Accadde Oggi: il Cagliari è Campione d’Italia per la prima volta nella sua storia

Il 12 aprile 1970 il Cagliari battendo il Bari 2-0, è matematicamente campione d'Italia. Nel segno di Gigi Riva e di Albertosi.

12/04/2022

08:30

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(Photo credit should read CARLO BARONCINI/AFP via Getty Images)

Fa un certo effetto ricordarlo, oggi che il Cagliari lotta per evitare una retrocessione in Serie B dai contorni drammatici, ma questo stesso giorno di 52 anni fa, i sardi conquistavano aritmeticamente il loro primo ed unico scudetto.

Cagliari è campione d’Italia

Cagliari campione d'Italia
(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Era il 12 aprile 1970, e sull’Isola, allo storico Amiscora, a fare visita ai rossoblù è il Bari. Con una vittoria il Cagliari di Scopigno si sarebbe preso il titolo, con due giornate ancora da giocare. Ci pensa, come sempre, Gigi Riva, che segna la prima delle due reti con cui i cagliaritani stendono i pugliesi. La seconda, a due minuti dalla fine, è di Gori, e vale l’apoteosi di una intera isola. Cagliari è campione d’Italia.

Le ultime due di campionato servono solo a certificare la superiorità di Gigi Riva – che con la doppietta al Torino raggiunge le 21 reti e il terzo titolo di capocannoniere della Serie A – e compagni. Quella del Cagliari, del resto, era una cavalcata iniziata da lontanissimo. La vetta della classifica i sardi la conquistano alla quinta giornata: espugnano, con la quarta vittoria consecutiva, Firenze, e si issano in vetta. Da quel momento perderanno solamente due partite: la prima contro il Palermo, alla 12esima giornata, la seconda contro l’Inter, alla 21esima giornata.

Alla 24esima la Juventus ha la ghiotta occasione di superare il Cagliari in vetta. Dopo essersi portati sul 2-1, però, i bianconeri si fanno riacciuffare: il 2-2, dal dischetto, lo segna Gigi Riva, ovviamente. La corsa scudetto, sostanzialmente, finisce lì. Ma non si spiega certo solo con i gol di Riva. Al contrario. L’altro straordinario punto di forza della squadra guidata da Manlio Scopigno è la difesa. Guidata da un altro gigante, Albertosi, che chiude con appena 11 reti subite in 30 partite. Appena 4 sono i gol presi in casa, numeri quasi più incredibili di quelli di Rombo di Tuono dall’altra parte del campo. Non è un caso che siano stati entrambi colonne dell’Italia più bella di sempre, quella dei Mondiali del 1970. Perdente, in finale contro il Brasile di Pelé, ma spettacolare e divertente come nessun altra mai.

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