Verona, Tudor: “Concentrato sulla nostra crescita. Juve? Si sta esagerando”

In vista del match di domani alle 18:00 tra Verona e Juventus ha parlato il tecnico degli scaligeri Igor Tudor presentando la sfida.

29/10/2021

13:29

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(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ritorna il campionato. Domani, alle 18:00, andrà in scena Hellas Verona-Juventus. Un match speciale per Igor Tudor che porta con sé anni indelebili da calciatore con la maglia dei bianconeri. Proprio il tecnico degli scaligeri ha parlato in conferenza stampa, presentando la sfida.

Fa giocare Bocchetti con la Juve?
“Questa volta no. Sta male, ha qualche chilo in più”.

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Si può fare un primo bilancio?
“Il bilancio si fa tutti i giorni. Va bene più per i giornalisti, che per noi. Non lo ritengo importante: si fanno correzioni, osservazioni per crescere giornalmente. Siamo sicuramente contenti della crescita, quella si può osservare. Siamo in un momento di fiducia, di consapevolezza delle nostre forze. Ci sono elementi nuovi, allenatore nuovo, è normale ci vogliamo un po’ di partite per capirci. Ora siamo in un momento in cui ci rendiamo conto di qualche pregio e di qualche difetto, con il tempo andrà sicuramente meglio”.

Che momento vive la Juventus? 
“Penso sia un’esagerazione da parte sua. Cosa dire di un club che ha vinto nove Scudetti negli ultimi dieci anni? Capisco che nel mondo di oggi le notizie durano dieci minuti, capisco la voglia di dipingere tutto nero o bianco. Si dimentica tutto facilmente e si cerca sempre di trovare l’esagerazione. Sono concentrato sulla mia squadra: per me è più facile preparare una partita così, siamo riusciti a ‘rinfrescare’ anche qualche giocatore. Qualcuno, come Barak o Miguel, dovrà giocare ancora, ma è gente capace di ripetere un’altra prestazione. Dovremo andare oltre le nostre possibilità”.

Quanto pesa giocare un’altra partita a distanza di due giorni dall’ultima?
“Dal punto di vista dello spettacolo non penso cambi. Da quello della preparazione della gara, ogni allenatore vorrebbe avere a disposizione qualche giorno in più. Loro hanno perso, ma non credo cambi molto: sarà difficilissimo, e anche molto bello. Dovremo giocarci le nostre carte, e andare a mille”.

Cosa ha rappresentato per lei la Juve?
“Sono arrivato bambino, sono andato via a ventotto anni. Mi sono sviluppato come persona, è stata una parte importante della mia vita. E da allenatore è stata un’esperienza importante. Ora sono qui, e provo a dare il massimo per questi colori”.

Come può riuscire a far rendere meglio Lasagna?
“La posizione che ha ricoperto a Udine non era l’ideale per lui, c’erano pochi spazi e la partita era particolare. Gli ho detto di dimenticare quel primo tempo e guardare avanti, ha fatto un grande allenamento: vuol dire che c’è. È un bel giocatore, che ha bisogno di spazi, quelle sono le sue caratteristiche. In questo assetto dovrebbe essere una prima punta in un 3-4-3, ma abbiamo anche Simeone e Kalinic, quindi fa un po’ fatica a trovare spazio. Ad ogni modo sono contento di lui, e mi è piaciuto il gesto di essersi allenato anche se non era obbligatorio. Avrà i suoi spazi, penso che potrà fare bene”.

Ci sono novità su Ilic?
“Vediamo oggi, non so ancora”.

Cosa sta rappresentando per lei Verona? Può essere un trampolino di lancio?
“Uno con gli anni diventa sempre più bravo. Ci sono momenti importanti nella carriera di un allenatore. È impossibile programmare, deve venire tutto con il lavoro quotidiano, e poi quello che deve succedere succede. È un lavoro un po’ particolare, bisogna essere contenti. Alleno già da dieci anni, ho iniziato presto: se mi giro indietro e penso a quanto ero felice di allenare l’Under 16 dell’Hajduk. Forse ho goduto di più ad allenare lì che il Galatasaray. Questo è importante per un allenatore, senza perdere l’ambizione”.

Perché non vede Tamèze in mezzo al fianco di Veloso?
“Ha fatto tante partite lì. È un ragazzo perbene, umile, intelligente: ha fatto bene anche da terzo a sinistra. Ha intelligenza e umiltà per fare le cose in quel modo”.

Le difficoltà della Juve possono far rivalutare il suo lavoro dell’anno scorso insieme a Pirlo?
“Questo paragone non si può fare. La Juve ha un grande allenatore, la persona giusta per risolvere qualche problemino. Servirà solo tempo”.

In questi anni avete vinto conto tante big
“Bisogna analizzare questa cosa. Non è che si vince con le grandi e non si vince con le piccole. È normale che i giocatori abbiano motivazioni in queste partite, ma le partite si preparano allo stesso modo. Una squadra che ti viene addosso, a uomo, magari è diversa rispetto ad un’altra, più difficile da affrontare. L’analisi da fare è piuttosto lunga”.

Avete appena tre punti in meno della Juve.
“Non guardo tanto la classifica. Sono concentrato su di noi e sulla nostra crescita: dico sempre ai miei giocatori di non pensare troppo alla vittoria, perché ti toglie energie. I giocatori sanno che devono vincere, vogliono vincere: bisogna fare una buona prestazione, le cose concrete. Poi la vittoria arriva, come conseguenza di tutto questo. Ma fissarsi sulla vittoria non è il mio modo di vedere lo sport”.

Recupera Casale? Gunter tornerà titolare?
“Hanno avuto dei problemini, vediamo come stanno. Ceccherini sta bene, Sutalo ha fatto bene, Magnani ha retto Beto e non era facile. Ora abbiamo cinque o sei giocatori che possono dare una mano dietro, ed è importante stare sul pezzo in quella zona”.

Perché la scelta di Tamèze sull’esterno? Come sta Ruegg?
“Ruegg gioca a destra e non a sinistra. Volevamo fare respirare Lazovic, che spende tanto. Penso che Tamèze abbia fatto bene in quel ruolo, anche se non è il suo, contro un giocatore forte come Molina. Non ricordo l’abbia sofferto. Poi l’abbiamo spostato dopo l’uscita di Sutalo per dare più spinta in avanti”.

Chi deve valutare fisicamente?
“Sono quelli che ho detto: vediamo Ilic, due o tre difensori. Gli altri non hanno problemi”.

Si aspetta un pubblico più coinvolto per questo tipo di partita?
“I ragazzi sono contenti, sentono una bella connessione con la tifoseria: questo per me è importante, è un calcio diverso dagli ultimi due anni con la pandemia. Ora è più bello, ti motiva, senti la spinta e avverti sintonia. I ragazzi daranno tutto domani, speriamo di fare felici i tifosi, ripetendo che sarà molto difficile, ma il calcio è bello per questo”.

Come ha visto le sue punte in questi giorni?
“Non li ho visti. Li vedo oggi, c’è solo un allenamento. Ci alleniamo a cinque e mezza e poi andiamo in ritiro. Ma li vedo bene, penso siano in un bel momento, li vedo fiduciosi e motivati”.