Ibrahimovic si racconta: dagli scudetti tolti alla Juve a Lukaku ed il futuro

Ibrahimovic si racconta: dagli scudetti tolti alla Juve, al litigio con Lukaku, passando per Allegri, il futuro da allenatore e tanto altro

01/12/2021

11:19

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Zlatan Ibrahimovic si racconta a cuore aperto, senza filtri. Dall’anteprima del suo nuovo libro “Adrenalina”, il Corriere dello Sport ha intervistato il campione svedese a 360 gradi. Ibra ha toccato numerosi temi: dal rapporto con Allegri, Materazzi e Lukaku, al Pallone d’Oro, passando per gli scudetti revocati alla Juventus ed il futuro da allenatore. I punti più salienti delle parole di Ibrahimovic.

L’inchiesta sulla Juventus

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“È solo agli inizi, è presto per giudicare. Posso dirle che io su tasse, bilanci, soldi sono attentissimo, pago bene le persone che se ne occupano”.

Moggi e gli scudetti tolti alla Juventus

“Con me è stato il top. Quegli scudetti li abbiamo vinti, nessuno ce li può togliere. Nessuno può cancellare il sudore, la fatica, la sofferenza, gli infortuni, i gol. Per questo, quando dicono che in carriera ho vinto undici scudetti, li correggo: sono tredici. Moggi era uno che incuteva soggezione, anche se non a me, così come Berlusconi”.

Vecchi scontri con Allegri

“Avevamo perso 3-0 con l’Arsenal, e lui era tutto contento. È vero, avevamo passato il turno, ma non c’era nulla da ridere, allora gliel’ho fatto notare. ‘Tu Ibra pensa a te, che hai fatto cagare’. Gli ho ribattuto che aveva fatto cagare lui: per paura si era portato due portieri in panchina. Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, ma doveva avere più coraggio: andare al Real Madrid, misurarsi con l’estero. Invece ha fatto la scelta comoda”.

Con Guardiola invece?

“Pep non mi ha mai capito. Voleva programmare tutto quello che dovevo fare. Mi veniva un gesto d’istinto, ma poi pensavo a quello che voleva Guardiola, e cambiavo, così pensavo doppio. Guardiola non ama i giocatori di personalità. Ero diventato un problema e siccome non riusciva a risolverlo, l’ho risolto io andandomene via”.

Ibrahimovic si è scontrato anche con Lukaku. Cosa è successo?

“Derby di Coppa Italia: lui litiga prima con Romagnoli, poi con Saelemaekers; io intervengo per difendere i compagni, e Lukaku mi attacca sul piano personale. Da restare sciocca, eppure eravamo stati compagni al Manchester”.

La scommessa sugli stop sbagliati con Lukaku 

“Era un modo per farlo migliorare, ma in ogni caso la scommessa lui non l’ha accettata. Lukaku ha un grande ego, è convinto di essere un fuoriclasse ed è davvero forte. Ma io sono cresciuto nel ghetto di Malmoe, e quando qualcuno mi viene sotto a testa bassa, lo metto al suo posto. Così l’ho colpito nel suo punto debole: i rituali della mamma. Poi lui ha perso il controllo. Anche se mi è rimasto un dubbio atroce”.

Il dubbio sul rito vodoo

“Quel derby l’abbiamo perso, io sono stato espulso, poi mi sono infortunato. Sono successe un sacco di cose storte. Vuoi vedere che il rito Lukaku me l’ha fatto davvero? Così ho chiesto agli amici credenti di pregare per me. Devo saldare il conto anche con lui e spero di incontrarlo presto”.

Mino Raiola e gli “avvoltoi”

“A Manchester mi rompo il ginocchio ed esco dal campo con le mie gambe. Rifiuto gli antidolorifici, penso che non sia niente e invece ho il crociato a pezzi, si sono staccati tendini, i muscoli: un disastro. Mino comincia a ricevere le telefonate degli avvoltoi. Chi sono gli avvoltoi? Chirurghi, italiani e non, che mi vogliono operare. Studiamo la cosa e vediamo che il migliore al mondo è un tale Freddie Fu, un dottore americano originario di Hong Kong, che lavora a Pittsburgh; ma per un appuntamento bisogna aspettare mesi. Pochi giorni dopo mi chiama Mino: “Ibra prepara le valigie, si parte per Pittsburgh”. Atterriamo alle 4 del mattino e andiamo subito in ospedale. Il leggendario professor Freddie Fu ci aspettava sotto l’ingresso con il suo staff”.

Messi o Ronaldo?

“Fortissimi entrambi. Dico Messi anche perché abbiamo giocato insieme”. 

Sul Pallone d’Oro

“Il Pallone d’oro quest’anno lo meritava Lewandowski”.

Com’era Materazzi?

“Entrava da dietro per fare male; e noi calciatori capiamo subito quando uno entra per fare male o semplicemente entra duro, come Chiellini, Stam o Maldini. Con lui avevo un conto aperto da anni. L’ho saldato in un derby. Quello entra a piedi levati, io salto, lo evito, e lo colpisco con una gomitata alla tempia. Pippo Inzaghi commentò: “Il più bel derby della mia vita: 1-0, gol di Ibra, Materazzi in ospedale”. Ovviamente stava scherzando”.

Paolo Maldini in campo

“Paolo Maldini era cattivissimo, se voleva farti male sapeva come fare. Ma lo evitava, perché metteva la sua giusta cattiveria al servizio della squadra”.

Zlatan Ibrahimovic: futuro da allenatore?

“Non lo so, è così stressante, farò qualcosa che possa darmi adrenalina. Finché reggo però, faccio il centravanti. Voglio giocarmi lo scudetto fino all’ultima giornata e andare al Mondiale in Qatar”.

 

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