Champions League, il nuovo format fa già discutere UEFA e leghe

Il nuovo format della Champions League mette già in disaccordo leghe e Uefa: per alcune squadre sarebbe poco democratico.

10/05/2022

11:20

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Christian Kaspar-Bartke/Getty Images)

Cambia la Champions League, che ha inserito il nuovo format che partirà dalla stagione 2024. Non si placano le discussioni in merito, e la nuova competizione fa già discutere leghe e UEFA. A poco più di un anno di distanza dal cambiamento radicale della “coppa dalle grandi orecchie”, le due principali novità rischiano di scomparire. Ecco perché secondo Calcio e Finanza.

Champions League nuovo format
(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Il nuovo format della Champions League è poco democratico per le “piccole”?

La prima novità che rischia di non esserci prevedeva un girone unico e dieci partite garantite a tutti, come descrive Repubblica. La seconda, invece, riguarda la qualificazione tramite ranking, riservata ai club rimasti fuori dai primi quattro posti dei rispettivi campionati. Secondo la UEFA, questa soluzione porterebbe a mettere una pezza ai problemi riscontrati soprattutto in Premier League. Infatti, nel campionato inglese, arrivare quarti è molto difficile, e spesso squadre “grandi in Europa” rischiano di rimanere fuori e risentirne in termini di ricavi. Questa formula aggrada ai top club europei, ma non alle più “piccole”, che ritengono il tutto poco democratico.

Discussioni tra leghe e UEFA

Le leghe reputano il nuovo format di Champions League non conciliabile con un campionato a 20 squadre, come la Serie A o la Premier League. Servirebbe quindi ridurre il numero di club a 18. Soprattutto, poi, si finirebbe per drenare ai tornei qualcosa come 200 milioni dai diritti tv. Le leghe chiederanno dunque una riduzione del numero di partite alla UEFA. Ad oggi è previsto un aumento di circa 100 partite dal 2024 rispetto al format attuale. L’obiettivo è portare il tutto a massimo 48.