Serie A, De Siervo: “Delusione per i ristori, bastava poco per darci sollievo”

L'ad della Serie A De Siervo parla del nuovo decreto ristori, manifestando tutta la sua delusione e preoccupazione sulle misure prese dal governo.

24/01/2022

11:40

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(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images for Lega Serie A)

In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, l’a.d. della Serie A De Siervo ha espresso tutta la sua delusione per il decreto “sostegni ter” del governo. Al campionato maggiori sono stati indirizzati 20 milioni, di cui 5 milioni solo per i tamponi, mentre altri 20 in credito di imposta per le sponsorizzazioni, non sfruttabili però dal campionato maggiore. Ecco le sue parole:

Nonostante il lavoro del sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali la politica, ancora una volta, dimostra di non aver capito l’importanza dello sport per gli italiani, dell’attività di base, della competitività del sistema sportivo e soprattutto della Serie A, che dovrebbe essere la locomotiva e che invece viene abbandonata con danni permanenti. Ricordiamo che il calcio è una delle principali 10 industrie italiane: appassiona oltre 32 milioni di persone e dà lavoro a più di 300mila. Sono numeri che meritano considerazione e rispetto da parte del governo: versiamo ogni anno 1,2 miliardi di contribuzione, non aiutarci in modo adeguato significa fare un autogol al sistema Italia“.

“Ci sono alcune misure a costo zero che possono dare sollievo al nostro settore”

“Almeno avrebbero potuto concedere una rateizzazione, per almeno 3 anni, delle tasse dovute dalle nostre squadre: mi auguro che, in zona Cesarini, il governo consenta almeno di differire i termini. Si poteva anche prevedere un prelievo della cifra delle scommesse sportive effettuate sulle nostre gare e su cui lo Stato continua a guadagnare miliardi. Ci sono alcune misure a costo zero che possono dare sollievo al nostro settore, come il ripristino della pubblicità per le aziende di betting. È bene ricordare che ad oggi solo i 20 presidenti di A hanno perso oltre un miliardo e mezzo. Rialzarsi e tornare competitivi sarà molto, ma molto complesso. Anche perché negli altri Stati europei hanno deciso di sostenere concretamente lo sport. La scelta di abbandonare il calcio di vertice è folle, tant’è che in paesi vicini come la Francia sono stati destinati oltre un miliardo di aiuti, tra ristori diretti e prestiti agevolati. Rischiamo di pagare questa scelta scellerata per i prossimi 10 anni in cui faremo fatica a essere competitivi“.

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