1 Football Club: LIVE gli interventi di Paganin, Santos e Rezaei

La diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione.

20/05/2022

12:00

• Tempo di lettura: 7 minuti

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1 Football Club

Il mondo di Calcio in Pillole continua ad evolversi e a cambiare. Sempre nella direzione che amiamo: quella del racconto calcistico. Cerchiamo sempre di tenervi aggiornati su quelli che sono i temi del mondo del calcio, dalle news agli approfondimenti, passando per le parole dei diretti protagonisti, per finire alla nostra presenza negli stadi per raccontarvi gli eventi live. Per i nostri lettori, la diretta testuale di 1 Football Club, il programma condotto su 1 Station Radio da Luca Cerchione in onda in tutta la Campania ed in streaming sul web. Sul nostro sito, tutti i giorni, dalle 12.00 alle 13.00, troverete le dichiarazioni dei numerosi ed importanti ospiti del programma radiofonico. Ecco quelli di oggi: Massimo Paganin, ex calciatore di Inter e Fiorentina, Joao Santos, procuratore di Jorginho, e Rahman Rezaei, allenatore dello Zob Ahan ed ex calciatore di Livorno e Perugia.


MASSIMO PAGANIN

Di cosa ti occupi ora?

“Sono commentatore televisivo per Mediaset, lavoro anche con la Figc ed anche in AIC, inoltre faccio la seconda voce in inglese con la Lega Serie A per le telecronache. Bello avere una seconda vita dopo il calciatore. Serve al calcio, che deve crescere e diventare più competitivo”.

Su Italiano

“È quello che ha portato la squadra a rendere di più. Non scordiamoci di Pioli e Inzaghi che si lottano lo scudetto all’ultima giornata. Italiano ha fato una proposta di calcio importante ed il punto di crescita è buono. Abbiamo anche Ancelotti che disputerà la finale di Champions League. Insomma, è importante che si riaffermi il ruolo di allenatore italiano. Il sistema calcistico ha bisogno di competizione nel nostro sistema tra allenatori nuovi con nuove idee, e Italiano è tra questi”.

I pronostici dell’ultima giornata

“Mi auguro che si svolga con tante sorprese. Siamo fortunati che il campionato sia arrivato in fondo a giocarsi lo Scudetto con due squadre, può succedere di tutto. Non mi aspetto un ribaltone in testa alla classifica, penso che il Milan abbia il match point a Sassuolo, non penso avrà grossi problemi. La lotta per le coppe vede Fiorentina, Atalanta e Roma in lotta. Potrebbe essere un azzardo fare l’all-in alla Conference per la Roma, perché la finale è un 50 e 50. La Fiorentina sta arrivando vicino all’Europa, mentre l’Atalanta ha avuto un campionato abbastanza altalenante. Non so chi possa spuntarla. La Roma ha fatto un bel percorso di crescita mentale con Mourinho. Per la salvezza penso che la Salernitana possa fare il miracolo con Nicola. Se pensiamo a due mesi fa nessuno avrebbe detto che si sarebbe potuta salvare. Tornando all’Europa, penso che l’Atalanta possa confermarsi, ma sono supposizioni”.

Il futuro dell’Inter: chi sarà sacrificabile tra i giocatori? Manca un doppio stadio a Milano?

“Mancano le strutture in Italia. Non possiamo competere con gli altri paesi se non ci sono infrastrutture patrimonializzate per le società. Questo vale come un’attività commerciale di un’azienda. Ogni società dovrebbe avere il proprio stadio per crescere. Per quanto riguarda i calciatori sacrificabili nell’Inter…penso che sacrificare i centravanti sia difficile, soprattutto per sostituire i suoi gol. È sempre un azzardo. Magari potrà andare via uno dei difensori. È un peccato che le squadre italiane debbano privarsi di giocatori importanti per andare avanti.  Mi auguro che l’Inter possa trattenere il più possibile i suoi giocatori, come Perisic, per costruire una squadra che in Europa potrà fare strada”.

Su Osimhen e Spalletti

“La stagione di Spalletti è buona, assolutamente. Non ha avuto Osimhen per tanto tempo per infortunio nella stagione. Chiaro che un giocatore così sposti gli equilibri. Lui è un giocatore che allunga le squadre avversarie e consente ai centrocampisti di avere tempo per giocare la palla. Direi che alla fine, nonostante i tifosi sognavano lo Scudetto, ci sono state problematiche che sono state superate, ed il Napoli ha le basi per giocarsi il campionato la prossima stagione. Spalletti andrebbe confermato per quello che ha fatto. Per il prossimo anno speriamo possa lottarsi lo Scudetto”.


JOAO SANTOS

Perché in Premier si è arrivata alla contemporaneità mentre in Serie A no?

“È sempre così. L’Italia ora è molto competitiva, ed è anche bello quando si arriva così all’ultima giornata”.

Il futuro di Jorginho

“Lui ha un anno id contratto col Chelsea, la priorità è il rinnovo. Al momento però  il Chelsea non può operare, quindi vedremo con la società”.

La verità sulla Juventus: è interessata a Jorginho? Jorginho è in fase calante?

“Jorginho ha fatto sei sette anni di calcio ad alto livello, e inoltre gioca in Premier, che è un campionato più importante di quello italiano. È anche campione d’Europa ed ha vinto la Champions. Sulla Juventus? Non mi hanno chiamato i direttori. Lui sa che al Chelsea al momento non può fare nulla senza la licenza. Ovviamente Jorginho serve a tante squadre anche in Italia. Vedremo prima la situazione col Chelsea, perché la priorità è il rinnovo. Ad ora non è arrivato nessuno dall’Italia a chiedermelo”.

Il futuro del Napoli

“Oggi è molto difficile arrivare a quel numero ad un calciatore, l’economia è in crisi. Difficile arrivare alla cifra per la quale si è comprato Jorginho. Penso che i giocatori del Napoli possano crescere ancora e si possa fare ancora plusvalenza”.

Jorginho può tornare al Napoli?

“Nel calcio mai dire mai, ma penso che oggi, per il valore di Jorginho, sia molto molto difficile arrivare al Napoli”.

Hai qualche giovane da consigliare al calcio italiano?

“Sto lavorando ad un giocatore brasiliano della nazionale under 20…vedremo. Non voglio fare il nome, perché è all’inizio di una trattativa”.


RAHMAN REZAEI

Da quanto manca un campionato così avvincente?

“Quando c’ero io il Milan era molto più forte di adesso. Ha dimostrato comunque di essere una squadra forte, ha fatto molto bene questa stagione, ed è arrivata alla fine in una lotta con l’Inter, anch’essa forte. Inzaghi ha dimostrato che ha molto valore la squadra, sia a livello di giocatori che di allenatore. Col Liverpool ha dimostrato che avrebbe meritato qualcosa di più. Il Milan sia per giocatori, allenatore e società ha dimostrato molto di più di altre squadre italiane”.

Chi cederesti nell’Inter nel prossimo mercato?

“Secondo me per una squadra come l’Inter è molto importante avere giocatori forti in difesa ed in attacco, anche se dovrebbe essere un equilibrio in un top club così. Quando hai giocatori forti solo in attacco ed in difesa no…ti manca qualcosa e durante il campionato ti penalizza. Si dovrebbe rinforzare per la prossima stagione magari”.

Nel Napoli accetteresti la cessione di Koulibaly o Osimhen?

“È veramente una bella domanda. Io non accetterei nessuno, la rinforzerei la squadra invece che cedere qualcuno. Sarebbe un peccato nel Napoli, che ha fatto molto bene in questi anni. Dovrebbe rinforzare la squadra per poter competere in Champions, ed anche il presidente dovrebbe mettere qualcosa in più per alzare il livello della squadra a livello internazionale. A Napoli manca la Champions per dimostrare che è una squadra competitiva”.

Sull’addio di Insigne

“Insigne era veramente la colonna del Napoli. Dalla prossima stagione mancherà come capitano e come giocatore di carattere. Teneva la squadra solida a livello mentale, ed ora il Napoli dovrebbe rimpiazzarlo con un giocatore forte. Dipende poi dal presidente”.

Su Taremi: è da calcio italiano?

“Sì, secondo me è fortissimo. Ha fatto molto bene al Porto, e secondo me può fare anche di più a livello europeo. Ha fatto bene contro Juve e Chelsea, ha dimostrato quindi di essere forte. Ha solo bisogno di passare ad una squadra molto più importante del Porto. Se andrà in una squadra italiana o spagnola potrà fare molto di più. Si è adattato molto bene al calcio europeo ed è il momento giusto per passare ad una squadra più forte”.

Passare dal calcio orientale a quello europeo è difficile? Conosci Kim Min-Jae?

“Sì lo conosco. Non è facile venire in Italia a fare il difensore. Quando giocavo io c’erano difensori fortissimi, come Maldini, Stam, Ferrara ecc ecc, erano i più forti in Europa. Adesso a livello difensivo è un po’ calata l’altezza dei difensori in Italia, che è famosa per avere giocatori forti. Difficilissimo venire in Italia e giocare in difesa. Kim Min-Jae ha fatto vedere che in Turchia potrà diventare un giocatore forte e può crescere bene in Italia”.

Ti ha già contattato qualche squadra italiana per allenare?

“Sinceramente no, ma mi piacerebbe allenare in Italia”.

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