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Accadde Oggi: il Milan di Sacchi vince 5-0 con il Real Madrid

Il Milan di Sacchi, a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, era senza dubbio la squadra più forte d’Europa. E, per estensione, del mondo. Lo racconta una rosa, costruita nel giro di un biennio da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, con pochi eguali. Un mix di talento “d’importazione”, rappresentato dagli olandesi Rijkaard, Van Basten e Gullit, giovani costruiti in casa, come Maldini e Costacurta, campioni più esperti e di assoluto valore, come Baresi e Ancelotti. Assemblati dalle sapienti mani di un certo Arrigo Sacchi, che a Parma aveva fatto intravedere qualità decisamente fuori dalla norma. Una formula magica che porta i rossoneri, a distanza di vent’anni dall’ultima volta, sul tetto d’Europa. Siamo nel 1989, e l’ostacolo più grande, per la cavalcata del Milan in Coppa dei Campioni, è la semifinale contro il Real Madrid.

In realtà, l’avventura rossonera aveva rischiato di impantanarsi già agli ottavi di finale contro la Stella Rossa. Ma una nebbia provvidenziale, e mai vista prima a Belgrado, aveva portato alla sospensione della partita. La Stella Rossa era avanti 1-0, con la qualificazione in pugno, ma le norme Uefa prevedevano la ripetizione dall’inizio, e il Milan se la cavò per il rotto della cuffia, avendo la meglio solo ai calci di rigore.

Neanche i quarti di finale, contro i tedeschi del Werder Brema, furono una passeggiata di salute: 0-0 all’andata e 1-0 al ritorno, massimo risultato con il minimo sforzo. Certo, non il presupposto migliore con cui affrontare il Real Madrid in semifinale. L’andata al Santiago Bernabeu, comunque, finisce 1-1, risultato che permette al Milan di presentarsi a San Siro con il favore del pronostico. Solo che la squadra di Sacchi non è fatta per amministrare, ma per giocare. Anzi, per comandare. Quella che va in scena la sera del 19 aprile 1989 è una lezione di calcio, un monologo destinato a rimanere negli annali.

Il Milan vince 5-0, umiliando un’istituzione del calcio europeo come il Real Madrid. Il tabellino dice: 18′ Ancelotti, 25′ Rijkaard, 45′ Gullit, 49′ van Basten, 59′ Donadoni. Dopo un’ora il Real Madrid è schiantato e la finale è in tasca. E tutti ricorderanno com’è andata: 4-0 alla Steaua Bucarest a Barcellona, due reti di Gullit e due di Van Basten, e Coppa dei Campioni, dopo vent’anni, in bacheca.

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Luigi Matta