Albania-Italia, Mancini: “Meritavamo il Mondiale, la vivo male”

Il ct degli azzurri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'amichevole contro l' Albania: ecco le sue parole.

15/11/2022

20:01

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(Photo by ATTILA KISBENEDEK/AFP via Getty Images)

Il commissario tecnico dell’Italia, Roberto Mancini, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole contro l’Albania. Ecco le sue parole, riportate da TMW.

(Photo by Mattia Ozbot/Getty Images)

Albania-Italia, le parole di Roberto Mancini

Sul mese del Mondiale
“Sarà un mese difficile… è appena iniziato. Nell’amarezza che possiamo provare noi in questo momento le partite vanno giocate, ci sono cose da vedere e valutare. Ci sono aspetti che potranno tornarci utili da marzo in poi, anche se non ha alcun valore. Possiamo provare ragazzi nuovi e qualcosa sugli schemi”.

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Tornano Chiesa e Zaniolo, perché Kean non è stato convocato?
“Ci fa piacere che Federico sia tornato. Deve ritrovare la condizione ma sta bene. Zaniolo per noi è una risorsa importante, può darci tanto e migliorerà sotto tutti i punti di vista. E’ un ragazzo giovane e quando si è giovani si migliora sempre. Kean è stato con noi tante volte, se continuerà a segnare e a fare bene lo richiameremo”.

Perché ci tiene alla gara di domani?
“Perché è alla base dello sport. Siamo venuti per disputare una buona partita e sappiamo che l’Albania non è così debole. Speriamo di disputare una bella partita e poi vedremo come andrà”.

Chi ti colpisce di più tra gli albanesi che giocano in Serie A?
“Sono tutti bravi, altrimenti non giocherebbero in Serie A. Sono tutti giocatori bravi”.

In questi giorni cosa ha provato?
“E’ da marzo che la vivo abbastanza male. Meritavamo di andare al Mondiale, ma purtroppo abbiamo sbagliato le occasioni a disposizione. Il calcio è anche questo, dopo una grande soddisfazione è arrivata una grande delusione e ora non possiamo più fare nulla. Una Coppa del Mondo senza l’Italia è diversa, dobbiamo lavorare nel modo giusto per fare in modo che non riaccada”.

Domani possiamo aspettarci qualcosa di diverso dal punto di vista tattico?
“Zaniolo per le qualità che ha e per il giocatore che conosco può fare la mezzala, ma lui gioca spesso anche da esterno d’attacco e può fare anche quel ruolo lì. Per quanto riguarda i sistemi non so quale sia il migliore, noi nelle ultime due gare abbiamo cambiato un po’ per vedere se poteva darci dei vantaggi. I nostri giocatori possono giocare più moduli. In mezzo al campo possiamo giocare a due e a tre…”

(Photo by Mattia Ozbot/Getty Images)

La Nazionale va amata di più, hai avvertito un po’ meno senso di appartenenza?
“Durante il campionato può esserci qualche giocatore più affaticato, è normale. Ora stiamo ricostruendo e penso che i ragazzi siano consapevoli dell’importanza della Nazionale”.

Puoi darci un flash su questa prima fase di campionato?
“Il Napoli lo sta dominando il campionato, in questo momento sta giocando davvero molto bene. Ci sono 4-5 giovani che stanno giocando con più continuità e questa è una cosa positiva, soprattutto per noi”.

Chiesa può giocare dal 1′?
“Domani non parte dall’inizio. Ha bisogno di tempo prima di ritrovare la condizione, poi vediamo in questi 4-5 giorni come andrà. Eventualmente domenica, ma per ora non può giocare una partita”.

Quanto conosce l’Albania?
“La conosco abbastanza, in tanti giocano in Italia. L’ultima volta che sono venuto qui giocavo in Under 21… Li conosco abbastanza bene”.

Ha provato il 3-4-3 per mettere insieme la difesa a tre col ritorno degli esterni come Chiesa, Zaniolo e Politano?
Sì, non credo la difesa a tre o quattro sia la vera discriminante. Avrei fatto anche a meno di provarlo questo nuovo modulo però è giusto fare diverse prove perché in futuro potranno tornarci utili”.

Perché ha convocato Pafundi?
“L’ho convocato perché fa il giocatore… Lo seguiamo da diversi anni, già dalle nazionali Under abbiamo visto grandi qualità. Pensiamo possa essere un grande giocatore in futuro, è giovane, l’avevamo già chiamato nello stage di giugno. Un po’ come Zaniolo: è venuto da noi che non lo conosceva nessuno, ma tre mesi dopo era un altro giocatore. Volevamo tenerlo con noi per conoscerlo meglio”.

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