Europa League

Milan-Slavia Praga, un attacco al top ma una difesa horror

Milan Slavia Praga – I rossoneri hanno battuto 4-2 lo Slavia Praga nel match valido per l’andata degli ottavi di finale di Europa League. Una partita molto meno semplice di quello che il risultato racconta, con la squadra di Pioli che ha rischiato di complicarsi la vita da sola.

L’importante era il risultato e conquistare un bel margine in vista della gara di ritorno. E a notare il lato positivo della partita di ieri sera del Meazza, il Milan ha compiuto la missione. Una vittoria meritata per 4-2 contro lo Slavia Praga e la possiiblità di gestire tale risultato in Repubblica Ceca tra sei giorni per staccare il pass per i quarti di finale di Europa League.

(Photo by Marco Luzzani, Gettyimages) calcioinpillole.com

Milan-Slavia Praga, troppo talento ma anche troppa disattenzione. Una squadra poco unita e senza equilibrio. Per l’assalto all’Europa League serve di più!

Ma a voler essere severi ma anche realisti, le cose buone si possono fermare qui. La partita contro la squadra ceca è stata il festival della schizofrenia calcistica. Sicuramente divertente per spettatori neutrali, ma simbolo piuttosto evidente della stagione da montagne russe che stanno vivendo i rossoneri.

Sulla carta il Milan è stato sorteggiato con la squadra più debole del lotto delle pescabili per gli ottavi di finale di Europa League. Una squadra sicuramente ben organizzata ma con un tasso tecnico e d’esperienza di gran lunga inferiore alla squadra di Pioli.

Eppure i primi 25 minuti di San Siro sono stati tutt’altro che confortanti per il Milan. Che ha sì tenuto maggiormente la palla, ma ha creato sostanzialmente zero occasioni e non si è quasi mai affacciato nell’area dello Slavia a causa di un movimento offensivo sterilissimo e contro avversari che da far loro, si sono presentati con qualche ripartenza pericolosa dalle parti di Maignan.

Poi al 26′ l’episodio che cambia (o avrebbe dovuto cambiare in maniera anche più netta) la partita. Brutto intervento di Diouf su Pulisic e rosso diretto per il centrocampista dei cechi. Milan che può giocare in 11 contro 10 per oltre un’ora di partita, però gli uomini di Pioli sembrano non afferrarlo completamente.

Lo Slavia rimane ordinato e il Milan rimane a palleggiare senza convinzione. E che il vantaggio rossonero al 34′ sia arrivato dalla prima delle due giocate effettuate in tutta la partita da Leao versione Sleeping Beauty è ancora più esemplificativo. Il portoghese si accende, tiro-cross in area dove svetta Giroud.

Una giocata non troppo manovrata e basata sull’immenso talento individuale offensivo a disposizione del Milan, che si butta via dopo 120 secondi. Brutta respinta da corner e Doudera pesca il jolly da fuori.

Il Milan gioca (o meglio non gioca proprio) un pessimo primo tempo, ma si fa bastare la maggior classe che permette a Reijnders prima e a Loftus-Cheek poi di scacciare fantasmi poco piacevoli nella prima frazione.

Possibile che questo Milan non possa fare meglio? Leao è un campione, ma non può fare due giocate in 90 minuti. Difesa dove sei?

La cosa incredibile è che il Milan prosegue anche sul 3-1, in casa a San Siro contro un avversario in dieci a giochicchiare, a non assaltare l’avversario con ordine e schemi e appare anche un po’ dormiente in non possesso.

Una ronfata collettiva a difesa schierata su una punizione dalla trequarti infatti, costa incredibilmente il 3-2 dello Slavia Praga, con Schranz che ringrazia la mancata marcatura rossonera per riaprire una partita totalmente in gestione. Così non va, e si spera che tali disattenzioni non possano esserci già al ritorno e nel proseguo del cammino europeo.

I rossoneri vanno anche nel panico per un paio di minuti quando una palla lasciata in area da Kjaer per poco non diventa ghiotta per i cechi. Ci si avvia al fine match e Leao rientra in campo anche se non era stato sostiuito (vi ricordate il 10 che ha fatto l’assist alla prima giocata?). Progressione dalla sinistra, penetrazione in area a bersi la difesa dello Slavia e tocchetto facile per Pulisic. 4-2.

Ma come detto c’è poco da essere troppo contenti. Il Milan deve alzare il livello del proprio gioco e se vuole davvero arrivare a Dublino e deve implementare il talento di una rosa forte ad un’identità collettiva molto più definita.

Unendo a questo una solidità in difesa (che va oltre alla questione infortuni) che non è assolutamente parente della svagatezza mentale e della superficialità vista ieri, e che contro avversari molto più temibili dello Slavia può costare cara.

Infine caro Rafa, lo sappiamo che correre è sfiancante e fa sudare, ma sei pagato per farlo e le partite durano 90 minuti. Ieri hai fatto 2 assist con due sole giocate, pensa a quanto potresti fare di più non assentandoti per troppo tempo.

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Published by
Riccardo Tanco