Conference League

Roma, Zaniolo: “Vogliamo vincere la Conference League”

Nicolò Zaniolo, gioiello della Roma, ha parlato a UEFA.com prima della semifinale di andata col Leicester in Conference League. Di seguito le sue parole.

Roma, Zaniolo chiaro: l’obiettivo è la Conference League

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla partita contro il Bodo/Glimt, il racconto dei gol. Iniziamo con il primo.
«È stata la partita perfetta. Abbiamo fatto la fase difensiva e la fase offensiva in maniera eccezionale. Per quanto riguarda la tripletta sono molto felice perché ho aiutato la squadra a vincere la partita e passare il turno. Sul primo gol, nello specifico, quando vedi Pellegrini che ti guarda devi soltanto partire perché poi la palla ti arriva…».

È partito anche qualche minuto dopo sul grande assist che ti ha servito Zalewski.
«Anche lì Zalewski ha fatto una grandissima cosa, ha fatto la transizione offensiva perfetta: poi ho visto lo spazio alle spalle del difensore e mi ci sono buttato, devo dire che è stato bravissimo lui a dare la palla e bravo io a concludere».

Bella la conclusione anche in occasione del 4-0, il tuo terzo gol personale.
«Sì, sapevamo che il Bodo avrebbe giocato con la linea difensiva alta e quindi ci avrebbe lasciato molto spazio alle spalle. Quindi avevamo preparato durante l’allenamento ‘palla al terzino, poi scarico al centrocampista e lancio di prima in profondità. Ed è venuta perfettamente!».

Era dal 23 gennaio che non segnava: qual è la prima cosa che le è passata per la mente quando ha segnato il primo gol?
«Il gol non è mai stato la mia ossessione, anche perché preferisco fare una grandissima prestazione e vincere la partita anche non segnando. Per fortuna sono riuscito a fare tre gol e ad aiutare la squadra, quindi sono ancora di più felice. Però non è mai stata una mia ossessione».

È stata la sua prima tripletta nella Roma e anche la sua prima in carriera: l’aveva immaginata così?
«L’avevo sognata così! Non l’avevo immaginata. Stadio pieno, 65mila persone e quarti di finale di una coppa europea, partita decisiva dell’anno. Sì, l’avevo sognata così. Dico la verità, a inizio partita era difficile pensare che potesse succedere, però alla fine ci sono riuscito e sono felicissimo».

Calcisticamente parlando si può definire quella contro il Bodo la notte più bella della sua carriera?
«Sì, direi che è stata una delle notti più belle della mia carriera. A partire dall’esordio al Bernabeu, la doppietta contro il Porto e questa tripletta contro il Bodo sì, sono le tre notti più significative della mia breve carriera, fino ad ora. Anche perché si tratta di tre notti europee».

José Mourinho: come è lavorare con lui, com’è il vostro il vostro rapporto e quali consigli le dà?
«Mourinho è uno dei più bravi allenatori al mondo! Ha inculcato a tutti l’arte del non mollare mai, dell’essere sempre sul pezzo, dell’unirci l’uno per l’altro per portare a casa i risultati. E speriamo di vincere qualcosa con lui. Dal primo giorno che ci siamo riuniti a Trigoria, abbiamo subito lavorato giorno dopo giorno e tassello dopo tassello per provare a fare qualcosa di importante quest’anno. Con il mister che sa come fare a vincere, penso che abbiamo più possibilità».

La semifinale contro il Leicester: che tipo di impegno si aspetta?
«È una semifinale europea. Il Leicester è una squadra forte. Corrono tanto, sono una squadra fisica, la classica squadra inglese. Noi però siamo forti, siamo la Roma, abbiamo dimostrato quest’anno di potercela giocare con tutte: non abbiamo paura, andiamo a giocarci la partita con le nostre carte e con i nostri mezzi».

Che cosa significherebbe vincere un trofeo europeo?
«Sarebbe motivo di grande orgoglio, sarebbe un punto di partenza e non un punto d’arrivo. Per i tifosi significherebbe tantissimo, come per noi! 14 anni di attesa per un titolo sono un po’ troppo tempo. Quindi noi quest’anno ci proveremo a portarlo a casa. Per quanto riguarda il mio rapporto con i tifosi è sempre stato perfetto, eccezionale: sono sempre stati al mio fianco, anche nei momenti brutti degli infortuni. Forse lì ho ricevuto ancora più affetto rispetto a quando gioco: io i tifosi devo soltanto ringraziarli. Saranno sempre nel mio cuore».

Share
Published by
Alberto Petrosilli