Da Baggio a Chiesa, i passaggi ‘roventi’ tra Fiorentina e Juventus

22/12/2020

10:29

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OneFootball - (Photo by PAOLO COCCO/AFP via Getty Images)

Stasera, alle 20:45, si gioca Juventus-Fiorentina. I bianconeri, ancora imbattuti in campionato, proveranno a legittimare la loro striscia positiva, nonché ad avvicinare le due milanesi in vetta alla classifica. Al cospetto dei bianconeri, arriva una Fiorentina lievemente in crescita ma, malauguratamente, ancora ben distante dall’essere una squadra “in forma”. I viola sono reduci da due pareggi, conditi da prestazioni discrete ma, l’ultima vittoria in campionato, risale addirittura al 25 ottobre, quando sulla panchina dei gigliati sedeva ancora Beppe Iachini. L’avversario era l’Udinese. Dai bianconeri friulani a quelli piemontesi, Prandelli spera di ripartire con un successo che, senz’altro, avrebbe un impatto importante sul suo percorso di rilancio. Juventus-Fiorentina, oltre ad essere una sfida interessante, è da sempre una contesa tra due realtà storicamente in conflitto. Una ‘calda’ rivalità che, inevitabilmente, affonda le radici in trasferimenti controversi che ne hanno acceso, ancor più, l’ostilità. Ultimo della lista: il contestato addio di Federico Chiesa, negli ultimi giorni del mercato estivo-autunnale. Ecco i trasferimenti più “caldi”, dalla Fiorentina alla Juventus.

Firenze-Torino, l’asse della discordia

Sergio Cervato

L’asse che ha scatenato, negli anni, il fuoco della polemica, è stato senz’altro quello che ha visto i trasferimenti dalla Fiorentina alla Juventus. Inaugurò l’asse Sergio Cervato nel 1959. Il terzino sinistro, alla soglia dei trent’anni, dopo 11 anni di Fiorentina, si trasferì alla Juventus. Cervato approdò alla corte della Vecchia Signora senza particolari malumori. In viola scrisse pagine indelebili: il primo scudetto, la sconfitta in finale di Champions League. Veniva considerato un “vecchietto” senza ormai null’altro da offrire ma, a Torino, conquistò due Coppe Italia e due scudetti, passando da terzino a difensore centrale.

Roberto Baggio

“Il dramma del ’90”. Il passaggio del Divin Codino Baggio alla Juventus, è stata senz’altro a bomba che ha fatto esplodere, più di ogni altra, l’ostilità tra viola e bianconeri. Arrivò a Firenze nel 1985. Dopo un paio di mesi vissuti tra noie fisiche, conquista la città diventando un idolo, pur non ottenendo nessun trofeo. Ammaliò la platea gigliata con giocate mai viste nel tattico calcio italiano. Giocate da “Diez” puro, da fantasista “anarchico” del pallone. Tutta Firenze cadde ai suoi piedi, fonte di pregiati tocchi d’alta scuola. Lo storico giornalista Gianni Brera disse di lui: “Roberto Baggio porta il codino: è troppo eccentrico per non dare nell’occhio. Il suo gioco è troppo particolare e disagevole per riuscire sempre al meglio. Il pregio di Platini era la semplificazione. Baggio è un asso rococò: mette il dribbling anche nel caffellatte. Solo sul piano balistico eguaglia Platini, non già nella misura del gioco.“

Nell’estate del 1990, l’Avvocato Agnelli lo porta a Torino, sborsando ben 25 miliardi di lire. La città si rivoltò, letteralmente. La famiglia Pontello (proprietaria del club, ndr) fu duramente contestata, in una vera e propria sommossa popolare. Piazza Savonarola divenne sede di scontri, grida, rabbia. Non vi erano gruppetti di delinquenti arrabbiati, no. La rivolta coinvolse ogni cuore viola che, visse il passaggio di Baggio in bianconero, come un vero e proprio tradimento. Giorni di passione e lotta per un cambio maglia che, ancora oggi, è una ferita dolorosa. Il più “rumoroso”, dei discussi trasferimenti dalla Fiorentina alla Juventus

Federico Bernardeschi

Arriviamo ai tempi recenti. Bernardeschi crebbe nel vivaio della Fiorentina. Nella stagione 2014/15 esordisce in Prima Squadra, sfoggiando giocate di talento puro. Passa un anno in prestito al Crotone, per poi tornare da protagonista a Firenze, totalizzando 23 gol e 12 assist. Si attiva la Juventus che, fin da subito, mette gli occhi sul talento viola. La storia che si ripete? I toni si infiammano, sia a livello mediatico, sia a livello di ambiente attorno al giocatore. Bernardeschi sceglie la Juventus e, pur di raggiungerla, sceglie la via della frattura con la società dei Della Valle. Il classe 1994 non si presente al ritiro pre-stagionale, esibendo un certificato dai contorni piuttosto dubbi. Gastroenterite acuta, questa la versione ufficiale. Ma Bernardeschi, non si vedrà più sotto la Fiesole. Il 24 luglio 2017, per circa 40 milioni di euro, passa alla Juventus nello sconcerto generale di Firenze.

Federico Chiesa

L’ultimo della lista. Classe 1997. Esordì proprio contro la Juventus, nella stagione 2016/17, sotto la guida di Paulo Sousa. 153 presenze, 34 gol e 25 assist in viola. L’addio al club, ora di Rocco Commisso, è stato fortemente contestato. Il giocatore ricevette insulti e fischi all’uscita dalle visite mediche. Il plenipotenziario viola ha contestato fortemente il suo comportamento che, stando a quanto riferito, lo ha visto andare a Torino senza neppure salutare gli ex compagni. La Juve ha imbastito un’operazione pluriennale che, qualora il rendimento sia soddisfacente, porterà il club a spendere 50 milioni di euro per il suo riscatto.

Torino-Firenze

Inevitabilmente, molti giocatori hanno anche seguito il percorso inverso. Inutile sottolineare come, il passaggio dalla Fiorentina alla Juventus, non abbia mai destato particolari polemiche, visti oltretutto le differenti dimensioni tecniche che, i due club, si sono ritagliate nel calcio moderno. In passato spicca il passaggio di Antonello Cuccureddu, dai viola ai bianconeri. Cuccureddu vinse sei scudetti con la Juventus, tra cui quello che lo vide protagonista nella stagione 72/73, l’anno del crollo del Milan di Nereo Rocco, nella Fatal Verona. Rilevante anche il trasferimento del campione del mondo Claudio Gentile, così come Angelo Di Livio e Moreno Torricelli, protagonisti dell’ultima Champions League della Juventus datata 1996. In tempi moderni, spicca anche il trasferimento di Adrian Mutu che, da oggetto misterioso, è diventato protagonista a Firenze, specialmente nella stagione 2009/10, dove solo delle clamorose sviste arbitrali, sbarrarono la strada in Champions Leguae, ad una Fiorentina che faceva sognare.

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