Fiorentina, Commisso ha querelato La Gazzetta dello Sport

Il patron della Fiorentina Commisso ha deciso di querelare La Gazzetta dello Sport per un editoriale dello scorso maggio.

19/01/2022

17:31

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(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Commisso continua la sua crociata solitaria contro il calcio italiano. Dopo il duro attacco alla famiglia Agnelli e al mondo Juventus in generale, poi all’Inter, questa volta tocca indirettamente il Torino. Infatti il nuovo bersaglio delle ire del patron della Fiorentina è La Gazzetta dello Sport, il cui editore è Urbano Cairo, presidente dei granata. La notizie è stata riportata dal Fatto Quotidiano, che parla di un indagine della Procura di Cagliari. La disputa nasce lo scorso 14 maggio, durante una delle ormai consuete conferenze show di Commisso in cui attaccò i media italiani e in particolare La Gazzetta. Queste le sue parole:

Ditemi che ha fatto anche il Torino, che c’è quel genio che capisce di calcio, il proprietario della Gazzetta”.

Non si fece attendere la risposta del quotidiano, affidata ad un editoriale del vicedirettore Andrea Di Caro. Anche se quest’ultimo nel testo invitò Commisso a farsi una risata e non prendersela troppo sul personale, il Presidente viola ha fatto l’esatto opposto.

Nell’editoriale Commisso viene soprannominato “Don Rocco”

Commisso ha giustificato la querela definendo “apertamente denigratori e discriminatori” i toni usati. In particolare fa notare Il Fatto, sono i seguenti passaggi quelli che hanno scatenato la sua rabbia:

(Don Rocco) più che da un gangster movie di Coppola o Scorsese, sembra uscito da un film poliziottesco all’italiana di Serie B; Commisso ricorda una certa brutta Italia, che preferiamo resti solo nei vecchi film“.

Il patron viola ha dichiarato che La Gazzetta avrebbe “offeso la reputazione dell’intera comunità italoamericana, che quotidianamente si batte per sradicare l’orribile stereotipo che associa lo stigma della criminalità organizzata ai nostri connazionali d’Oltreoceano”. Oltre che averlo accostato alla mafia in maniera  “inaccettabile e offensiva”.