1 Football Club: le dichiarazioni di Donati, Damiani e Berti

La diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione.

20/04/2022

12:00

• Tempo di lettura: 7 minuti

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1 Football Club

Il mondo di Calcio in Pillole continua ad evolversi e a cambiare. Sempre nella direzione che amiamo: quella del racconto calcistico. Cerchiamo sempre di tenervi aggiornati su quelli che sono i temi del mondo del calcio, dalle news agli approfondimenti, passando per le parole dei diretti protagonisti, per finire alla nostra presenza negli stadi per raccontarvi gli eventi live. Per i nostri lettori, la diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione in onda in tutta la Campania ed in streaming sul web. Sul nostro sito, tutti i giorni, dalle 12.00 alle 13.00, troverete le dichiarazioni dei numerosi ed importanti ospiti del programma radiofonico.

MASSIMO DONATI

Ti aspettavi una vittoria così roboante dell’Inter?

“Per il momento dell’Inter che sembra tornata quella di inizio stagione, un po’ sì. Il risultato è troppo pesante, ma la prestazione è quella del principio. Ora è tornata a mille all’ora, è difficile per tutti affrontarla. Non è mai piacevole per l’altra squadra perdere un derby con tre gol di scarto”.

Quando c’è stato il calo nei risultati, c’era stato un problema di prestazioni fisiche?

“Lo ha detto anche Inzaghi, era un periodo in cui hanno giocato tante partite importanti, di livello. Quando ci sono tanti impegni paghi sia dal punto di vista fisico che mentale, poi subentra la tensione ma ora hanno superato tutto questo e sono proiettati per un grande finale”.

Quanto è pesata l’assenza di un centravanti prolifico per il Milan?

“Ci sono i momenti chiavi della stagione, non bisogna sbagliarli. Ora non si può più fare, l’Inter sembra non sbagli più. Ci sono momenti in cui puoi abbassare la guardia, ora non più. Sono dell’idea che non è un solo giocatore che può risolvere tutti i problemi, ma se hai Ibra davanti dal punto di vista tecnico e caratteriale può dare una mano alla squadra. La supremazia dell’Inter, ieri, è stata abbastanza netta”.

Pensi che questa sconfitta possa lasciare delle scorie al Milan?

“Non credo, una delle loro maggiori qualità è quella di reagire alla grande nei momenti difficili. Dopo lo Spezia, con l’errore dell’arbitro, poi voltarono pagina e si buttarono a capofitto facendo risultati utili. Ha sempre saputo reagire ai momenti, il lavoro di Pioli è stato importante, sempre al vertice. Dispiace per loro per come è andata, in campionato però è un’altra cosa”.

Quanto sta influendo la firma sul contratto con il Barcellona sulle prestazioni di Kessie?

“Domanda difficile, un giocatore anche se firma per altre squadre se gioca dà il 100% per quella attuale. Altrimenti l’allenatore non lo farebbe giocare. Le fortune del singolo passano sempre dalla bontà delle prestazioni di squadra. Quando gira bene il singolo si esalta e viceversa. Kessié non ha fatto le migliori partite, ma non penso che sia per il Barcellona. L’allenatore lo vede in settimana, tutti i giorni, vedendo il suo atteggiamento. Se non ci fosse con la testa non lo farebbe giocare e se si trova in campo non è quello il problema”.

Se avessi fatto il gol di Bennacer, ti saresti arrabbiato per l’annullamento?

“La decisione dell’arbitro di ieri qualunque fosse stata sarebbe stata sbagliata per qualcuno. Ci sarebbero state polemiche, ognuno può avere una opinione personale: non si può sapere se abbia disturbato il portiere, ma è indubbio che fosse avanti ad Handanovic”.

Forse manca una punta di spessore?

“Nonostante questo sono a lottare per gli obiettivi. E’ normale che avere un giocatore che ti garantisce 15-20 gol all’anno è meglio. Vincere campionati o Coppe senza un calciatore così è dura non solo in Serie A, di conseguenza il lavoro rimane ottimo ma se si vuole fare uno step più in alto serve sistemare alcune cose ed una è questa”.

Come ti spieghi il pareggio tra Napoli e Roma in un clima così incandescente?

“Credo che pareggiare con la Roma non sia una cosa fuori dal mondo. La Roma di questo periodo, quella di Mourinho. E’ logico che quando manca poco alla fine ogni punto e vittoria diventa importante. E’ più un dispiacere la sconfitta con la Fiorentina in casa, un taglia gambe. Mi focalizzerei su quello che resta da fare al Napoli, perché ha il calendario migliore anche se ha qualche punto di svantaggio. Adesso è l’Inter la favorita, ma ora il Napoli deve vincere tutte le partite e poi si vedrà. Guardare cosa poteva essere e non è stato, non serve a nessuno”.

Le lacrime di Insigne sono di delusione o di resa?

“In campo si sentiva l’aria di delusione e rassegnazione, era percettibile. Le sue lacrime sono perché va via dopo tanti anni e sente che sta sfuggendo un sogno che voleva regalare alla gente di Napoli, cui è legato. Prima di andare a fare l’esperienza lontano dall’Italia vuole dare questa soddisfazione, dopo la partita sembrava non fosse più possibile. Quando passa qualche ora poi vedi come è realmente la gara e non serve pensare a cosa poteva essere, ma focalizzarsi sul dopo”.

E’ arrivata la fine del ciclo di Gasperini?

“Quando si passa un periodo non positivo si dice sempre questo. Secondo me no, Gasperini negli anni ha costruito qualcosa di magico ed importante, perché chiunque la guardasse rimaneva incantato. Sicuramente bisogna fare qualcosa sulla squadra, ma non cambierei Gasperini”.

NICOLA BERTI

Ieri non c’è stata storia tra Inter e Milan?

Assolutamente non c’è stata. Loro dicono che hanno giocato anche bene, ma sembra lontana la cosa. C’è stato quell’episodio che contestano, ma non c’è niente, la partita è stata quella ed è stata super-meritata. Era giusto il 2-0 (ride, ndr), saluto Maldini. Lo Scudetto se lo sognano, anche il Napoli. Siamo lanciatissimi, non ci fermerà più nessuno. Siamo euforici, parliamo un po’ così, ma il campo parla”.

Domenica c’è la Roma, siete disposti a fargli un favore?

“Non dobbiamo fermarci più un secondo, stai scherzando? Dobbiamo vincerle tutte, non mi aspetto un pareggio, siamo lanciatissimi. La Coppa Italia è una finale, può essere interessante per la Fiorentina che farà fuori la Juventus. Il Torino mi sta simpatico, Milan, Juventus e Napoli per lo Scudetto sono fuori dalle balle”.

OSCAR DAMIANI

L’Inter ha strapazzato il Milan?

E’ stata una bella partita, i rossoneri non hanno demeritato, ma l’Inter ha giocatori con qualità superiori. C’era un rigore evidente che l’arbitro non ha dato, i nerazzurri hanno meritato. Risultato severo, un gol di scarto era più giusto, un 3-2 era logico per una partita bella piena di emozioni. L’Inter ha qualcosa in più in questo momento, il Milan sta facendo una stagione eccellente”.

Su Handanovic

“Fa sempre delle prestazioni di livello, Radu il prossimo anno andrà in un’altra squadra perché alla sua età non può attendere la sua occasione. Handanovic ha parato bene, niente da dire, ma l’Inter a centrocampo era ben organizzata”.

Quanto è importante il ritorno di un campione come Lautaro Martinez?

“Ha avuto un passaggio a vuoto come la squadra, le altre si sono avvicinate. Lautaro è tornato in grande condizione, si vede che ha fiducia in sé stesso e prova delle giocate che un mese fa non provava. Ha fatto gol meravigliosi, atleticamente ha una condizione molto buona”.

Il problema del Milan è quello degli attaccanti che non segnano?

La mancanza di Ibra d’altronde si poteva prevedere, non è più un giovanotto. Giroud è un finalizzatore, non fa dribbling, ciò che fa Leao che però non è costante. Il milan ha fatto fatica a fare gol, si sono visti infatti i risultati”.

Scudetto lotta a due?

“Sarà un bel campionato, al Napoli lunedì è mancata qualche occasione. La tensione, giocare in casa, la squadra non è riuscita ad esprimersi al meglio. Ci sono ancora delle buone possibilità, vedremo”.

Stasera Juve-Fiorentina, vedi i bianconeri in finale o ci sono chance per la Viola?

La Juve è favorita dopo l’1-0 dell’andata, ma la squadra di Italiano è capace di fare prestazioni di livello. Potrebbe esserci una sorpresa, ma i bianconeri sono favoriti”.

Chi ci perde di più tra Dybala e la Juve con l’addio dell’argentino?

“Tutti e due, poteva rimanere. Sono quelle scelte in cui non posso decidere”.

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