Accadde Oggi: l’addio ai Mondiali di Russia 2018 contro la Svezia

Il 13 novembre 2017, a San Siro, uno dei momenti più bui dell'Italia calcistica: il pareggio contro la Svezia non permette agli Azzurri di Ventura di andare ai Mondiali in Russia.

13/11/2021

08:30

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(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Raramente l’Italia ha mancato la partecipazione ai Mondiali di calcio. Anzi, fino al 2018, solo i più anziani potevano avere memoria dell’ultima volta che gli Azzurri avevano mancato la qualificazione, nel 1958. Era il Mondiale di Svezia, il primo vinto dal Brasile trascinato da un giovanissimo Pelè. Allora, le qualificate erano appena 16 da tutto il mondo, e non era raro che mancasse una big. Da allora, l’Italia è stata una presenza fissa ai Mondiali, con alterne fortune, flop clamorosi (pensiamo al 1974), sogni sfiorati (nel 1970 e nel 1994), e due vittorie (1982 e 2006).

Le qualificazioni al Mondiale di Russia 2018 ci riservano un girone decisamente arduo: con noi c’è la Spagna, e la scalata al primo posto è da subito una questione a due. Che le Furie Rosse, però, fanno loro vincendo 3-0 il secondo scontro diretto, a Madrid, il 2 settembre 2017. In quel momento, le tre giornate che restano da disputare diventano improvvisamente prive di senso. L’Italia, per accedere ai Mondiali di Russia, avrà bisogno di un ulteriore spareggio.

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Le attenzioni, allora, si spostano verso le altre seconde dei gruppi di qualificazione europei. C’è lo spauracchio Portogallo, che si gioca il primo posto fino all’ultimo con la Svizzera, ma anche squadre decisamente abbordabili. Irlanda, Irlanda del Nord, Danimarca, Slovacchia e Grecia farebbero proprio al caso degli Azzurri. Da evitare, senza avere comunque troppo da temere, la Svezia e la Croazia.

L’urna non è gentilissima, ci tocca la Svezia. L’Italia di Ventura ha gli uomini giusti per vincerla. L’andata si gioca in Svezia, alla Friends Arena di Stoccolma, il 10 novembre 2017. Gli Azzurri tengono per lunghi tratti le redini del gioco, ma senza tirare praticamente mai in porta. A svegliare il pubblico, allo stadio e davanti alla tv, al 61′ è il gol di Jakob Johansson. L’Italia è sotto, e non riesce a rialzarsi. Finisce così, con gli svedesi che vincono 1-0 e gli Azzurri chiamati all’impresa.

Il ritorno si gioca solo tre giorni dopo, il 13 novembre 2017, a San Siro. Ventura ripropone praticamente la stessa formazione, sterile dell’andata, con Gabbiadini a fare compagnia a Immobile in avanti, e Jorginho e Florenzi al posto di De Rossi e Verratti. La partita è un lungo ed improduttivo assedio. Le statistiche ci raccontano di un’Italia che chiude la partita con 27 tiri verso la porta, di cui solo 6 nello specchio, il 76% di possesso palla, e alla fine un misero 0-0. Che ci sbarra la strada ai Mondiali di Russia: li vedremo dal divano.

Per settimane, intorno al calcio italiano, si scatenano analisi e polemiche, quasi tutte con un solo colpevole: il povero Giampiero Ventura. Che ha sicuramente avuto le sue colpe, ma su cui è ingiusto far ricadere per intero la responsabilità di una pagina tanto buia, ma anche sfortunata, del calcio italiano.

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