Milan, tre sconfitte nel 2020. Già quattro nel 2021, rischio bagarre

15/02/2021

10:30

• Tempo di lettura: 2 minuti

Tempo di lettura: 2 minuti

(Photo LaPresse - Tano Pecoraro via Imago Images)

Un weekend nero. Probabilmente, neppure il più pessimista dei sostenitori poteva immaginarlo così. Quello che – sulla carta – poteva essere un turno favorevole, data anche la sconfitta di sabato pomeriggio della Juventus, si è trasformato nel momento del crollo, con il conseguente primato in classifica ‘ceduto’ ai cugini dell’Inter. Il Milan cade a La Spezia, l’Inter vola a San Siro ed è sorpasso. Contro i bianconeri liguri, la squadra di Stefano Pioli ha incassato la quarta sconfitta in questo inizio di 2021, al netto della Coppa Italia. In tutto il 2020 le sconfitte rossonere erano state tre, al netto dell’Europa League tra preliminari e fase a gironi.

Ciò che, più di ogni altra cosa, ha messo in apprensione i supporter rossoneri, è senz’altro il calo di prestazioni, unitamente ad una condizione atletica ben lontana da quella che aveva contraddistinto il dinamismo del Milan di Pioli. Zero tiri verso lo specchio della porta difesa dello Spezia, un’inferiorità di costruzione evidente e la sensazione che si sia perso qualcosa. Il Milan non ha tempo di rimuginare sui proprio errori, piuttosto è chiamato a cancellarli il prima possibile, dato il finale di febbraio al cardiopalma. Giovedì ci sarà la trasferta di Europa League contro la Stella Rossa, poi l’attesissimo derby contro l’Inter, in cui la banda di Pioli proverà a riprendersi il primato.

Inseguire ma guardandosi le spalle

Oltre alla vetta della classifica, il Milan ora dovrà stare attento, nel suo percorso, a non farsi risucchiare nella bagarre delle squadre inseguitrici. La Roma, grazie al successo sull’Udinese, ha guadagnato tre punti e ora è a sei lunghezze. Juventus e Napoli, rispettivamente a -7 e -9, hanno il celebre match da recuperare e, una delle due, può accorciare ulteriormente. Il Milan di Stefano Pioli è chiamato ad un nuova sfida, ossia calarsi nelle aveste dell’inseguitore, dopo esser stato al comando per 21 giornate di questo campionato, gettando un’occhiata anche dietro di sé.