Adani: “Gli allenatori gestori sono stati superati dal tempo”

Il doppio ex racconta la sfida tra Fiorentina e Inter.

20/09/2021

08:30

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(Photo: Alberto Gandolfo/Pacific Press)

Verso FiorentinaInter di martedì sera, La Gazzetta dello Sport ha intervistato un doppio ex d’eccezione, Lele Adani, che è partito analizzando il momento dei Viola: “Squadra che è tornata a fare calcio, grazie a tre mosse intelligenti: tenere Vlahovic, piazzare tre-quattro acquisti funzionali e prendere Italiano come allenatore. In più, ora c’è un direttore tecnico come Burdisso: un vero uomo di calcio, che ha fatto bene al Boca e che tanto mancava al calcio italiano. Italiano? Sa dare identità alle sue squadre. E non lo scopro di certo adesso, già a Trapani si vedeva. Alla Fiorentina ha dato subito la sua impronta, non parlo solo dal punto di vista tecnico-tattico, ma soprattutto da quello motivazionale, coinvolgendo tutti nel gruppo. Con l’allenamento quotidiano che si crea una via, si traccia un percorso, sul quale i calciatori poi marciano compatti. Italiano lo sta facendo ed è la dimostrazione di cosa significhi essere su di una panchina nel 2021. Perché, se non lo abbiamo capito, gli allenatori gestori non esistono più, sono superati dal tempo. Vlahovic? Non è uno a cui si può dare limiti: ha la cattiveria di chi migliora di continuo. Il suo problema può essere peccare di esuberanza, voler fare troppo. Resterà a Firenze? Per me tra un anno sarà altrove”

Sull’Inter: “Inzaghi dà più libertà e creatività, lo vedi dagli sganciamenti di Skriniar o dalle incursioni di Brozovic, che con Conte erano molto più rare. E chissà come avrebbe reso Eriksen con questi nuovi principi. Palleggia e detta il ritmo. Ha un collettivo più forte, non deve fare la partita che vuole la Fiorentina, ma gestire le pause, anestetizzare l’avversario. Quando lo fa, diventa dura affrontarla. Se invece resta passiva come contro la Sampdoria, allora rischia Lautaro? Dei quattro attaccanti, lui è l’unico titolare fisso, perché sa giocare prima o seconda punta, segnare o dialogare con gli altri. Resta da capire se può diventare un uomo da 30-35 gol a stagione. Nel caso lo diventi, l’Inter non credo sia nella condizione di poterlo trattenere per molto”.

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