FIGC, Gravina: “Ristori? Calcio traina l’economia, merita dignità “

In una lunga intervista il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, chiarisce l'attuale situazione del sistema calcio in rapporto al virus.

20/01/2022

12:00

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

In una lunga intervista a Il Corriere dello Sport, il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha fatto il punto sui danni causati al settore dal Covid. Evidente anche la soddisfazione per la stesura del nuovo protocollo approvato dal Cts, il quale mette un freno alle polemiche sui rinvii dovuti ai tanti calciatori positivi.

Soglia del 35 % di contagiati mette al riparo dalle opinioni difformi delle ASL. Il virus non intaccherà da ora in avanti la regolarità del campionato“.

LEGGI ANCHE: Venezia, salgono a 14 i positivi al Covid: match con l’Inter a forte rischio

Riguardo ai dialoghi in corso d’opera con le istituzioni, riguardo per esempio alla capienza degli impianti. Gravina risponde.

Il dialogo istituzionale è una garanzia. L’auspicio è che, una volta usciti dal picco, la capienza negli stadi torni al 100 %. Calcio sarebbe apripista verso la normalità“.

Non manca un commento di risposta al mancato rispetto delle bolle sanitarie da parte dei calciatori di Serie A durante la pausa natalizia.

A Natale avevamo un numero di casi inferiore ad altri settori. Le vacanze all’estero hanno fatto crescere i contagi, ma i positivi si sono negativizzati in pochi giorni“.

Il presidente della FIGC, Gravina, chiede un aiuto alle istituzioni

Diventa fondamentale, a questo punto, un aiuto da parte del governo attraverso i ristori.

Il calcio traina l’economia e coinvolge dodici settori differenti, oltre a valere una grossa fetta del Pil. Merita la stessa dignità di cinema e teatro. Il Covid ha causato un miliardo di danno, basta accordarsi sulle modalità di recupero“.

La situazione finanziaria del sistema non è delle migliori, come noto e la pandemia non ha fatto altro che accrescere tale crepa, per un debito che sfiora i 4 miliardi.

Il Covid è arrivato nel mezzo di una crisi finanziaria. I debiti sono stati coperti da interventi infruttiferi, forme di ricapitalizzazione delle società. Ovviamente far crescere i costi, senza avere dall’altra parte dei ricavi consistenti mette a serio rischio il sistema“.

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