Gravina: “In Italia si rende colpevole chi ancora non è stato condannato”

Il numero uno del calcio italiano, Gabriele Gravina, è intervenuto a margine del convegno “Calcio e Welfare” che si è tenuto a Napoli.

30/11/2022

15:54

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Mattia Ozbot/Getty Images)

Il numero uno del calcio g, Gabriele Gravina, è intervenuto a margine del convegno “Calcio e Welfare” che si è tenuto a Napoli, ha poi completato e spiegato le sue parole: «Il tema che questo argomento può riguardare altri club non è riferito all’indagine in corso sulla Juventus ma ad una reazione esasperata che in Italia, in generale, rende colpevole chi ancora non è stato condannato».

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(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Gravina sul caso D’Onofrio

Una precisazione doverosa che se non fatta avrebbe messo in cattiva luce un altro pezzo del calcio italiano. Gravina ha poi fatto un discorso più ampio sulla questione, allargando il campo con il caso D’Onofrio: «Le due vicende hanno un comun denominatore, sono una mia denuncia. Quindi è la dimostrazione che la Federazione, così come ha evidenziato alcune criticità nell’episodio Juventus, aveva fatto lo stesso in tempi non sospetti a luglio nel caso del procuratore D’Onofrio, che era stata già deferito».

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(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

«La Federazione non fa sconti – ha aggiunto Gravina – ma certamente è per un principio di garanzia per tutti, ma c’è un momento in cui il calcio ha l’esigenza di accumulare tutte le negatività e di scaricarle. Quindi sottolineo: garantisti sì, siamo per un sistema di tutela, ma il mondo del calcio ha una grande capacità. Ne usciremo come sempre, ma ne usciremo a una sola condizione: con la capacità di essere coerenti nell’applicare e nel pretendere rispetto delle regole e soprattutto nel punire, se bisognerà punire, ma nell’assolvere se nel caso di assolvere».

Le plusvalenze Juventus

«Non mi preoccupano le plusvalenze – ha concluso Gravina -. Mi preoccupa la conseguenza di eventuali plusvalenze se presentano delle criticità. A me preoccupano i 4,7 miliardi di indebitamento del sistema calcio, mi preoccupa una scadenza entro fine anno, fine dicembre, per la parte fiscale e per la parte contributiva. Mi preoccupa la sospensione prevista dalla legge 2447 che prevede la copertura delle perdite: tutti temi che richiedono un approfondimento, un’attenzione da parte degli organi di governo e un gesto di grande maturità da parte del sistema calcio».

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