Cagliari, Mazzarri: “Joao Pedro è italiano. Domani una finale”

In conferenza Mazzarri si dice stufo di non fare punti e definisce il match di domani come una finale di Champions per il Cagliari.

20/11/2021

14:04

• Tempo di lettura: 3 minuti

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(Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Conferenza stampa virtuale per Mazzarri alla vigilia del delicato match contro il Sassuolo. Naturalmente il primo tema discusso è stato Joao Pedro attaccante della Nazionale italiana. Ecco le sue parole a riguardo e sullo stato degli infortunati.

Dal punto di vista psicologico Joao Pedro può risentire delle voci di questi giorni? E dal punto di vista tecnico può essere lui l’attaccante giusto per la nostra nazionale?
Ormai lui è italiano, non fa mai un errore nei messaggi che manda e quando parla. È nel pieno della forma e maturità, per noi sarebbe una grande soddisfazione se fosse utile alla Nazionale, ne saremmo davvero contenti. Ha caratteristiche che fanno piacere a ogni allenatore. Faccio una battuta: se anche lui va in nazionale, alla prossima sosta mi prendo una settimana di vacanza visto che ne restano 3 o 4“.

Quanto è difficile allenare giocatori che sentono già la data di scadenza per il loro rapporto con il Cagliari?
Siamo noi i primi tifosi, i giocatori devono solo pensare a giocare. Qui conta solo il Cagliari, io vigilerò in questo senso: tutti devono dare il massimo per questa maglia, se vedrò il contrario non ci metterò un secondo a metterli fuori. Tabelle? Per me la prossima partita è la finale di Champions League, a partire da domani con il Sassuolo. Noi dobbiamo pensare che abbiamo la squadra più forte del campionato, affrontarla in maniera feroce in fase difensiva. Non voglio pensare che siamo fuori casa, ma solo quando siamo in casa e sfruttare il nostro pubblico“.

Come sono andate queste settimane di lavoro?
Detesto queste soste della Nazionale in cui vanno via tutti, ma i 7-8 che hanno lavorato con me hanno lavorato a mille. Sicuramente per loro sarà stato utile questo lavoro, purtroppo le soste delle nazionali ci rendono difficile il fare tattiche e lavorare tutti insieme. Gli uruguaiani hanno fatto il primo allenamento ieri ed erano stanchi dal viaggio. E domani si gioca. Se quattro giocatori importanti arrivano tardi è difficile fare tattica, perché non si possono fare mille prove. Poi dico che i ragazzi come me si sono stancati di non raccogliere punti“.

Ha provato qualcosa di diverso rispetto al passato?
Domani potreste vedere qualcosa di diverso. Keita è un rientro importante, ho più margini di scelta“.

Quanto è frustrante questa situazione e come la squadra ha recepito lo scontro con il presidente?
Quello che succede qua dentro, resta qui. Sono uno vecchio stampo, da me non saprete mai nulla. Non voglio commentare queste cose. So quello che dico ai giocatori e so quel che mi rispondono. Se qualcuno tira la gamba indietro, lo levo io anche se non sono la società e sono l’allenatore. A oggi, quel che ho visto con i miei occhi, ho visto soltanto la buona fede“.

Come sta Dalbert dopo il recupero?
Sono contento di averlo rivisto in campo, viene con noi ed è un ritorno importante. Qualcosina ho visto ma lo sto portando più per frequentare lo spogliatoio ma credo che abbia ancora bisogno di allenarsi sulla gamba infortunata. Intanto che ritornino in gruppo giocatori come lui è importante”.