Inter, Zanetti: “Gara alla pari con Real. Con Suning vinto Serie A e passati agli ottavi Champions”

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images for Lega Serie A)

Il vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, è stato intercettato dai taccuini del quotidiano spagnolo Marca, in vista della gara contro il Real Madrid. L’ex capitano e campione nerazzurro ha rilasciato una lunga intervista durante la quale si è soffermato su diversi temi, dal suo ritiro come giocatore, all’attuale condizione della squadra con la proprietà cinese. Ecco alcune delle sue risposte:

IL PASSATO E IL PRESENTE DI ZANETTI. “Quando mi sono ritirato volevo ampliare la mia visione del club, andando oltre l’apporto strettamente sportivo. Ho studiato molto, partendo da zero. Mi piace restituire alla gente quello di cui ha bisogno. Lo faccio da vent’anni con la Fondazione Pupi e volevo farlo con l’Inter perché è parte del suo Dna, per me è importante come vincere una partita o una Coppa”.

LA SFIDA DI CHAMPIONS CONTRO IL REAL MADRID. “C’è sempre stato grande rispetto tra questi due club. Abbiamo rapporti da anni e mi fa sempre piacere vedere Butragueno. Affrontare il Real in casa è difficile perché sa giocare certe partite. Giocheremo senza pressione perché siamo entrambe qualificate. Noi stiamo bene, sarà una gara alla pari. L’Inter ha una sua identità e giocatori di qualità che vogliono dimostrare di essere tali a Madrid”.

LA PROPRIETÀ SUNING. “Con i nuovi proprietari abbiamo vinto la Serie A, siamo arrivati in finale di Europa League e siamo agli ottavi di Champions dopo dieci anni. Si sta dando stabilità, che è essenziale. Milan e Inter devono essere protagoniste, fa bene al calcio italiano. In campionato c’è un’idea di gioco chiara, la dimostrazione è la vittoria dell’Italia all’Europeo. La Serie A era impressionante quando io giocavo, volevano venire tutti. E’ il più difficile da vincere. Va a momenti, adesso è quello della Premier, così come il calcio spagnolo ha avuto il suo. Io al Real? Sono stato vicino e ho già detto che mi sono sentito onorato dell’interesse. Ma tutti sanno la mia storia, casa mia è l’Inter e quindi decisi di restare. Non volevo andarmene senza lasciare un segno. Ero il capitano e avevo una grande responsabilità”.

IL RICORDO DEL RAGGIUNGIMENTO DEL TRIPLETE A MADRID. “Una notte da sogno, fantastica, una delle migliori in carriera perché è rimasta nella storia del club: alza una Champions che mancava da 45 anni”.