Italia Femminile, Bertolini: “Più esperte rispetto al 2019, c’è entusiasmo”

La CT dell'Italia Femminile Milena Bertolini ha parlato in conferenza stampa, in vista dell'Europeo Femminile che inizierà il 6 luglio.

13/06/2022

16:25

• Tempo di lettura: 5 minuti

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(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

In vista dell’Europeo Femminile in Inghilterra, il cui inizio è fissato per il 6 luglio, ha parlato in conferenza stampa la CT dell’Italia Femminile Milena Bertolini, facendo il punto sulla preparazione delle azzurre. Ecco quanto dichiarato.

Italia Femminile, le parole della Bertolini in conferenza stampa

Cosa cambierà in questa fase del ritiro?
“Coverciano è la nostra casa e quando torni qui ci sono sempre emozioni positive. Nelle prime due settimane abbiamo fatto un lavoro più di quantità per mettere benzina nelle gambe, mentre ora faremo un altro tipo di lavoro per prepararci al meglio all’Europeo. Come sempre noi siamo in preparazione e poi i riflettori si accenderanno mentre ci avvicineremo all’evento. In prossimità dell’inizio della manifestazione, si accenderanno le luci anche su di noi”.

Mancini ha scommesso sui giovani. Ci saranno novità ai prossimi Europei?
Puntare sui giovani è sempre importante, rappresentano il nostro futuro e Roberto sta facendo molto bene e sta venendo ripagato. Ovviamente la Nations League è una competizione che permette di fare più esperimenti in questo senso. Noi stiamo facendo un progressivo rinnovamento, ci sono qui diverse calciatrici giovani anche dell’Under 19 e se saranno all’Europeo lo dovranno conquistare sul campo in queste ultime settimane di preparazione”.

Ci sono similitudini con l’ultimo Mondiale?
Dal 2019 a oggi sono cambiate diverse cose, sono diventate più esperte. Ma come allora c’è grande entusiasmo e grande dedizione e impegno negli allenamenti. Molte di queste giocatrici hanno accresciuto le proprie esperienze. La qualità delle giocatrici si sta alzando e lo vediamo anche nelle Nazionali giovanili. Rispetto a 3-4 anni fa la crescita è incredibile e questo è merito del lavoro che stanno svolgendo i club come si è visto anche nella finale Primavera di ieri. La qualità di tutto il movimento così si sta alzando ulteriormente, ma dobbiamo ancora crescere come ci dicono i dati. Siamo in una fascia media, verso il top e dobbiamo fare un passo avanti verso il top”.

Sulla finale del Primavera Femminile
“Ho visto una gara di ottimo livello, con tantissime ragazze brave oltre a quelle che ho convocato per questo raduno e il fatto che l’Under 19 vada avanti nelle sue competizioni è un segnale in questo senso”.

Cosa si aspetta dalle avversarie? 
“La Francia è la squadra favorita del Girone, credo che lotterà anche per la vittoria finale. Ha giocatrici di ottimo talento e qualità, intensità fisica e tecnica. L’Islanda è una squadra dalla grandissima fisicità, mentre il Belgio è la squadra che ci somiglia maggiormente. Per passare il girone serviranno tre gare di altissimo livello. Serviranno grandissime motivazioni intrinseche e fame di voler ancora migliorare e non sentirsi appagati da quanto fatto. Poi sta a me e allo staff motivare il gruppo, ma senza le motivazioni di cui sopra tutto diventa più difficile”.

Il gruppo Juve, che è stato fondamentale, sarà ancora centrale nel gruppo azzurro?
“Ci sono due grossi blocchi che sono quelli di Juve e Roma, tutte le calciatrici stanno crescendo di qualità, ci sono diverse giocatrici molto brave e quindi non parlerei di blocco. Al Mondiale c’erano obiettivi diversi rispetto a ora, si erano concentrati sulla crescita del movimento, di farsi conoscere e di portare avanti delle loro richieste in cui loro credevano. Aspetti importanti che erano la loro missione. Ora volendo continuare a valorizzare il movimento ci sono anche altri obiettivi a livello personale e comune perché sanno che non si può prescindere dal gruppo. Molte giocatrici hanno 4-5 anni in più, che sono cresciute in esperienza e personalità e che ora portano il loro contributo”.

Quali indicazioni ha avuto dal campionato?
La Serie A sta crescendo ogni anno, soprattutto dal punto di vista dell’intensità fisica nel corso di tutti i 90 minuti. Abbiamo assistito a match molto combattuti e stiamo crescendo anche sull’identità tecnica per arrivare al top. La riforma del campionato la condivido, il movimento può sostenere questo torneo a 10 squadre e poi magari fra qualche anno con una crescita anche nei numeri potremmo anche rivedere il numero di squadre in Serie A. Ci sarà grande competizione e ne gioverà sia la Nazionale sia il torneo”.

Quanta distanza c’è ancora con il movimento maschile nel nostro calcio?
“Siamo ancora distanti ed è un dato oggettivo. Per tantissimi anni non abbiamo investito nel calcio femminile e non si può pensare di essere a quei livelli. Dal Mondiale la situazione è cambiata, c’è bisogno di tempo e magari fra 5-7 anni parleremo di altro. Io spero che la crescita sia la più veloce di tutte, ma ci portiamo dietro una storia diversa dal calcio maschile. Se fino a quattro anni fa eravamo 22mila giocatrici contro un milione, ora si parla di 30mila tesserate e ovviamente non può sostenere un numero alto di club, dobbiamo incentrarci su un campionato come il prossimo che sarà di alto livello e poi lavorare sulle giovani per arrivare ad avere un campionato da 12-14 squadre. Il sud è una terra ricca di talenti, ma con poche opportunità. Il fatto stesso che la Pink Bari abbia ceduto il titolo è un segno e c’è bisogno che le squadre professioniste maschili”.

La Francia alla prima giornata può rappresentare un problema?
“Se avessi potuto sceglierla non l’avrei scelta come prima, non parlerei di un problema e noi non siamo una squadra che sa fare calcoli. Scendiamo in campo sempre per vincere senza pensare ad altro. Sono tre gare difficili e le dobbiamo affrontare al massimo”.

Su cosa baserà le sue scelte di formazione?
“In una situazione come questa, in cui giocheremo la prima gara il 10 luglio è che l’aspetto principale sia quello di stare bene fisicamente. Dobbiamo andare là tutte sapendo che potremmo essere protagoniste per un minuto o per tutta la gara, bisogna essere a disposizione del gruppo e avere questo atteggiamento. Bisogna esserci in tutti i sensi”.

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