Inter, Handanovic: “Skriniar deve restare, Onana diverso da me”

Il portiere nerazzurro ha parlato alla Gazzetta del momento dell'Inter e del progetto.

21/07/2022

10:00

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Samir Handanovic ha parlato alla Gazzetta dello Sport dell’Inter che sta sorgendo dal mercato estivo. Il portiere nerazzurro si è soffermato in particolar modo sulla vicenda Skriniar e sul ritorno di Lukaku, senza tralasciare, ovviamente, l’arrivo di Andre Onana. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da TMW.

(Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Inter, le parole di Handanovic su Lukaku, Skriniar e Onana

Sull’essere un giocatore dell’Inter
“Per me stare all’Inter dal 2012-12 è onore e responsabilità, ma pure appartenenza, identità. Se sono rimasto così tanto è perché qui sto bene e c’è stata una continua crescita, mia e del club. Non mi sono mai stufato: contano passione e fame. Qui c’è storia, sapevo che dopo i momenti duri sarebbero arrivate le vittorie”. 

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Sul ritorno di Lukaku
“Il suo ritorno non mi ha sorpreso perché ho visto come stava al Chelsea, ho ascoltato la sua famosa intervista, si sentiva malinconia e nostalgia. Devi sempre sapere in che spogliatoio vai e Rom sapeva che il nostro è sano, allegro, positivo. Nella vita spesso all’inizio si sceglie per motivazioni economiche, ma poi subentra sempre il benessere: se stai bene da una parte, è normale tu voglia tornarci. Non gli ho detto nulla, non serviva. Piuttosto lo prendo in giro, si arrabbia ancora se perde una partitella! È come se non fosse mai andato via, è la stessa persona di prima, poi sul giocatore parlerà il campo”. 

 Su Skriniar
“Per me è fondamentale che lui rimanga con noi. Non possiamo perdere altri pezzi. Io lo vedo ogni giorno tranquillo e sereno ad Appiano”. 

Su Onana
“Sappiamo tutti che ognuno vuole giocare: è giusto e sano così. È normale competizione, fa bene a tutti. Siamo molto diversi, lui viene dalla scuola Barça e io da quella italiana: senza entrare nei tecnicismi, ci sono differenti approcci nella posizione, nel modo di stare in porta e parare. Ma pure questa diversità è un bene. Ci sono tante partite ravvicinate, può succedere di tutto, e decide sempre l’allenatore. Ma da questa nostra competizione ne beneficia la squadra perché ha due portieri forti”.

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