncerei a qualche soldo per essere ricordato come una bandiera. Sono scelte, lui avrà avuto una scelta obbligata, ma credo che sia il Presidente che Insigne avrebbero dovuto fare uno sforzo, ma penso ci siano delle scorie più profonde”.

Sul rinnovo di Mertens e le sue dichiarazioni d’amore per Napoli

“Ci fa riflettere. Da tifoso sembra che al Presidente non gli vada bene quando i giocatori siano amati in modo viscerale. Bisognerebbe avere buon senso, ma questo va da giocatore a giocatore e da Presidente a Presidente. Spero che Mertens possa rimanere così che i tifosi possano avere un attaccamento ancora maggiore”.

Sulla partita tra Napoli e Salernitana

“Il Napoli ha superato la situazione deficitaria dovuta al Covid e gli infortuni. Lo ha superato alla grande e va dato grande merito a Spalletti perché ogni giocatore che entra sa cosa deve fare. Vedo il Napoli in grossa crescita, il campionato non è scritto ancora anche se l’Inter merita la posizione in classifica per il gioco espresso, la solidità e la continuità. E’ ancora tutto aperto ma queste giornate sono decisive. Inter e Napoli sono le squadre che possono giocarsi qualcosa a livello di Scudetto. La Juventus è distante 12 punti, ma piano piano sta risalendo. E’ tornata la Juve di Allegri che con il minimo sforzo porta a casa il risultato”. 

Mertens o Osimhen?

Possono coesistere, perché sono diversi. Il nigeriano quando ha campo può diventare devastante, per il gioco di Spalletti gli uomini che creano superiorità numerica come Mertens diventano fondamentali. Possono assolutamente coesistere, addirittura tutti e tre anche con Insigne. Come prima punta penso che Osimhen ha dimostrato di essere un giocatore straordinario, ma è un delitto scegliere uno o l’altro.

Sulla Salernitana e la nuova proprietà

E’ arrivato un Presidente lungimirante e chiaro. Lo ha dimostrato nei suoi interessi personali, sarà un punto di partenza. Queste società devono pensare sul settore giovanili, perché la Campania ha dei ragazzi pazzeschi. Ha dato quel cambiamento che a Salerno ci voleva, credo che la vedremo diversa. Lotito in 10 anni ha fatto qualcosa di straordinario, ma ci sono delle regole che si sapevano da tanto tempo e quindi la situazione era diventata paradossale. Tutto è bene quello che finisce bene”.

DAVID DI MICHELE

Sul gol di Ranocchia in Coppa Italia

“Così alto è più difficile fare dei gol del genere. Lo valorizza ancora di più che sia stato segnato da un difensore e quindi è un gesto che viene risaltato notevolmente essendo fatto da un giocatore che non ha una grandissima qualità tecnica”.

Sulla stagione del Torino con Juric in panchina

“Juric non è la prima volta che ha portato una mentalità di lavoro, idee e sacrificio importanti. Avendoci giocato posso dire che lì si vive di queste emozioni: non è vincere sempre, ma onorare la maglia”.

Sull’avvicinarsi al campionato inglese per intensità di gioco

“E’ una mentalità importante, il calcio è fatto di cicli ed ora è quello della intensità. Se non ce l’hai durante la settimana poi la domenica non riesci a sopportare il ritmo. Penso che il calcio inglese deve darci le idee e lo sprono, attualmente siamo molto indietro a livello fisico. Lo si nota anche quando le grandi squadre italiane vanno in Champions o Europa League”.

Sulla stagione di Udinese e Salernitana

“Con Gotti si era partiti diversamente, ora Cioffi ha dato serenità. Complimenti a lui. Per la Salernitana si era partiti male con il cambio della società arrivato all’ultimo momento, con tanta paura. Se non fosse arrivato Iervolino sarebbe stata tolta dalla Serie A, quindi sarebbe stata una  figuraccia. Avendo il cuore granata anche io spero nella salvezza perché i tifosi hanno sempre dimostrato grande attaccamento. Da parte loro c’è sempre stata e ci sarà sempre l’attaccamento a questa maglia”.

Sul progetto di Iervolino a Salerno

“Se prendi Sabatini sai che si prenderanno giocatori importanti. In sei mesi sa che deve dare il massimo possibile per dare una salvezza. Sappiamo che sarà molto difficile per il poco tempo, bisognerà trovare gli uomini giusti che ti permettano di traghettare tutti gli altri. Sabatini è la scelta giusta e azzeccata, perché conosce il calcio e tanti giocatori. La fortuna è che le altre vanno a rilento, la sfortuna è che lo Spezia abbia vinto a Milano ed ha fatto saltare i piani degli altri. 

Sulla gara della Salernitana a Napoli

“Sarà una partita difficile perché affronteranno grandi giocatori ed un bravissimo allenatore. Sarà una partita d’attesa, sa che appena si scopre ci sono giocatori che possono fargli male. Andrà a giocarsi la sua partita, ma è consapevole che deve portare a casa punti e quindi più attenzione ci deve essere”.

Sull’affrontare come attaccante Meret oppure Ospina

“Ognuno ha delle caratteristiche diverse: il secondo è più bravo con i piedi, l’italiano nella porta. Mi piacerebbe averlo in squadra, è un portiere di prospettiva”.

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