La copertina di Marca: Cosa sarà di loro?

Afghanistan

Credits: imagoiamges

Negli ultimi giorni abbiamo assistito, impotenti come capita in queste circostanze, alla nuova imposizione dei talebani in Afghanistan. Ieri, hanno iniziato a circolare in rete video di afghani aggrappati ai motori dell’aereo, in partenza da Kabul, precipitare nel vuoto. Non è questa la sede per trattare di geopolitica e discutere del ruolo di stato impero degli Stati Uniti, del loro ritiro delle truppe e della perdita di libertà a cui si stavano abituando i cittadini dell’Afghanistan. 

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Volevamo, invece, soffermarci sulla copertina odierna di Marca. Il quotidiano spagnolo stampa in copertina una ragazzina in burqa mentre gioca con il pallone e titola: Cosa sarà di loro?

Il calcio è sempre stato un veicolo sociale molto forte e per il mondo femminile anche uno strumento di emancipazione che negli ultimi anni ha visto l’ascesa del calcio femminile. In una realtà che però va nella direzione di un integralismo e nazionalismo culturale lontano dai vari significati di libertà, viene difficile pensare che lì il gioco del pallone, come per il resto le altre attività ludiche, possano essere vissute con spensieratezza o se sei donna anche solo essere vissute.

Al di là di qualsiasi significato dietro il conflitto afghano, emerge in maniera netta uno dei conflitti più antichi del mondo: forti contro deboli. La prevaricazione di un business militare sulle vite degli ultimi non conosce sconfitte. Nemmeno questa volta, nemmeno a Kabul.