Italia, Sara Gama entra nella Hall of Fame: “Con professionismo passi in avanti notevoli”

La capitana dell'Italia e della Juventus entra nella Hall of Fame: ecco le dichiarazioni sulla sua carriera, i prossimi Europei ed il raggiungimento del professionismo.

03/05/2022

15:20

• Tempo di lettura: 4 minuti

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(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

La capitana della Juventus e della Nazionale, Sara Gama, farà parte della ‘Hall of Fame’ del calcio italiano femminile, raggiungendo storiche calciatrici come Morace, Panico, Gabbiadini, Vignotto e Bertolini. Il riconoscimento venne assegnato nel febbraio di due anni fa, ma le verrà consegnato a fine maggio insieme alla collega Barbara Bonansea. Di questo la difensore centrale bianconera ha parlato, come riportato dal sito ufficiale della FIGC: “Sono orgogliosa, significa che ho fatto delle cose buone e mi piace pensare di averle fatte sia dentro che fuori dal campo, dando il mio contributo alla crescita del nostro sport”.

Italia Femminile, le dichiarazioni di Gama entrata nella Hall of Fame

Con i suoi club ha vinto cinque campionati italiani, due edizioni della Coppa Italia e cinque della Supercoppa Italiana: “Durante la mia esperienza all’estero ho subito gravi infortuni, ma la scelta di lasciare la Francia non è stata affatto facile. Lì eravamo già professioniste e tornare in un calcio dove non c’erano ancora i grandi club non era quello che sognavo in quel momento. Ora posso dire che si è rivelata la scelta migliore, mi ha permesso di riprendere i miei ritmi e da allora mi sono tolta grandissime soddisfazioni. Nulla è venuto per caso: bisogna lavorare, fare scelte e mettersi sempre in gioco, così facendo i risultati arrivano”.

Sull’essere una leader: “Non mi spaventa avere delle responsabilità. L’ho sempre considerato un grande onore. Quando giochiamo mi viene naturale guidare e aiutare la squadra, la pressione fuori dal campo è maggiore perché mi accorgo dell’importanza di quello che facciamo per indirizzare il movimento e favorire l’avanzamento a 360 gradi del nostro sport”.

Sulla vittoria nel 2008 dell’Europeo U19: “Sono ricordi che porterò con me per tutta la vita. Siamo molto fiere di quel titolo, è stato il primo in assoluto e resterà nella storia della Nazionale Femminile. Mi ricapita spesso di pensare ai bei momenti che abbiamo passato, eravamo piccole ma ci siamo comportate da grandi. È stato un percorso impeccabile, dopo aver superato le padrone di casa della Francia in finale abbiamo battuto per la seconda volta la Norvegia grazie al rigore di Parisi e, dopo aver strenuamente difeso il risultato, siamo riuscite a portare a casa qualcosa di straordinario”.

Su Euro 2022: “Dopo venti anni di assenza nel 2019 abbiamo riportato l’Italia al Mondiale – sottolinea la 33enne di Trieste, arrivata a 135 presenze con la Nazionale maggiore – Per noi è stato l’inizio di un percorso, ma non dovrà più rappresentare un’eccezione. Dobbiamo dare continuità ai risultati e alle prestazioni perché giocare ai massimi livelli è fondamentale per migliorare come atlete. Vogliamo dimostrare la nostra forza all’Europeo e poi a settembre andare a prenderci la qualificazione mondiale. Ci meritiamo questi palcoscenici”.

Sul movimento calcistico femminile e la sua crescita: “L’inversione di rotta c’è stata nel 2015 e da allora abbiamo iniziato a crescere grazie a un’ottima programmazione. Basta guardare la Nazionale Under 19 per capire che le giovani stanno raccogliendo i frutti di questo lavoro: in Italia il talento c’è sempre stato, ma ora le ragazze sono più preparate dal punto di vista fisico, tecnico e tattico perché si allenano bene durante la settimana con i propri club. Ci sono più Nazionali giovanili rispetto al passato e gli staff sono sempre più organizzati, ci stiamo strutturando e il cambiamento già si vede. D’ora in poi non ci dovrà interessare l’exploit, dobbiamo puntare al consolidamento per portare l’Italia, con le sue Nazionali e i suoi club, al massimo livello, sempre”.

Sul passaggio al professionismo: “I passi in avanti – conclude Gama – saranno notevoli e andranno considerati sotto due diversi aspetti: da una parte le calciatrici che giocano e quelle che giocheranno potranno contare su tutele riconosciute, come l’assicurazione e la pensione, è questo il motore che ci ha spinto a lottare per ottenere quello che ci spettava. Dall’altra avremo l’opportunità di lanciare definitivamente questa disciplina, che è una parte del sistema calcio con enormi potenzialità non ancora sfruttate, investendo per poter competere ai massimi livelli e puntare alla vittoria. Entrambi gli aspetti hanno un valore enorme e favoriranno lo sviluppo del nostro sport, che andrà a beneficio di tutti, non solo delle atlete. Professionismo vuol dire questo”.

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