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1 Football Club: LIVE dalle 12 gli interventi di Tavecchio, Zoff e Schwoch

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1 Football Club

Il mondo di Calcio in Pillole continua ad evolversi e a cambiare. Sempre nella direzione che amiamo: quella del racconto calcistico. Cerchiamo sempre di tenervi aggiornati su quelli che sono i temi del mondo del calcio, dalle news agli approfondimenti, passando per le parole dei diretti protagonisti, per finire alla nostra presenza negli stadi per raccontarvi gli eventi live. Per i nostri lettori, la diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione in onda in tutta la Campania ed in streaming sul web. Sul nostro sito, tutti i giorni, dalle 12.00 alle 13.00, troverete le dichiarazioni dei numerosi ed importanti ospiti del programma radiofonico. Ecco quelli di oggi: Carlo Tavecchio, ex presidente della FIGC. Dino Zoff storico capitano della Nazionale Campione del Mondo in Spagna nel 1982, ed ex portiere di Napoli e Juventus. Infine, Stefan Schwoch, commentatore per Dazn ed ex attaccante, tra le altre, del Napoli.

DINO ZOFF

Ieri sera hai visto City-Real? Cosa manca al calcio italiano per arrivare a quei livelli?

“Me la sono vista tutta, era logico. L’Inghilterra si prende con i soldi i giocatori migliori. Per me è abbastanza semplice, si gioca il calcio. Da noi con la VAR che ha peggiorato le cose sull’interpretazione dei falli e non del fuorigioco dove è indispensabile. E’ tutto così fiscale, si fischia ogni 5 minuti, si danno ammonizioni, si perde tempo e si perde lo spirito del gioco. Più che le considerazioni tattiche o meno tattiche, è il concetto di spirito di gioco. E’ questa la cosa più importante che da noi la stiamo un po’ perdendo con l’esasperazione del tiki taka, mentre Guardiola è andato avanti di nuovo”.

Non è più noioso come un tempo Guardiola?

“Non era noioso, perché era giocato da artisti del pallone. Quando si viaggia con una classe inferiore è differente ovviamente”.

Serie A verso il finale di campionato: ad oggi chi è la favorita per lo Scudetto?

“Da quasi tutto il campionato è stato l’Inter, anche se ha avuto qualche battuta d’arresto. Vediamo stasera con il recupero se sarà determinante. Certamente il vantaggio in caso di una vittoria conterebbe”.

Juventus, Allegri non ha mostrato un gran calcio ma ha portato a casa il risultato: meglio essere concreti come lui o provare ad arrivare alla vittoria mediante il bel gioco?

“Bel gioco significa far vincere la propria squadra. Non può esserci bel gioco se non vinci. Allegri viene da un inizio balordo, perché dopo tanti anni ci sono mille problemi che sorgono. Tante cose che si cambia, arrivano e non arrivano. Era nella logica che la partenza potesse essere faticosa. Poi ha sfruttato le sue possibilità, non credo che una squadra che gioca bene non vinca, ovviamente a parità di condizioni. A parità di forze vince chi gioca meglio, poi se lo fa nella sostanza o per la platea… Secondo me vinci se giochi bene con le tue possibilità”.

Cosa è accaduto in casa Napoli invece? 

“E’ successo diverse volte, ci sono stati problemini e qualche problema di troppo. Il portiere non deve rischiare mai, tanto meglio se ha i piedi buoni, ma il portiere già fa delle cavolate normali, se poi vai alla ricerca del rischio non è il suo compito. Mi dispiace particolarmente per loro perché non sanno divincolarsi da questo cappotto di moda dove devono essere più bravi a giocare che ad uscire dalla porta.

I colpevoli sono quindi gli allenatori?

“E’ una considerazione basilare, il portiere non può rischiare. Il centravanti può rischiare tirando da metà campo, può fare quello che vuole. Il portiere non deve avere un minimo di rischio. E’ un’altra cosa. Io non sono contro, tanto meglio se uno ha dei buoni piedi, ma se incorre nei rischi poi diventa determinante. Non voglio sentire che quel portiere è bravo perché ha i piedi buoni. Ditemi che ha una presa ferrea o altro, poi deve anche avere i piedi buoni. Io non parlo per sentito dire”.

Riconfermeresti Allegri e Spalletti?

“Hanno fatto bene, gli è mancata qualcosina adesso, ma ci sono anche tante altre considerazioni. Allegri in Champions era il minimo, ma ci è andato quasi sicuramente. La sua parte l’ha fatta. Spalletti ha fatto il suo, fino ad un certo punto. Ora è incappato in queste ultime partite, purtroppo succede”.

Fiorentina, Italiano è il più forte in Italia?

“Fa particolarmente bene, ma addirittura più forte non cadiamo nelle esagerazioni. Ci vuole tempo a determinarlo”.

CARLO TAVECCHIO

Secondo te gli errori dei portieri sono colpa degli allenatori?

“I portieri ormai fanno parte di un certo gioco difensivo dove li utilizzano negli schemi. Alcuni arrivano fino a 3/4 campo, passano la palla, arretrano. Sono soggetti a più rischi, più giochi e ti sposti e più hai possibilità di sbagliare. Ognuno deve utilizzare i mezzi che ha in maniera consona. Il direttore d’orchestra deve sapere se il trombone e l’arpa suonano bene”.

Su Manchester City – Real Madrid

“Sono rimasto impressionato. Il Real è il Real, anche dopo i primi due gol presi in dieci minuti. Ora c’è il ritorno, bisognerà vedere. Sono due squadre che meritano queste cose”.

Sul tempo effettivo

“Secondo me è un problema. Pone delle complicazioni arbitrali, credo che adesso il calcio è bello perché è così. Ne sono già state fatte di varianti, il tempo è una cosa oggettiva, difficile da stabilire, ma tutto è possibile”.

Come facciamo a far tornare competitivo il nostro calcio?

“Ora ci saranno delle situazioni che saranno chiarite con la disponibilità finanziaria e l’indice di liquidità. Il mondo cambierà, ci sarà una riduzione di compensi, un mercato che non agirà più così con acquisti da centinaia di milioni. Ci sarà un livellamento della situazione. La fortuna non è quella di nascere su un barile di petrolio, è una fortuna di pochi. Siamo paesi manifatturieri, che ogni volta devono inventare per guadagnare. Il calcio non potrà esplodere come si pensava. Se poi ci sono quelli che tirano fuori dal cobalto o dal titanio o da altre fonti su cui sono seduti sopra non lo so. L’Italia è un Paese manifatturiero: non è un’abilità avere il petrolio sotto. Chi ha inventato la pizza? Il telefono? Datemi i soldi per queste invenzioni. Sono tutti italiani, perché dovremmo dare il nostro know how al mondo e dare la fortuna agli altri?”.

L’Inter ha perso giocatori e si è saputo reinventare?

“La fortuna dell’Inter è stato tenere Brozovic e Perisic che volevano dare via. La cosa drammatica è che se fai i conti dei Primavera delle tre big in prima squadra sono zero”.

Se l’Inter vince con il Bologna mette ipoteca sullo Scudetto?

“Dipende secondo me dal calendario del Milan, non è da ridere. Se l’Inter vince con il Bologna non significa niente”.

Napoli, ultime cene di squadra. Che ne pensi?

“Chi vive in una comunità deve avere un rapporto preferenziale tra di loro. Lì ci sono stati degli errori tremendi, Meret ha fatto una zozzeria ma può capitare. Il Napoli è una grossa squadra, non confondiamoci. Non voglio giudicare Spalletti, ma quello che il Napoli ha messo insieme facendo una politica corretta ha portato un centravanti da tanti milioni”.

STEFAN SCHWOCH

Sei soddisfatto della crescita di Osimhen?

“Sì, sicuramente ha avuto una crescita importante, ma mi sarebbe piaciuto vedere da lui essere determinante contro le grosse squadre. Non mi sembra abbia segnato alle grandi, sarebbe stata una crescita più completa”.

Vlhaovic alla Fiorentina andava in rete con più facilità, alla Juve ha più difficoltà?

“E’ anche il modo di giocare diverso tra Juve e Fiorentina. Contro i bianconeri si chiudono di più, mentre con i Viola giocano a viso aperto ed ha più possibilità di fare gol. Il gioco di Italiano però è più offensivo rispetto a quello di Allegri”.

Sulla stagione della Juventus

“C’è stata una partenza disastrosa, era a -16 dal Napoli ed ora è ad un punto solo. La Juve ha giocatori importanti, è più normale la seconda parte della stagione rispetto alla prima. Ora Allegri ha conquistato al 99% la Champions League che dopo lo Scudetto è l’obiettivo primario della Juve.

In caso di vittoria dell’Inter è ipoteca dello Scudetto?

“No perché andrebbe ad un solo punto sul Milan. Basta un pareggio, un punto è poco. Non è avere lo scudetto in tasca”.

Zona retrocessione, si rigiocherà Venezia-Salernitana: vale la salvezza?

“Sì, sicuramente. E’ una partita che dovrà sicuramente decretare chi retrocede. Se dovessero perdere sarebbe pesante, ma la Salernitana è in un momento strepitoso, positivo, mentre il Venezia è in un momento completamente negativo e significa tanto per la salvezza. Sarà dura per il Venezia”.

Finale non semplice per lo Scudetto?

“Non sarà facile, ma meglio incontrare le ultime che la Fiorentina per esempio. I valori sono diversi, il campionato sia sopra che sotto è aperto. Il Napoli quest’anno pensavo potesse vincere lo Scudetto ma almeno che fosse attaccata a Milan ed Inter. Non pensavo potesse avere un crollo così specialmente in casa e contro le piccole. Aveva tutte le carte in regola per vincere lo Scudetto”.

Perché il Maradona è diventato il 12° per gli avversari?

“Non me lo spiegare, ma penso che il Napoli ogni volta che arrivava ad un punto decisivo per il salto di qualità ha steccato. Ha fatto partite con personalità, ma è anche vero che al momento decisivo ogni anno c’è qualcosa che non va e non riesce ad affrontare. E’ un brutto momento, perché è lì che diventi una grande squadra. Fa grande fatica”.

E’ comunque un grande campionato del Napoli?

“Centrare la Champions è un grande traguardo. Quest’anno però sei crollato, l’anno scorso hai fallito la partita decisiva contro il Verona. Sotto il piano della personalità c’è poca appartenenza alla vittoria. Il Napoli non ha 20 scudetti, non so quelli della rosa quanti ne abbiano vinti. Inter, Juve, Milan, sono società abituate a lottare per vincere, mentre il Napoli ne ha pochi e secondo me questo pesa. Il Napoli ha una strategia societaria che prende giocatori giovani per poi valorizzarli e non sempre a quell’età hai già vinto qualcosa di importante”.

Sulle cene di squadra del Napoli

“Ogni tanto fa bene per ricompattare lo spogliatoio. Non deve diventare un’abitudine altrimenti diventa una routine e non serve a più niente. Riconfermerei Spalletti, sui ritiri ti dico che ormai il Napoli in Champions ci rientra, quindi penso sia un ritiro punitivo e per me servono a poco”.