Serie A: diamo i numeri!

05/09/2020

08:00

• Tempo di lettura: 7 minuti

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I tempi sono maturi perché prenda il via il countdown per la Serie A 2020/2021, che vedrà la partecipazione di tutte le squadre scudettate (Juve, Inter, Milan, Genoa, Bologna, Torino, Roma, Napoli, Fiorentina, Lazio, Cagliari, Sampdoria, Verona), ad eccezione di Casale, Novese e Pro Vercelli.

Un campionato “nuovo”

Sarà un campionato “nuovo”, perché le 3 retrocesse Brescia (la squadra ritornata più volte alla serie cadetta, 13) Spal e Lecce (peggior difesa del campionato in 64 anni e con 52 gol segnati la retrocessa più prolifica di sempre) in totale hanno disputato 58 tornei di Serie A. Le 3 neopromosse, invece, sono tutte esordienti o quasi. Lo Spezia è alla prima apparizione nella massima serie, il Crotone alla terza partecipazione ed il Benevento alla seconda promozione.

Mai come questo anno, inoltre, l’intervallo temporale che separa la fine del vecchio campionato dall’inizio del nuovo è stato ridotto: soli 48 giorni.

Nemmeno il tempo di celebrare l’ennesimo titolo della Juventus e salutare la stagione di A più lunga nella storia della massima serie (spalmata su 344 giorni), che ci ritroviamo a fare i conti con ciò che sarà. E se il calcio, come la vita, può essere capito solo all’indietro ma vissuto in avanti, è lecito, innanzitutto, soffermarsi su ciò a cui abbiamo assistito durante il campionato passato, destinato a restare per sempre nella memoria degli appassionati data la pandemia globale che ne ha messo a rischio il naturale svolgimento.

Tanti gol

Partiamo col dire che abbiamo assistito alla stagione più proficua in termini di gol segnati (1154) dal campionato 1950-51, il quarto numero più alto nella storia del campionato italiano. Soltanto nelle stagioni 1949/50 (1265), 1947/48 (1200) e 1950/51 (1192) ne sono stati segnati di più. Numeri sui quali ha avuto la sua influenza il VAR, sulle scene da tre anni.

Tanta Juve

Come dicevamo, il titolo ha trovato casa ancora in terra sabauda, a Torino, dove la Juve continua ad ingurgitare scudetti senza palesare segni di sazietà. I bianconeri hanno trionfato per la nona volta consecutiva, segnando un record mai registrato nei principali campionati europei.
Nelle top 5 leghe, infatti, solo il Bayern Monaco può vantare una serie (ancora in atto) capace di resistere al passo della scuderia Agnelli. Gli uomini di Flick con la vittoria della ultima Bundes sono a quota 8, a 7 nel 2002 si è fermato l’Olympique Lione in Francia.

A Pirlo, neo tecnico bianconero, toccherà l’arduo compito di trovare la decima vittoria tra i confini nazionali, che porterebbe la Juve ad equiparare percorsi coronati solo in campionati più esotici. A dieci vittorie consecutive sono arrivati i georgiani della Dinamo Tblisi, tra 1990 e il 1999, gli armeni del Pyunik, 2001-2010, la Dinamo Berlin, dal 1978 al 1988, la MTK Budapest, dal 1914 al 1925, e lo Sheriff, 2001-2010. 

I campioni iridati, però, non si sono fatti mancare nulla, facendo registrare anche alcuni numeri negativi. Gli uomini di Sarri, infatti, hanno subito ben 43 gol (solo la Juve 1949/1950 riuscì a conquistare lo scudetto subendo tante reti) e registrato negli ultimi 9 anni più sconfitte (7), il minor numero di punti (83) e il peggior distacco dalla seconda (1 solo punto).

Le gioie sono arrivate in casa Buffon, che con 649 presenze in A e 10 scudetti vinti è diventato il calciatore più presente di sempre e più titolato.

Le glorie dei nerazzurri milanesi e bergamaschi

Al secondo posto l’Inter di Antonio Conte. Un secondo posto che vale il miglior risultato dal 2010/2011, ovvero l’ultima stagione vincente nerazzurra, impreziosita da una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e la Coppa del Mondo per Club. Inoltre, gli 82 punti conseguiti sono la quota più alta raggiunta dal 2009/2010, quella del triplete vinto con José Mourinho.

A chiudere il podio, con la medaglia di bronzo, l’Atalanta, che si è ritrovata nelle prime quattro per la terza volta in quattro anni, riuscendo a raggiungere la seconda qualificazione in Champions nella storia.

I nerazzurri di Bergamo, che da matricola hanno raggiunto i quarti di Champions, hanno siglato la bellezza di 98 reti in 38 gare, con una media di 2,58 a partita che ritaglia loro un posto speciale nella top ten storica delle squadre con le migliori medie di reti a partita in un singolo campionato di Serie A. In un campionato a 20 squadre solo il Milan 1949/1950 ha fatto di meglio (118). Reti, inoltre, che sono state frutto di un gioco corale, di 701 tiri a porta (record stagionale) e dei 14 assist del Papu Gomez capace di posizionarsi un gradino sotto a Luis Alberto (15), autore di un record storico della Serie A (da quanto OPTA ne registra i dati).

La Lazio: sogno svanito

Lo spagnolo ha contribuito alle glorie della Lazio, la quale, nonostante qualche rammarico per il sogno scudetto svanito post-lockdown, ha ritrovato la Champions dopo 13 anni di distanza. Gli ultimi a riuscirci furono i biancocelesti di Delio Rossi: parliamo di Pandev, Kolarov, Rocchi e del superstite Radu, unico a raggiungere le ultime due qualificazioni delle aquile.

Aquile che, inoltre, possono vantarsi di Ciro Immobile riuscito ad eguagliare il record di marcature in una sola stagione di A appartenente ad Higuain (36), e tra i pochi a vincere il titolo di capocannoniere con due squadre diverse (Torino e Lazio).

Roma, Milan e Napoli: le deluse

Sull’altra sponda del Tevere a raccogliere i cocci di un’altra stagione storta, la Roma, che ha mancato la qualificazione in Champions per il secondo anno consecutivo senza far registrare alcun numero degno di nota. Ci è riuscito il Milan a far parlare di sé dopo l’ottimo girone di ritorno che è valso la riconferma di Pioli e che ha portato a titoli della serie: Un cammino da scudetto. Fatto sta che ormai da sei anni i rossoneri non abitano la Champions, da sempre habitat naturale della società di Via Aldo Rossi.

Grande delusione anche per il Napoli fuori dall’Europa che conta, dopo tre anni di qualificazioni consecutive, nonostante i numeri da record registrati. Gli azzurri, infatti, oltre ad aver colpito più legni in stagione (26), sono al primo posto per percentuale di possesso palla (59,5%) e per possesso palla media a incontro (30’ 40”), avendo tra le proprie fila i tre giocatori con la percentuale più alta per precisione di passaggi a partita: Fabian Ruiz (64,1%), Koulibaly (61,6) e Mario Rui (60,3%).

Le altre, tra sorprese e numeri allarmanti

A ridosso della zona Europa troviamo invece il Sassuolo di De Zerbi, che ha stupito tutti per qualità del gioco e prestazioni offerte, nonché per la posizione finale in classifica, la seconda migliore da quando è in A. I neroverdi, infatti, hanno ottenuto il loro miglior piazzamento nel 2015/2016 guidati da Di Francesco, che staccò il biglietto per l’Europa League.

Degna di nota anche la stagione del Verona, che non otteneva un piazzamento migliore dal 2000.

Male il Torino, che Cairo ha promesso di tirare via dalle sabbie mobili. I granata hanno fatto registrare il peggior piazzamento in A dalla stagione 2012/2013, era la prima in serie maggiore dopo la promozione.

Nella stessa stagione (2012-2013) terminava l’epopea dell’Udinese, con l’ultimo anno di Guidolin allenatore, in grado di conquistare tre qualificazione europee consecutive. Da allora i bianconeri non hanno più terminato una stagione nella parte sinistra della classifica. Non ci è riuscito nemmeno il Cagliari, mai dal ritorno in A nel 2016, nonostante gli impegni economici della società.

Da horror gli ultimi anni del Genoa, per cinque volte, negli ultimi dieci anni, tra le peggiori cinque della stagione.

Ai posteri l’ardua sentenza

Ciò che sarà invece della prossima stagione non è dato saperlo, ai posteri l’ardua sentenza. Per ora abbiamo solo numeri, numeri che ci lasciano interrogativi sul futuro. Numeri che, se migliorati, eguagliati, o peggiorati, ci assicureranno sicuramente spettacolo. Non resta che mettersi comodi ed aspettare i campioni pronti a registrarne di nuovi.

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