Verona-Inter, Juric e Conte a confronto

Inter Verona

(Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Verona-Inter, la sfida

Verona-Inter non sarà un semplice scontro valido per la 14a giornata di Serie A, per lo più una sfida tra due concetti di calcio molto diversi ma compatibili. Ivan Juric e Antonio Conte si daranno battaglia domani pomeriggio al Bentegodi, anche perchè è l’unica cosa che sanno fare.

Sono due combattenti e l’hanno dimostrato prima da calciatori e poi da allenatori: le loro squadre sono cattive, rognose e soprattutto dotate di una condizione fisica straripante. Corsa, voglia e sacrificio. Questo c’è alla base dell’idea di calcio di Ivan Juric e Antonio Conte, che però stanno praticando le proprie idee in maniera diversa, con concetti a tratti opposti e con risultati incredibili.

Il pressing di Juric

Incredibili perchè il Verona è una squadra che attacca bene e in maniera asfissiante, soprattutto quando non è in possesso del pallone. Gli scaligeri difendono pressando gli avversari fino allo sfinimento, andando a prenderli alti nella propria area di rigore e non dando loro neanche la possibilità di pensare a cosa fare.

La ricerca maniacale degli spazi e il continuo inserimento dei trequartisti è il marchio di fabbrica della fase di possesso, con la partecipazione speciale e utilissima dei due esterni di centrocampo. Nonostante ciò sono solo 17 i gol fatti in 13 partite giocate: la mancanza di un bomber di razza pesa e lo stiamo vedendo. Favilli, Di Carmine e Salscedo hanno pochi gol nelle gambe e Kalinic deve prima tornare in forma per dare una mano dal punto di vista realizzativo.

Inter Verona
(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

L’equilibrio di Conte

L’Inter dal canto suo non ha di questi problemi e si gode un Lukaku da 11 gol in 12 partite. I nerazzurri hanno l’attacco migliore del campionato con 32 gol fatti, praticamente il doppio di quelli del Verona eppure la mentalità di Conte è sicuramente più difensiva. Nonostante l’ex Juventus abbia provato a cambiare qualcosa nelle prime uscite, con l’inserimento del trequartista dietro le due punte, alla fine si è ritrovato a propendere per un assetto tattico più equilibrato.

L’Inter vince da 6 partite consecutive e l’ha fatto all’insegna della compattezza, vincendo quasi sempre di misura e concedendo poco agli avversari, grazie naturalmente poi alla forza dei singoli. Niente pressing ma difesa bassa, possesso palla reiterato per cercare spazi. Sfruttati al massimo gli esterni con Hakimi che si esalta negli inserimenti e che ha già segnato 4 gol in queste prime 13 partite.

La linea difensiva

Inoltre particolare la libertà agli esterni è data anche dalla linea difensiva a 3, l’ago della bilancia tra i due modi di vedere il calcio di Juric e Conte: per il tecnico nerazzurro i centrali raramente possono spingersi oltre il centrocampo e in tal caso l’unico al quale è consentito farlo è Bastoni, soprattutto per le sue spiccate doti di palleggio. Skriniar e De Vrij restano bloccati e qualora Bastoni salga ecco che Young viene subito richiamato a coprire. Opposta invece l’idea di Juric che vuole in maniera continua il supporto dei terzi di difesa che spesso e volentieri sono Ceccherini, Dimarco e Dawidowicz. Dare una mano all’esterno, concedendogli dunque un’alternativa è fondamentale per Juric nello sviluppo della manovra offensiva.

Insomma, come avete potuto capire, i concetti alla base del lavoro dei due allenatori sono diversi ma compatibili.

Inter Verona
(Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)