Inter, Correa è già da sballo ma Handanovic tradisce ancora

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(Photo: Giuseppe Cottini, via Imago Images)

La storia tra Joaquin Correa e l’Inter è ancora tutta fa scrivere ma intanto, l’argentino ex Lazio, ha già lasciato l’impronta nella storia della Beneamata. Il classe 1994 – prelevato per circa 30 milioni di euro – segue le orme di Ventola, Recoba, Kallon e Pazzini e firma la doppietta all’esordio con la maglia dell’Inter. Non una doppietta banale, né per la pregevole fattura delle reti realizzate, né per l’importante segnale che la squadra di Simone Inzaghi manda alle rivali. Perché se la partita col Verona ha messo alla prova il carattere dei nerazzurri, l’Inter ha risposto alla grande mostrando ancora quei lampi di determinazione e incisività ammirati già nell’era Conte.


L’Inter si gode Correa ma ‘paga’ ancora Handanovic

Il match del Bentegodi può essere la prima trappola stagionale, ma l’Inter non si fa ingannare e, dopo lo svantaggio, reagisce con forza e maturità portando a casa i tre punti e rinviando al mittente – almeno per ora – tutte le perplessità sul cosiddetto ridimensionamento estivo post Conte, Hakimi e Lukaku. Nella serata del Tucu, si mette ancora in luce, in negativo, il portiere nonché capitano della compagine di Inzaghi Samir Handanovic. Il 37enne sloveno commette un errore gravissimo al quarto d’ora che costa il vantaggio gialloblù firmato da Ilic, vera e propria bestia nera dell’Inter.


L’Inter non si disunisce ma, al tempo stesso, deve fare ancora i conti con l’uomo che, dopo essere stato uno dei punti di forza per numerose stagioni, ora rischia di esserne l’anello debole. Sì, perché iniziano a diventare numerosi gli svarioni dell’ex Udinese. In avvio di mercato, la dirigenza nerazzurra, era a caccia di un portiere per il futuro. Successivamente, gli accadimenti successivi e la necessità di ovviare agli addii importanti, hanno portato ad altre priorità e ad altre scelte. L’Inter rimane in testa alla classifica, si gode il Tucu Correa che, dopo Hakan Calhanoglu alla prima con il Genoa, legittima l’ottimo lavoro svolto dalla dirigenza ma riflette sul futuro della porta.