Sì, si può fischiare Donnarumma

Non è un attacco alla Nazione, non è violenza, è la reazione di pancia a quello che viene letto come un tradimento.

07/10/2021

10:00

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Gli impegni della Nazionale sono come un grande banchetto, in cui ci si nutre a piene mani di retorica, di patriottismo, di valori, che spesso rimangono sulla carta, come quella usata per pulirsi dopo aver gozzovigliato.

Ed è a colpi di retorica che viene combattuta oggi la battaglia contro chi ha fischiato Gianluigi Donnarumma, durante la partita tra Italia e Spagna, semifinale di Nations League. Non è tanto il gesto fatto contro il portiere, quanto la lesa maestà alla maglia azzurra che, una volta vestita, cancella ogni peccato – ammesso che ce ne siano – e consegna un’aura di intoccabilità. Ma no, i fischi a Donnarumma non sono un attacco alla Nazione, non minano le basi della democrazia, non macchiano il Tricolore. Sì, sono legittimi, sono la reazione di pancia a chi si è sentito – a ragione o no, questo è un altro discorso – tradito dal cambio di maglia, e dalle modalità con il quale è avvenuto. Sì, si possono fare, nessuna violenza è contemplata nell’infilarsi le dita in bocca e soffiare, fino ad emettere un suono che, unito ai tanti altri, rimbomba dentro San Siro e porta con sé mesi di rabbia e frustrazione, per come l’intera faccenda è stata gestita. No, non hanno assolutamente niente a che fare con i fischi e gli ululati che vengono rivolti ai giocatori neri.

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Esistono pochi amori, profondi come quelli che si provano per la maglia della propria squadra. Un sentimento che, molto spesso, si eredita in famiglia e che passa di generazione in generazione. Un trasferimento come quello di Donnarumma viene letto con le lenti del tradimento, non potrebbe essere altrimenti, e la maglia della Nazionale non può cancellare questo. La questione legata all’estremo difensore, è ancora un nervo scoperto della tifoseria rossonera, nonostante l’inserimento dell’ottimo Maignan, e lo rimarrà ancora a lungo. Nota a margine: da anni è in corso un processo di trasformazione degli stadi in qualcosa di simile ai teatri. E a teatro, i fischi sono contemplati.

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