Inter, Eriksen: “Sei mesi fa ero fuori, ora costruiamo un ciclo”

Il danese ex Tottenham ha parlato a 360 gradi del percorso che lo ha portato al successo con la maglia dell'Inter.

07/05/2021

10:30

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo Cesare Purini/ Insidefoto)

È stato uno degli uomini della svolta. Da sicuro partente a insostituibile dell’Inter di Antonio Conte. Si parla di Christian Eriksen, trequartista danese classe 1992 approdato in nerazzurro a gennaio 2020. L’ex Tottenham ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, parlando del suo percorso all’Inter fino allo straordinario scudetto di quest’anno.

Un’annata che profuma di rivincita

“Non ho rivincite da prendere contro nessuno. Io gioco soltanto a calcio: a volte va bene e altre male. Poi questo sport cambia velocemente, praticamente ogni settimana. Sei mesi fa vivevo una certa situazione, ma ora abbiamo vinto un trofeo e posso solo dire di essere molto felice di stare all’Inter”.

Giunto in Italia disse: “Voglio fermare il dominio Juventus”. Obiettivo raggiunto, quali sono i prossimi?

“Questo scudetto era difficile da raggiungere e invece ce l’abbiamo fatta a 4 giornate dalla fine: questo è un buon punto di partenza… Ora possiamo continuare e costruire un ciclo. Vincere nove scudetti di fila sarà difficile, ma proveremo a costruire qualcosa di bello, vediamo cosa accadrà”.

Il segreto del successo di quest’anno

“La squadra stessa. Tutti abbiamo contribuito in modo diverso a un obiettivo comune: la difesa ha chiuso tutto, Lukaku e Lautaro hanno fatto la differenza davanti, il centrocampo ha saputo coprire e ripartire. È dura per tutti giocare contro di noi, questa stagione è stata una grande performance di squadra”.

Cosa intende Conte con: “Noi abbiamo capito Christian e lui ha capito noi”

“Io sono arrivato con la mente aperta per imparare. Quello che non ho capito all’inizio è che dovevo seguire sempre il sistema di Conte. Che dovevo eseguire e ricordare tutte le giocate che lui aveva preparato per la squadra. In precedenza, ero più abituato all’intuito, ero libero di prendere decisioni in un secondo in base a quello che vedevo. Invece col mister c’è sempre un piano generale da seguire. Bisogna essere preparati, sapere sempre dove sono i compagni e dove possono spostarsi. Ho dovuto imparare tutto questo, adattarmi a un ritmo diverso, poi a gennaio ci siamo parlati e ho iniziato a giocare di più e a dimostrare che ero capace”.

Eriksen pensa di essere un giocatore migliore adesso?

“No, mi piaceva come giocavo prima e mi piace come gioco adesso. Non è cambiato tutto in pochi mesi… Faccio solo cose diverse e ho un trofeo sul curriculum: forse per questo ora gli altri mi vedono migliore”.

Che spiegazione si è dato Eriksen per l’inizio complicato

“Ne ho parlato con l’allenatore e so che lui prende le decisioni migliori per la squadra in quel momento. Se mi faceva giocare così poco è perché, evidentemente, pensava che gli potessi essere utile in quei minuti. Non c’era niente di personale. È chiaro poi che avrei voluto giocare di più, ma ho sempre rispettato le sue decisioni. Sapevo che sarebbe arrivata l’occasione e che l’avrei dovuta sfruttare. E così è stato”.

La punizione al Milan la svolta?

“Solo nella percezione esterna. Il gol al Milan ha forse cambiato il modo in cui gli altri mi guardavano, ma non ciò che pensavamo all’interno. La situazione è cambiata quando ho potuto giocare con più continuità e ho guadagnato la fiducia di compagni e tecnico”.

Da San Valentino, 14 febbraio, Eriksen diventa insostituibile. Il Karma?

“Credo nel karma, ma il 14 febbraio avrei preferito starmene in vacanza… Scherzi a parte, ogni partita giocata al mio livello può essere considerata un momento di spinta alla mia stagione”.

Quanto è stato vicino l’addio all’Inter

“Sei mesi fa potevo essere considerato fuori, è vero, ma ora è cambiato tutto. Nessuno può prevedere il futuro, ma sono contento di restare qui e di avere uno scudetto sul petto”.

Conte un tecnico speciale

“Sì, guardate il suo curriculum. Dove va, vince e questo è impressionante. Immaginavo il suo spirito vincente quando ho firmato, poi l’ho visto con i miei occhi, parlandogli e vedendolo lavorare ogni giorno. Sono felice di averlo come allenatore. Abbiamo una relazione professionale: so che da me vuole il massimo, me lo ripete e io ce la metto tutta”.

Eriksen rivedrà Mourinho. Le differenze tra lui e Conte

“Ho avuto Mourinho per pochi mesi al Tottenham, ma il suo ritorno è un bene per la Serie A, aiuta tutto il sistema. Non posso fare paragoni con Conte che conosco da molto più tempo: sono due grandi personalità e sarà una bella sfida”.