Accadde Oggi: i tre minuti che decisero la Champions League

Il Manchester United di Ferguson cambiò in tre minuti il corso della storia il 26 maggio 1999 durante la finale di Champions League contro il Bayern Monaco.

26/05/2022

08:30

• Tempo di lettura: 3 minuti

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(Mandatory Credit: Ben Radford /Allsport)

Quella che andò in scena il 26 maggio del 1999 è sicuramente una delle finali di Champions League più pazze della storia. Non tutti i giorni si assiste ad eventi come quello accaduto in una notte di tarda primavera al Camp Nou di Barcellona.

Il Manchester United di Sir Alex Ferguson, fresco. vincitore di Premier League ed FA Cup, vuole conquistare il prestigioso treble. Lo stesso vuole fare il Bayern Monaco di Ottmar Hitzfeld, vincitore di campionato e coppa di Germania.

I “Red Devils” arrivano dall’impresa in semifinale di aver eliminato la Juventus nel doppio confronto. A Torino Alex Ferguson si impose sull’amico e rivale Marcello Lippi per 3-2 dopo essere stato in svantaggio per 2-0. Fu Filippo Inzaghi ad illudere i tifosi juventini, ma poi Kean, Yorke e Cole riuscirono a staccare il biglietto per Barcellona.

FINALE CHAMPIONS LEAGUE 1999: LA PARTITA

Si respira l’aria delle grandi occasioni in un Camp Nou gremito in ogni ordine di posto. I 90 mila spettatori sono ignari del fatto che saranno i testimoni di qualcosa di storico. C’è anche un po’ di Italia nell’appuntamento conclusivo della stagione: a dirigere il match è stato designato Pierluigi Collina, da tutti definito all’epoca il miglior arbitro del mondo.

Pronti via, è subito il Bayern Monaco ad andare in vantaggio con Mario Basler. Un calcio di punizione che beffa il portiere tedesco Peter Schmeichel sul suo palo. Lo United ha iniziato male quella partita, ci si aspetta una reazione che però tarda ad arrivare. Il tempo passa, le gambe non girano, le idee sono annebbiate. La consapevolezza che la storia è a portata di mano e non si ha la forza di andarsela a prendere.

Tutte sensazioni che in quella stagione lo United, una macchina perfetta, non aveva mai avuto. I Red Devils di Schmeichel, Beckam, Giggs, i Calypso Boys Cole e Yorke, Keane, impotenti di fronte alla storia che gli sta scivolando via dalle mani.

I bavaresi non si fermano, continuano a spingere. Colpiscono un palo con Scholl, poi una traversa con Jancker ma il risultato resta in bilico. Lo United barcolla ma non cade. La finale di Champions League è ancora in bilico.

LA FOLLIA IN TRE MINUTI

Champions League 1999
(Photo by Ben Radford/Allsport/Getty Images/Hulton Archive)

Il secondo tempo è agli sgoccioli, i giocatori sono stremati dalla fatica. L’arbitro Pierluigi Collina indica tre minuti di recupero. “È fatta!” urlano i tifosi del Bayern, i supporter dei Red Devils piangono per l’occasione che gli sta sfuggendo.

Nel calcio, come nella vita, le cose possono cambiare in un attimo: 91′ calcio d’angolo United, dalla bandierina David Beckam per l’ultima preghiera. In mischia Ryan Giggs calcia la palla che sta per finire sul fondo, ma a due metri dalla linea di porta c’è Teddy Sheringham che calcia a botta sicura. È il goal dell’1-1.

Il Bayern Monaco accusa il colpo, lo United galvanizzato si riversa in avanti. Nuovo calcio d’angolo in favore del Manchester: siamo al 93′, sempre Beckam dalla bandierina; Sheringham allunga di testa la traiettoria del pallone, appostato sul palo alla sinistra di Khan c’è Ole Gunnar Solskjaer che con una zampata fa il 2-1. Il Manchester United è campione d’Europa ed il treble è realtà.

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