Premier League, il 2020 del Manchester United

Manchester United

(Photo by Alex Livesey/Getty Images)

È stato un anno di alti e bassi il 2020 del Manchester United. Da un inizio complicato alla qualificazione in Champions raggiunta all’ultima giornata; dalla mancata finale di Europa League all’eliminazione dalla Champions League, dal flop Pogba alla sorpresa Bruno Fernandes, dal possibile esonero di Solskjaer al secondo posto in classifica. Riviviamo brevemente l’anno dei Red Devils.

Una Champions arrivata all’ultima giornata

Il 2020 non era partito nel migliore dei modi per il Manchester United, che sembrava destinato a mancare la qualificazione in Champions League per il secondo anno consecutivo. Il quartetto di testa, composto dal Liverpool campione in pectore, dal Manchester City di Guardiola, dal Chelsea e dal Leicester era parso irraggiungibile per gli inseguitori, Red Devils compresi.

Ma con la ripartenza post lockdown, complice un rallentamento del Chelsea e del Leicester, la squadra di Solskjaer è arrivata a giocarsi la qualificazione all’ultima giornata, nello scontro diretto contro le Foxes. Battendo 2-0 la squadra di Brendan Rodgers, lo United ha potuto festeggiare la qualificazione in Champions, arrivando terza a 66 punti, a pari merito con il Chelsea di Lampard. L’obiettivo minimo stagionale, seppur con qualche apprensione di troppo, è stato raggiunto.

Delusione Europa League

L’altro obiettivo stagionale dei Red Devils era la vittoria del secondo trofeo continentale, l’Europa League, dopo averla già vinta con Mourinho nel 2016. Lo United era la favorita per la vittoria finale insieme all’Inter di Conte, ed essendo alle parti opposte del tabellone era praticamente una finale già scritta; anche alla luce dell’assenza di altri impegni, con le coppe europee che sono riprese dopo la fine dei campionati nazionali, in questo anno tormentato a causa della pandemia.

Ma sulla strada gli uomini di Solskjaer hanno trovato il Siviglia in semifinale, lo specialista di questa competizione. La vittoria per 2-1 in rimonta degli andalusi ha estromesso i Red Devils dalla finale, dove il Siviglia ha avuto la meglio anche sull’Inter, portando a casa il trofeo per la sesta volta in quindici anni. Non è esattamente la Champions, ma la mancata vittoria dell’Europa League resta un obiettivo mancato nella stagione dello United.

Il giocatore dell’anno: Bruno Fernandes

La nota lieta del 2020 del Manchester United arriva sicuramente dal mercato invernale. Il 29 gennaio 2020 arriva dallo Sporting Lisbona per 9 milioni di euro Bruno Fernandes, trequartista con un passato in Italia (tutt’altro che indimenticabile) con le maglie di Novara, Udinese e Sampdoria. Il classe 94 portoghese si impone subito come pedina fondamentale della squadra di Solskjaer, con 12 gol e 8 assist in tutte le competizioni nella stagione 19-20. Diventato rigorista ufficiale della squadra, è stato decisivo in numerose occasioni, risultando il vero uomo in più dei Red Devils.

Nella nuova stagione il trequartista portoghese è riuscito a fare ancora meglio, con 14 gol e 8 assist in 22 partite. I 10 gol (ai quali vanno aggiunti 6 assist) in 14 partite di Premier League hanno permesso a Bruno Fernandes di diventare il primo portoghese ad andare in doppia cifra con la maglia del Manchester United dalla stagione 2008-09, l’ultima di Cristiano Ronaldo a Manchester. Questi numeri sono valsi a Bruno Fernandes il premio di giocatore dell’anno del Manchester United secondo i tifosi. Un riconoscimento più che meritato.

Una ripartenza a rilento

Nonostante una campagna acquisti che ha portato giocatori del calibro di Cavani e Van de Beek; la nuova stagione del Manchester United non è iniziata nel migliore dei modi, con la sconfitta contro il Crystal Palace alla prima di Premier League e l’umiliante sconfitta per 1-6 ad Old Trafford contro il Tottenham dell’ex Mourinho. Come se non bastasse è arrivata anche l’eliminazione dalla Champions League, dopo la sconfitta nello scontro diretto contro il Lipsia all’ultima giornata della fase ai gironi, che è valsa ai Red Devils la retrocessione in Europa League.

Per non parlare poi della grana Pogba: il giocatore più pagato e rappresentativo del club ha più volte dichiarato di non sentirsi parte del progetto e di voler cambiare aria al più presto, magari già a gennaio. La panchina di Ole Gunnar Solskjaer traballava sempre di più, ma nelle ultime partite in Premier League sono arrivati 9 risultati positivi di fila; che hanno portato i Red Devils al secondo posto, a -3 dalla vetta occupata dal Liverpool ma con una  partita da recuperare. C’è anche il redivivo United nella corsa al titolo di campione d’Inghilterra 2020-21.