La Lazio non ci sta, dura replica alla decisione del Ministro Darmanin

Non si è fatta attendere la reazione della Lazio dopo la dura decisione del Ministro degli Interni francese di negare la trasferta ai supporter biancocelesti.

01/11/2021

20:48

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Come prevedibile, l’ordinanza del Ministro degli Interni francese di negare la trasferta ai tifosi della Lazio, ha innescato la dura reazione della società biancoceleste. In questi minuti, il club presieduto da Claudio Lotito, ha diffuso una nota con cui si condanna duramente la decisione di Gerald Darmanin, che ha motivato il divieto parlando di “comportamento violento e ripetuta interpretazione di canti e saluti fascisti”. Ecco quanto comunicato dalla Lazio.


“La decisione del Ministero dell’Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d’andata.

A stupire sono piuttosto le modalità di applicazione dell’ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni (di cui è stata data notizia anche sui tg nazionali): la Lazio non può accettare un’offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste ed alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi. La Società Sportiva Lazio ha sempre posto in essere iniziative tese a promuovere i principi valoriali dello sport ed il superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico, etnico e religioso come è stato ampiamente riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali.

Abbiamo visto peraltro che la violenza negli stadi è un fenomeno purtroppo ancora diffuso e preoccupante, a partire da quanto è accaduto recentemente proprio al Velodrome di Marsiglia.
Ci attendiamo quindi un chiarimento da parte delle istituzioni francesi ed una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani, a prescindere dall’essere tifosi o meno e dai colori delle proprie bandiere”.

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