Scozia: St.Mirren senza portieri e costretto a giocare

13/09/2020

09:00

• Tempo di lettura: 3 minuti

Tempo di lettura: 3 minuti

Il primo agosto è iniziata la nuova stagione della Scottish Premiership, il campionato maggiore scozzese. Dopo la scorsa edizione interrotta anticipatamente per via del coronavirus, con titolo assegnato al Celtic, c’era molta voglia di ripartire. Naturalmente la Scozia, come l’intero mondo, si trova a dover far fronte agli strascichi della pandemia.

Come gli altri campionati, anche quello scozzese ha un protocollo che prevede tamponi frequenti e ravvicinati ad atleti e personale tecnico e, in caso di esito positivo, isolamento domiciliare e ripetizione degli esami al resto dell’organico.

Nonostante ciò, non sono mancati casi di atleti colpiti dal Covid19 e spesso la SPFL (Scottish Professional Football League, la Lega scozzese) si è trovata a dover posticipare delle partite. Il calendario serrato, però, offre poche date per poter riprogrammare le gare rimandate; per questo solo nelle situazioni esageratamente gravi si è ricorso al rinvio dell’incontro. In altri casi la decisione delle autorità è stata quella di mantenere il turno come da programma.

Emblematico in questo proposito è quanto successo ieri in occasione della partita tra il St.Mirren e l’Hibernian, valida per la settima giornata di Scottish Premiership.
Giovedì scorso, 10 settembre – due giorni prima della gara – il St.Mirren dirama due comunicati che annunciano due positività nella prima squadra. I calciatori in questione sono due dei tre portieri in rosa, i quali vengono posti in isolamento domiciliare per dieci giorni, come da protocollo. Il giorno successivo, alla vigilia della partita, la SPFL diffonde una nota ufficiale in cui impone che anche il terzo portiere venga messo in quarantena preventiva, essendo stato a stretto contatto con i suoi due compagni di ruolo. Il suo tampone è, infatti, risultato negativo ma i consiglieri medici della Federazione hanno paventato la possibilità che possa avere il virus in incubazione.

Messa così, a questo punto, ci si aspetta il posticipo della partita. La realtà, però, va diversamente. In quello stesso comunicato la SPFL indica anche che la gara avrà regolarmente luogo, non essendoci motivi sufficienti per rimandarla.
Il St.Mirren risponde in un altro comunicato, successivo a quello della SPFL, che recita:

Il St.Mirren conferma che la partita di domani contro l’Hibernian si giocherà regolarmente.
La società ha ricevuto quest’oggi una conferma molto tardiva da parte della SPFL, dopo un incontro tra il Governo scozzese e il JRG (Joint Response Group, n.d.r.).

Inoltre:

A meno di 24 ore dalla notizia la nostra unica opzione è di provare a ottenere in prestito un portiere idoneo e la società sta lavorando duramente per farlo e avviserà i tifosi appena ci sarà un qualche accordo.

La situazione diventa ancora più surreale se si pensa che l’accordo è arrivato a meno di tre ore dalla partita. Ieri, 12 settembre, alle ore 13 italiane il St.Mirren pubblica un comunicato in cui annuncia il “prestito d’emergenza” per sette giorni di Zdeněk Zlámal, portiere degli Hearts, retrocessi in Scottish Championship all’interruzione dello scorso campionato. Alle 15:45 italiane St.Mirren e Hibernian scendono in campo.

Il risultato finale è stato un secco 0-3, ma dopo tutto questo sembra quasi privo di interesse.