Longari in Esclusiva a CiP: “Ecco come vedo le big in vista del campionato”

Gianluigi Longari è intervenuto nel nuovo format di Calcio in Pillole: Cip Football Bar Summer Edition. Ecco le sue dichiarazioni.

10/08/2022

17:20

• Tempo di lettura: 5 minuti

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(Photo by Ira L. Black/Getty Images)

Il mondo di Calcio in Pillole continua ad evolversi, sempre nell’ottica del racconto calcistico.

Nella giornata odierna è partito il nuovo format pensato dalla nostra Redazione: CIP Football Bar Summer Edition. Tutti i giorni dal lunedì al venerdì, per tutto il mese d’agosto, saremo in diretta su tutti i nostri canali social insieme al Senior Editor di Sportitalia Gianluigi Longari. La puntata odierna è stata condotta dal nostro caporedattore Francesco Lionetti. Di seguito ecco le dichiarazioni che Longari ha rilasciato in esclusiva ai nostri microfoni.

CIP Football Bar Summer Edition: le dichiarazioni di Longari

La Juventus ha preso Kostic. I bianconeri sono molto vicini anche a Depay, un giocatore molto tecnico che ha ricoperto diversi ruoli offensivi. Come potrebbe inserirsi nei meccanismi di Allegri?

Innanzitutto è necessario che i meccanismi ci siano. Depay ha talmente tanta qualità che non ha bisogno di particolari dinamiche tattiche per poter essere valorizzato. Quello che serve è portargli il pallone ma non a 60 metri dalla porta avversaria: deve essere coinvolto nella manovra e accompagnato dalla manovra stessa con i centrocampisti, senza demandare completamente la manovra a lui e aspettare una sua invenzione in chiave offensiva, se no diventa problematico esattamente come è accaduto a Morata, le cui caratteristiche sono venute meno nella scorsa stagione. Se non porti il pallone davanti all’area di rigore ad un giocatore con quelle caratteristiche, è chiaro che rischia di fare fatica a stare così lontano dalla porta e può ritrovarsi a ‘fare a pugni’ con la difesa ed il centrocampo avversario. Depay può servire in costruzione così come terminale offensivo in un ipotetico 4-2-3-1 qualora Vlahovic non ci sia e andresti a prediligere gli inserimenti dei trequartisti alle spalle. Più che ‘come si inserirà Depay’ nei meccanismi della Juve, deve essere la Juve a creare dei meccanismi offensivi che lo facciano rendere, meccanismi che, ad oggi, secondo me non ci sono stati. La Juventus ha aggiunto così tanta qualità che Allegri, da gestore eccezionale di spogliatoi complicati, ora deve creare un gioco diverso. I tifosi della Juventus, per la piazza e per il blasone, lo meritano a questo punto”.

Pochi giorni e ricomincia il campionato. Come ci arrivano le big?

Tutte in fase di rodaggio. Non ho visto nessuna squadra particolarmente brillante, al di là del Milan che inserito De Ketelaere nel motore e dovrà ragionare più su dinamiche di equilibrio che tattiche, avendo un gioco scintillante e molto godibile. I rossoneri, però, nel momento cruciale della passata stagione, hanno rinunciato al sottopunta offensivo per inserire un ‘equilibratore’ come Kessié. Il Milan ha ritenuto di fare un investimento importante su un trequartista di altissimo profilo ma con caratteristiche prettamente offensive. Secondo me questo è un aspetto su cui i rossoneri dovranno lavorare per garantire equilibrio alla squadra, certamente non perché Pioli difetti di tatticismi offensivi, anzi fa giocare molto bene la sua squadra, ma perché ad oggi mi sembra l’unica incognita sul gioco dei rossoneri.

Sulle altre il discorso è diverso: l’Inter è in una fase di rodaggio assoluto, lo abbiamo visto nelle ultime partite amichevoli. I nerazzurri hanno preso gol praticamente sempre, l’impostazione difensiva non è ancora all’altezza della situazione. C’è un centravanti come Lukaku che catalizza il gioco e ti imporrà una manovra diversa rispetto a quella dello scorso anno, in cui l’Inter portava il pallone fin dentro l’area di rigore. Con Lukaku hai la possibilità di tenere anche il baricentro più basso ed essere comunque pericoloso in ripartenza, però, parliamo di meccanismi che non si possono improvvisare perché non è che puoi dire ‘Ho Lukaku, giochiamo in contropiede’ perché andrebbe a discapito di tutte l’impostazione che, nella passata stagione, ha portato ad un grande gioco da parte dei nerazzurri.

La Roma, ovviamente, ha grosse aspettative su di sè ma con un tecnico con le spalle sufficientemente larghe per poterle rispettare. Il Napoli, onestamente, mi auguravo fosse un po’ più avanti dal punto di vista del calciomercato ad oggi a ridosso dell’inizio del campionato. 

Quali possono essere le sorprese della Serie A?

“Ti dico il Torino, perché ha un allenatore fantastico che io apprezzo tantissimo. Ad oggi, praticamente non ha fatto mercato, però sta per andare a prendere dei giocatori interessanti per l’impostazione di Juric, Vlasic su tutti: è un giocatore che può fare anche la fortuna dei ‘fantallenatori’ per intenderci. E’ quel tipo di giocatore che arriverebbe sottotraccia ma che, per come gioca il Torino, può fare molto bene; l’anno scorso lo stava trattando anche il Milan. Sono incuriosito anche dalla Fiorentina perchè, gli innesti che sono arrivati, secondo me sono perfetti per i meccanismi di gioco di Italiano. Monza? Ha fatto un grande mercato, l’unica incognita è che, praticamente, ne hanno cambiati undici. Hanno mantenuto l’ossatura della Serie B inserendo i titolari per la Serie A per cui, all’inizio, bisognerà trovare un amalgama, costruendola praticamente da zero”.

Panoramica sui campionati esteri: che sensazioni ti hanno lasciato le big europee e cosa ti aspetti nel corso della stagione?

“In Premier League, per adesso, mi aspetto una lotta a due Liverpool-Manchester City esattamente come l’anno scorso anche se il Chelsea potrebbe fare qualcosa in più. Per quanto riguarda la Ligue 1, sono molto incuriosito dalla gestione di Luis Campos (ds del PSG, ndr) secondo me ‘illuminata’ che sta riavvicinando il PSG ad una realtà diversa, anche dal punto di vista del mercato, con scelte più oculate anche sui giovani che stanno portando la squadra a dei criteri più ‘normali’. Si può creare anche un certo animus pugnandi nello spogliatoio, rispetto a prima quando, con tutti i campioni che arrivavano, la vittoria sembrava praticamente dovuta. Sta tornando una squadra di calcio e non un”Harlem Globetrotter’ prestata al mondo del pallone”.

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