Serie A

Juventus, la mano di Allegri dov’è?

Il misero punto guadagnato al Penzo di Venezia, che serve a poco e niente in termini di classifica, è l’ultimo problema della Juventus. Il continuo, incessante, irritante, ripetersi dei medesimi errori: questo è il vero problema della squadra bianconera. In tutto questo, la domanda che viene spontanea è: dov’è la mano di Massimiliano Allegri?

La domanda suona retorica, a questo punto della stagione: non c’è, non si vede. Fragilità mentale, mancanza di fame e determinazione, la continuità che sembra una chimera irraggiungibile. L’approccio alla partita, nello specifico di Venezia al secondo tempo. Dopo 45 minuti discreti, non esaltanti ma buoni, la squadra è uscita dallo spogliatoio senza mordente, lasciando il pallino del gioco nei piedi dei calciatori avversari, rinunciando a giocare e chiudendosi nella propria metà campo.

Approccio sbagliato, qualcosa di già visto diverse volte, in questa stagione e in quelle precedenti. Ma se gli errori si reiterano nel tempo, se la svolta non si vede, come giudicare – a pochi giorni dalla sosta natalizia -, il lavoro dell’allenatore, se non in maniera insufficiente? Certo, troppo facile scaricare tutte le colpe sulle spalle del tecnico toscano. La squadra è stata costruita male, e le parole dell’agente di Arthur ne sono l’ennesima dimostrazione.

Siamo arrivati ad un punto della stagione in cui si tirano le somme e si fanno i primi bilanci. Quello della Juventus è negativo, senza ombra di dubbio, nonostante il percorso in Champions League. Ad oggi, le prime 4 posizioni del campionato sembrano essere un traguardo irraggiungibile per questa squadra, che non dimostra il carattere necessario per fare quella “rimonta stimolante e divertente”, come la definì proprio Allegri.

Il pari del Penzo sembra mettere la pietra tombale sulle speranze della Juventus di rientrare in zona Champions League. La svolta tanto attesa non c’è stata e davanti viaggiano ad un’altra velocità. In questo momento, il progetto sportivo bianconero scricchiola pensantemente dalle fondamenta e il grattacielo costruito rischia di franare rovinosamente.

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Published by
Marco Amato