Juventus, Nedved: “Stadium casa di tutti. Critiche? Altri non hanno vinto nulla”

Intervenuto in occasione del 'Salone del Libro' di Torino, il vicepresidente bianconero Pavel Nedved ha rilasciato diverse dichiarazioni toccando vari temi.

15/10/2021

15:26

• Tempo di lettura: 2 minuti

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(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Tanti temi oggi da toccare per il vicepresidente della Juventus Pavel Nedved, intervenuto al Salone del Libro di Torino in occasione della presentazione de “La casa della Juve”, realizzato dal giornalista Guido Vaciago. L’ex centrocampista bianconero ha rilasciato diverse dichiarazioni, svariando dall’importanza dello stadio del momento attuale dei bianconeri sul campo. Ecco i tratti più significativi delle sue parole.


“Mi viene in mente la casa, come è il titolo del libro. È orgoglio di tutti noi, società e tifosi. Mi viene in mente soprattutto questo. Avere lo stadio di proprietà è un grandissimo orgoglio, dover supportare la società in modo che mantenga questo status d’eccellenza. Viviamo sulla nostra pelle la felicità di poter rappresentare la Juve”.

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STADI IN ITALIA – “In Italia ci sono due protagonisti in campo: politica locale e investitori. È una corsa, un obiettivo a medio termine perché ci servono pazienza e tanti milioni. Ma se vogliamo offrire un prodotto importante bisogna investire”.

PERIODO SENZA TIFOSI – “Un momento molto difficile, devo dire che noi, come calcio, siamo stati fortunati. Abbiamo potuto svolgere il nostro lavoro diversamente da altri. È stato molto diverso, senza gente, tifosi, passione. Campionato differente, molto difficile. Devo dire che lo chiamavano il campionato del giovedì, non è stato proprio quello che il calcio deve essere. Aspettiamo tutti. Contenti che il governo ci abbia dato una mano: il 75% è buono, ma aspettiamo tutti. L’auspicio è arrivare al 100%. Sarà molto bello”.

RISULTATI DELLA JUVENTUS E LE CRITICHE – “Siamo stati criticati negli ultimi anni ma abbiamo vinto lo scudetto, portato a casa due coppe. Alcuni in dieci anni non hanno vinto niente, noi conveniamo con questa pressione di dover vincere. Siamo abituati, chi lavora alla Juve deve saperlo, deve essere forte e non avere paura. Durante tutti quesi anni si è vinto tanto con una squadra molto esperta. Ora è giusto ricostruire qualcosa di importante, i tempi della Juve non si fermeranno mai. Si è investito su giovani importanti, il futuro è della Juve. Ma anche il presente”.

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