Beppe Signori, il lungo calvario e la redenzione

24/02/2021

17:40

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(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

“Vittoria nettissima senza se e senza ma! Assolto con formula piena perché il fatto non sussiste, art. 530 co. 1 C. P. (Non per insufficienza di prove)!”. Ne ha segnati 188 in Serie A nella sua carriera ma quello di ieri, probabilmente, è il gol più importante della sua vita. Con quel breve post sul proprio profilo Instagram, Beppe Signori si è lasciato andare alla gioia per l’assoluzione, dopo un calvario che ha inciso sulla sua vita per un decennio. “Dopo 10 anni è finita – racconta al giornale Libertà – in qualche modo vengo ripagato, giustizia parziale è stata fatta, perché comunque questi anni non me li restituirà più nessuno, è una rivincita e speriamo che sia la prima di una lunga serie. Io ho fatto tutto questo per essere riabilitato a livello sportivo. È una prima vittoria, spero che ne arrivino altre”.

Nel 2011 inizia l’incubo

Era il giugno del 2011 quando, la vita di un grande campione di Serie A, finiva nel tritacarne mediatico in modo irreversibile. La procura di Cremona fa scattare decine di arresti, al termine di un’indagine su un filone di calcioscommesse che coinvolge anche gruppi di criminalità organizzata. Tra questi vi è anche Beppe Signori che sconta due settimane agli arresti domiciliari. L’ex campione di Lazio e Bologna, nel 2012, viene radiato da ogni categoria dalla giustizia sportiva.

Il 7 luglio del 2015 Beppe Signori, insieme ad altri 103 indagati, viene rinviato a giudizio. L’accusa degli inquirenti è che Signori, insieme a Luigi Sartor, Luca Burini e al commercialista Daniele Ragone, abbia ‘ripulito’ denaro proveniente dalle scommesse per un ammontare pari a circa 600 mila euro, tramite una società. Tale denaro era il frutto della scommesse di un gruppo criminale noto come “quelli di Singapore”.

L’accusa che viene mossa inoltre a Signori, è quella di aver combinato il match Piacenza-Padova del 2 ottobre 2010, terminata 2-2. Tale mossa sarebbe avvenuta – secondo l’accusa – tramite la corruzione di imprecisati dirigenti e calciatori. Proprio con i soldi della sopracitata società, Signori avrebbe agito illegalmente. Nulla di tutto ciò perché, ieri, il Tribunale di Piacenza ha assolto Signori con formula piena.

Signori aveva rinunciato alla prescrizione, differentemente dal filone terminato a dicembre. Ora vi sono altre partite legali da chiudere, così come quella sportiva dove l’ex campione proverà ad essere reintegrato. Un primo passo verso la redenzione, dopo un lungo calvario durato 10 anni.

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