Lazio, la generosità di Luis Alberto manda tutto in prescrizione

Luis Alberto

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Diciamocelo, certi atteggiamenti, nei suoi anni in biancoceleste, hanno irritato anche il più affezionato dei tifosi. Luis Alberto, che con la Lazio nel centro del mirino si lamentava sui social dei soldi spesi per l’aereo del club. Luis Alberto, che sbuffa e maledice Inzaghi ogni volta che lo richiama in panchina. Luis Alberto, che non perde occasione per ricordare quanto sia rimasto legato al Siviglia, dove un giorno vorrebbe tornare a giocare. Insomma, di argomenti, lo spagnolo, ne ha sempre dati.

Eppure, è anche lo stesso che a pochi giorni da un intervento di appendicite era già in campo, a stringere i denti ed aiutare i suoi compagni. Ed è ancora lo stesso che ieri, con una caviglia gonfia, ha voluto forzare e presentarsi in panchina. Entrando al 50′ per un Pereira ancora ben lontano dall’essere l’alter ego del Mago. Ha cambiato il volto alla partita, con la sua genialità capace di esprimersi anche a ritmi bassi, bassissimi.

E, soprattutto, ha dimostrato che si può amare la maglia che si indossa anche senza raccontare e raccontarsi bugie. Luis Alberto, qualche mese fa, era irritato per il taglio al suo stipendio, a causa dello stop per il Covid. Certo, non ha dato un bel segnale, ma neanche lo si può tacciare di essere stato un ipocrita. Allo stesso modo, è uno di quei giocatori, e ce ne sono tanti, talmente innamorato di questo sport da non riuscire ad accettare una sostituzione. O di guardare i compagni giocare dalla panchina, anche se con una caviglia gonfia. E poco importa che nel suo cuore, prima della Lazio, ci sia il Siviglia. Sarebbe più strano il contrario, per chi, come lui, è cresciuto nelle giovanili del club andaluso.