Nati Oggi: Luigi Radice, l’allenatore che portò il calcio totale in Italia

Era il 15 gennaio del 1935 quando nacque Luigi Radice, colui che portò in Italia il calcio totale.

15/01/2022

08:00

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(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Il 15 gennaio 1935, a Cesano Maderno, nasce Luigi Radice. Da giocatore, cresce nelle giovanili del Milan, con cui esordisce nel 1955, ricoprendo il ruolo di terzino sinistro. Resta in rossonero fino al 1959, ma con poca fortuna: in quattro stagioni mette insieme appena 20 presenze, vincendo comunque due scudetti. Accetta l’offerta della Triestina, che gli permette di giocare un’intera stagione da titolare, mentre quella successiva finisce al Padova, sempre in prestito. Si guadagna, a suon di prestazioni, il ritorno in rossonero, giocando da titolare sia nella stagione dello scudetto del 1962, sia in quella della Coppa dei Campioni dell’anno successivo. Falcidiato dagli infortuni, lascia prestissimo il calcio giocato, nel 1965, per iniziare una lunga carriera da allenatore.

La prima panchina di Luigi Radice è quella del Monza, in serie C, nella stagione 1966/1967, conquistando subito la promozione in cadetteria. L’anno dopo raggiunge la salvezza, prima di passare al Treviso. Arriva in Serie A con il Cesena, che guida alla promozione nel 1973, ma il suo esordio su una panchina in massima serie sarà a Firenze, con la Fiorentina, nella stagione successiva, 1973/1974. Forte delle sue idee, rivoluzionarie per l’epoca, e di un calcio basato sul pressing a tutto campo, sul modello olandese, va a Cagliari. Dopo una sola annata è già tempo di cambiare, per un club di prestigio, che riporta agli splendori perduti da decenni. Nel 1975/1976, è Luigi Radice a guidare il Torino allo scudetto, il primo, e sin qui l’unico, dopo la tragedia di Superga. In granata resta fino al 1980, quando viene esonerato con la squadra in piena lotta retrocessione.

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Per Luigi Radice ricomincia così un lungo pellegrinaggio tra le panchine di mezza Italia. Guiderà il Bologna, il Milan – senza grandi fortune – il Bari, l’Inter, di nuovo il Torino, la Roma e, soprattutto, la Fiorentina. A Firenze torna nel 1991, e la stagione successiva porta la squadra fino a un insperato secondo posto alla pausa natalizia. Alla ripresa, due ko consecutivi convincono il vicepresidente Vittorio Cecchi Gori ad esonerarlo, dopo una lite furente. La Fiorentina, in quel momento, è sesta in classifica: terminerà il campionato al quartultimo posto, retrocessa in Serie B. Cagliari, Genoa e Monza sono le ultime tappe della lunga carriera di Luigi Radice, scomparso nel 2018 a 83 anni.

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