Milan, il capolavoro di Pioli e Maldini dopo le montagne russe

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(Photo LaPresse - Spada)

Epilogo felice per il Milan. Dopo sette anni, la squadra del tecnico Stefano Pioli, centra l’ambito obiettivo di tornare nella lussuosa Champions League. “È un punto di partenza”. Ha commentato così – al termine del match contro l’Atalanta – il direttore tecnico Paolo Maldini. Uno degli uomini che più è stato dentro le trame del Milan, sia nei momenti di esaltazione nel girone d’andata, sia nelle brusche cadute di un 2021 che ha messo a dura prova i rossoneri. Un ritorno meritatissimo, figlio della coesione e dell’unità d’intenti. Figlio della capacità di esser riusciti a mantenere l’ambiente saldo nei momenti di grande difficoltà, tra risultati latenti e malumori del ‘popolo’.

Il pareggio contro il Cagliari – di una settimana fa – sembrava l’errore decisivo, quello pronto a riaprire i processi di una società che ha vissuto i momenti più complessi della storia recente del club. Umori volatili, montagne russe poi la grande gioia con una ciliegina sulla torta: il secondo posto. Un percorso che è iniziato da Bergamo, da quel famigerato 0-5 che ha accelerato il ritorno di un altro protagonista della rinascita: Zlatan Ibrahimovic. Non poteva che finire a Bergamo. Da quelle lacrime di Donnarumma al ritorno sul palcoscenico che conta dalla porta principale.

Ora, una volta smaltita la gioia, sarà di nuovo tempo di tornare a temi seriosi e cruciali per il futuro del Milan. Donnarumma e Calhanoglu saranno chiamati a scegliere sul proprio futuro. Il club rossonero ha salutato Manduzkic e Diogo Dalot e lavorerà al riscatto di Tomori, Brahim Diaz e Sandro Tonali. Poi arriveranno altri ‘incontri caldi’ con i contratti in scadenza di un imprescindibile Franck Kessiè, così come del capitano Alessio Romagnoli. Tanto su cui lavorare per dare un seguito a questo progetto e, auspicabilmente per il popolo rossonero, tornare agli obiettivi e le ambizioni che hanno reso celebre il club e la sua tradizione.