Caso Suarez, la Procura cerca i corruttori

24/09/2020

08:44

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Luis Suarez a Perugia

Non si placa la eco mediatica scatenata dal caso Suarez. L’inchiesta della Procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ad ora, ha iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di corruzione, la rettrice dell’Università per Stranieri Giuliana Grego Bolli ed il direttore generale Simone Olivieri.

Le ultime, però, ruotano intorno alle intercettazioni, volte a ricostruire il ruolo della Juventus in tutta la vicenda. La tesi della Procura, come riporta il “Corriere della Sera”, è che la richiesta di agevolare il test del calciatore uruguaiano sia arrivata proprio dal club torinese. Senza la cittadinanza italiana, infatti, l’ex numero 9 del Barcellona (ufficializzato ieri dall’Atletico Madrid) non avrebbe potuto firmare per i bianconeri. Stando alle intercettazioni, si sarebbe mosso in prima persona l’ad Fabio Paratici, attraverso il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero.

Il ds della Juventus Fabio Paratici

Certo, invece, il ruolo della legale della Juventus, Maria Turco, che ha curato personalmente i contatti con l’Ateneo. Ma, come ricostruisce in una nota ufficiale, non ci sarebbe nulla di più degli aspetti organizzativi nei contatti tra club e Ateneo.

“Nelle mie funzioni di legale ho messo in contatto lo staff del calciatore Luis Suarez con l’Università per Stranieri di Perugia. Tale contatto faceva seguito alla verifica dei requisiti necessari per l’ottenimento della cittadinanza italiana e alla constatazione che il calciatore non fosse in possesso del certificato B1, richiesto dalle normative in vigore. Quest’attività di contatto è riscontrata dalle mail intercorse tra l’entourage del calciatore e l’ente universitario, nelle quali, per pura cortesia, la sottoscritta è in cc (copia conoscenza), ma non destinataria. In altre comunicazioni, dello stesso tenore, ho interloquito con il Servizio Relazioni Internazionali Erasmus e Mobilità della stessa università per avere e trasmettere le indicazioni burocratiche circa l’erogazione del corso on line e l’eventuale successiva iscrizione all’esame in oggetto. Preciso che le mie parole, captate con intercettazioni telefoniche, sono state oggi, evidentemente per necessità di sintesi, riportate fuori contesto e in maniera incompleta. Proprio nel corso di quelle conversazioni telefoniche, infatti, ho espresso chiaramente la richiesta che la procedura di esame avvenisse, come previsto, “in presenza” e senza alcun tipo di trattamento di riguardo rispetto a qualsiasi altro candidato. Presumo che un’analisi attenta di tali conversazioni potrà dimostrarlo senza ombra di dubbio. Quanto al riferimento ad “altri calciatori”: è del tutto evidente che, trattandosi della prima volta che seguivo una vicenda collegata alla certificazione di conoscenza della lingua italiana, le mie parole siano da interpretare come un bagaglio di conoscenza procedurale da utilizzare per casi futuri, solamente laddove ce ne fosse la necessità. Nessun accordo dunque. Nessuna trattativa. Semplicemente una presa d’atto.”

Questi, ad ora, i fatti. Il ds juventino non risulta tra gli indagati, ma le indagini vanno avanti, e se l’ipotesi di reato è quella della corruzione, è lecito attendersi che gli sforzi della Procura di Perugia andranno alla ricerca dei corruttori.