Ranocchia racconta l’addio: “Ho perso l’entusiasmo per il calcio”

L'ex difensore dell'Inter e del Monza ha raccontato alla Gazzetta dello Sport il suo addio al calcio.

25/09/2022

10:20

• Tempo di lettura: 3 minuti

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(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L’ex difensore di Inter e Monza, Andrea Ranocchia, ha raccontato il suo addio tra le pagine della Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni, estratte direttamente dalla Rosea.

(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ranocchia racconta il suo addio al calcio: “Ho perso l’entusiasmo”

Come stai?
“Benino. Diciamo ‘benino’… Sono un po’ frastornato. Devo rimettere insieme i pezzi. Infortunio? Va un po’ meglio, ho tolto il gesso da poco, sono tornato a camminare, anche se sento ancora dolore. Sto facendo terapia, a breve riprenderò con la palestra. Ora non ho più fretta…”.

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L’addio all’Inter
“Non c’è stato un singolo episodio scatenante. Da aprile, complici anche una serie di questioni private, ho iniziato a sentire meno entusiasmo per il calcio. Ho sperato fosse solo un momento. All’Inter stavo bene con tutti. Il mio contratto scadeva a giugno, Piero (Ausilio) mi ha spiegato che dovevano fare tutta una serie di valutazioni. Io volevo giocare di più, ed è arrivato il Monza. Progetto serio, portato avanti da dirigenti che hanno già vinto, la possibilità di non cambiare casa anche ai figli (Lorenzo,4anni,eAdeleLuna,2) e di far crescere i giovani. Ho accettato. Ma durante il ritiro ho faticato molto. Scoprire che quel fuoco per il calcio che mi ha acceso per 30 anni non tornava è stato tremendo”. 

Galliani
“Gli ho spiegato come mi sentivo e che non volevo prendere in giro me stesso, ma anche chi mi aveva dato fiducia. Lui è rimasto sorpreso, però ha capito e rispettato la mia decisione. Non certo perché rinunciavo ai soldi, di cui non voglio parlare anche per rispetto verso chi fatica ad arrivare a fine mese”.

I messaggi ricevuti
“Ho ricevuto messaggi e telefonate da gente comune, da tutti i compagni, dagli avversari e dagli allenatori, anche quelli che non ho mai avuto. Ma in questi giorni mi sono davvero isolato. Stamattina (ieri, ndr.) mi ha chiamato Conte. Gli risponderò presto, come agli altri. Tra i tanti c’erano anche Zhang, Pioli, Spalletti, Cattelan, Mentana, che seguo sempre”.

Sui problemi vissuti all’Inter
“Ero molto giù, un’esperienza di cui avrei fatto a meno, ma formativa. Nel calcio, quando le cose non girano ne prendono di mira due o tre…Arrivato subito dopo il Triplete, ho vissuto stagioni difficili per il club. Ma mi sono anche goduto la risalita grazie a Suning e allo stesso Spalletti, fino alle vittorie con Conte e Inzaghi”. 

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