Papu Gomez e la Dea, ‘ci eravamo tanto amati’. Una storia da raccontare

Gomez, Atalanta

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

“Ci eravamo tanto amati”. È un’espressione ormai consueta, quando si descrive una separazione burrascosa, a seguito di un’intensa complicità. La verità è che, il rapporto tra il Papu Gomez e l’Atalanta, è andato oltre l’amore e oltre le logiche cavalleresche del soldato fedele alla causa. Il percorso dell’argentino, nei suoi 6 anni al servizio della Dea, è confluito con il sentiero di una squadra che, dal 2016 ad oggi, ha scritto una pagina di storia del calcio. Lo ha fatto in quei capitoli della storia dove, il calcio, non risiede nell’arida esposizione dei numeri ma, si sublima nell’emotività dell’appassionato, creando un collegamento imprescindibile anche con il territorio, in un determinato contesto storico.

L’hanno chiamata ‘Favola’, ‘Rivelazione’, ma si va oltre. E ci si può rifare ad una massima della pellicola La Leggenda del Pianista sull’Oceano, tratto dal romanzo Novecento di Baricco: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”. La storia recente dell’Atalanta è più di una buona storia, e Gomez ne è uno dei maggiori protagonisti.

L’approdo a Bergamo nel 2014 e l’ascesa dell’Atalanta

Aveva 26 anni Gomez quando, nel settembre del 2014, lasciò l’Ucraina e il Metalist per tornare in Italia, e vestire la maglia dell’Atalanta. L’argentino aveva già mostrato le sue doti in un’altra ‘provinciale emozionante’: il Catania di Simeone prima, Montella poi. L’esperienza nell’est dell’Europa si conclude presto e, per circa 5 milioni, gli orobici investono sul Papu. Gomez trova una squadra in grande difficoltà che, nella stagione 2014/15, riesce a strappare la salvezza sotto la guida di Edy Reja, con un 17° posto. La stagione successiva va discretamente meglio ma, in ogni caso, l’Atalanta non decolla e conclude il campionato al 13° posto.

L’arrivo di Gasperini e la nascita della ‘Favola Atalanta’

La società orobica cambia guida. Lascia Reja e arriva Gian Piero Gasperini. L’inizio del tecnico non è dei migliori, così come per Gomez. L’argentino, nelle prime 5 partite non segna, l’Atalanta ne perde 4 su 5 e, le indiscrezioni, dicono che Gasperini sia già pronto all’addio. Poi qualcosa cambia, qualcosa si crea. Una magia, un’atmosfera particolare, è irrilevante. Ciò che conta è che l’Atalanta inizia una rapida ascesa che, parallelamente a quella del Papu, conduce a vette che nessuno a Bergamo poteva anche solo immaginare. L’argentino chiude la stagione 2016/17 con il suo record personale, dal punto di vista realizzativo: 16 gol e 11 assist in 39 presenze complessive, e conquista la fascia da capitano. L’Atalanta chiude il campionato al quarto posto, tornando in Europa, in questo caso l’Europa League, visto che in quegli anni precedenti all’ultima riforma UEFA, erano le prime tre ad andare in Champions League.

Dalla salvezza alla Champions League, fino al dramma di Bergamo e l’addio

Erano 26 anni che l’Atalanta non partecipava ad una competizione europea. Il ritorno in Europa League è emozionante e, solo un grande Borussia Dortmund unitamente ad un errore di Gollini, interrompe l’avventura continentale di un’Atalanta che, già nei gironi, aveva colpito vittime illustri come Olympique Lione ed Everton, colpite dal Papu Gomez contro ogni pronostico. Il dispendio di energie ‘europee’, nella stagione 2017/18, impedisce alla Dea di compiere un’altra impresa, chiudendo appena settima in campionato. Qualcuno parla di ascesa già finita. In realtà, è solo l’inizio.

La cavalcata per la Champions League

Nella stagione 2018/19, il Papu Gomez tocca ancora la doppia cifra, con 11 gol e 13 assist in 46 presenze totali con la maglia dell’Atalanta. Gli orobici vincono il testa a testa con il Milan, per l’ultimo posto in Champions League e concludono addirittura arrivando terzi, in virtù del vantaggio negli scontri diretti con l’Inter, arrivata a pari punti con i nerazzurri di Gasperini. Nell’anno successivo, in Champions League, Gomez e Ilicic trascinano l’Atalanta ad ua cavalcata unica. I bergamaschi raggiungono le fasi ad eliminazione diretta, contro ogni previsione, in virtù soprattutto delle tre sconfitte e un pareggio nei primi quattro match del girone. Agli ottavi c’è il Valencia. Si gioca a San Siro, dato che lo stadio di Bergamo è in fase di ricostruzione. Gomez non segna ma, insieme ai compagni, mette a ferro e fuoco gli spagnoli, concludendo con uno straordinario 4-1. È la notte del sogno, mentre si sta per consumare la tragedia. Il nuovo Coronavirus è arrivato in Italia e, non senza polemiche, la Uefa acconsente a far disputare il match a porte aperte. Sarà un disastro per Bergamo che, nel corso della prima ondata di contagio, diventa il simbolo della pandemia in Italia, con le famose immagini dei camion militari, che trasportano le troppe salme dei morti fuori dalla città.

Il ritorno da protagonisti, poi l’addio col ‘giallo’

Bergamo rimane profondamente ferita e messa in ginocchio dagli eventi. L’Atalanta, nell’immagine del suo capitano Gomez, rappresenta la luce che ridà speranza. Alla ripresa dei campionati, dopo il primo lockdown, l’Atalana riesce a confermarsi in Champions League, chiudendo al terzo posto. In estate, nella Champions 2019/20 versione ‘partita secca’ a causa della pandemia, i bergamaschi dopo aver eliminato il Valencia vanno ad un passo dall’impresa contro il Psg, venendo eliminati solo nel recupero da un gol di Choupo-Moting. Amaro in bocca ma tanta soddisfazione, per essere entrati in una dimensione senza limiti. Nel corso dell’attuale stagione, tra momenti di stop e passi falsi, l’Atalanta riesce a rimanere ancorata alla zona Champions League. In campo europeo, gli orobici continuano ad esser protagonisti conquistando gli ottavi, ai danni dell’Ajax.

È proprio in Champions League che si rompe qualcosa tra Gomez e Gasperini. La sera del 1 dicembre 2020. Nella sfida contro il Midtjylland. È in quegli istanti che il Papu Gomez rompe la sua storia con l’Atalanta, ufficialmente per divergenze di natura tattica. Può una storia così forte ed intensa finire per un diverbio ‘di campo’? A quanto pare sì, o forse non è solo questo. Gomez ha lasciato Bergamo con un ‘giallo’. L’argentino, infatti, pochi giorni dopo la bufera dichiarò tramite i canali social: “Quando andrò via, allora parlerò”. Ora l’argentino è volato a Siviglia e tutti aspettano, impazientemente. Chi ha avuto, ha avuto. Chi ha dato, ha dato. Ma nessuna verità, potrà cancellare quanto di meraviglioso ha fatto il cavaliere Gomez, al servizio della Dea.