Inter, dilemma portiere: Handanovic e Onana, il guanto è di sfida

Inter, la sfida è fra i pali: i nerazzurri si godono l'abbondanza in attacco, ma i problemi potrebbero nascere in porta.

26/06/2022

18:50

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Marco Luzzani, Onefootball.com)

Inter, amala ma non troppo. Tutti vogliono i nerazzurri: Lukaku vuole tornare e tornerà, Dybala potrebbe ripartire da Appiano Gentile se l’affare si sblocca e Bremer vorrebbe Milano come alternativa alla Mole. L’affare non solo è possibile, ma anche prossimo. Skriniar, infatti, potrebbe sbloccare – in termini di liquidità e non solo – l’arrivo del brasiliano: lo slovacco è in orbita PSG e non è detto che i francesi non possano assestare il colpaccio in settimana.

70 milioni che sposterebbero – e non di poco – gli equilibri sul mercato. Il problema non è in attacco, né tantomeno in difesa. Le difficoltà nascono in porta, sempre per questioni di abbondanza. Arriva Onana, cercato, voluto e atteso. Rinnova – questo non era scontato – Samir Handanovic e Inzaghi si trasforma in un novello Amleto: essere o non essere, schierare o non schierare? Questo è il problema.

Inter, caccia al titolare: la porta nerazzurra è rovente

Onana
(Photo by Imago Images)

Un dilemma non da poco, perchè tra i due portieri nessuno vuole cedere. Se l’ex Lazio si aspetta che lo sloveno, dall’alto delle sue 37 primavere, faccia un passo indietro, si sbaglia di grosso. Una possibilità remota questa, dato che Samir non è un tipo esattamente arrendevole: se ha rinnovato è perchè c’erano – e ci sono – le condizioni. 10 anni di Inter non si buttano via, per questo le gerarchie hanno ancora un peso. Basta che non diventino un fardello perché Onana – rispettoso e rispettabile – accetta l’ordine delle cose ma fino a un certo punto.

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L’estremo difensore vuole evitare un “caso Donnarumma”: nessuna concorrenza spietata, altrimenti sentirebbe troppo la pressione. Rischi del mestiere, d’accordo, ma il portiere vuole giocare: non è arrivato a Milano per fare tappezzeria. Dunque Inzaghi si trova nel bel mezzo di due tizzoni roventi: ardono e fremono pur di giocare e partire da titolari. Una poltrona – anzi, una porta – per due. È vero che quando si hanno più competizioni è meglio avere problemi di abbondanza che di scarsezza. Resta, però, il problema (oltre che l’onere) relativo all’insofferenza di due pezzi da novanta nello spogliatoio. Una grana in più per l’ex tecnico biancoceleste che vuole la rosa al completo prima del ritiro. Forse per rendersi conto dell’atmosfera che lo aspetta, quel che conta è evitare porte in faccia. In tutti i sensi.

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