Juventus, le parole di Allegri spaventano i tifosi: gaffe o momento di sincerità?

Allegri

(Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Un momento di grande sincerità, oppure una frase detta con leggerezza, senza darne il giusto peso. Ci riferiamo ad un concetto espresso da Massimiliano Allegri nella conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Roma: “Sono venuto qui sapendo che era l’anno in cui bisognava cambiare la squadra, cominciare a lavorare per iniziare nel giro di un anno o due a competere e lottare per lo scudetto”.

Juventus, cosa succede?

Difficile dire in quale categoria rientrino queste parole, ma, di certo, non possono passare inosservate. Parole che sanno di resa: per questa stagione, sicuramente, e probabilmente anche per la prossima. Un anno di transizione rientra nel ciclo naturale dello sport e del calcio. Niente di grave. Le premesse, però, erano decisamente diverse. Il ritorno di Allegri sulla panchina della Juventus, infatti, aveva scaldato tutto l’ambiente e, inutile prendersi in giro, l’obiettivo era quello dello scudetto.

Quanto detto questa mattina, invece, ha il sapore di una marcia indietro. Come detto in precedenza, niente di sbagliato in un anno di transizione. A stonare, però, è l’asimmetria con quanto veniva detto all’alba di questa stagione: “Dobbiamo essere bravi a costruire un percorso che ci porterà a fine maggio, ed è quello che conta, a vincere il campionato”.

Da cosa nasce, però, questa marcia indietro? L’inefficacia del lavoro di Allegri, a livello di risultati e di prestazioni, in campionato, è davanti gli occhi di tutti. La causa risiede in una rosa sopravvalutata o nell’apporto insufficiente del tecnico? Probabilmente è un esercizio inutile cercare un solo colpevole, e le cause vanno ricercate in più elementi. Da oggi, però, non manca più la chiarezza: la Juventus sta affrontando un percorso di ridimensionamento, e la strada per tornare a vincere sembra essere ancora molto lunga.