Serie A

La Serie A e gli scherzi dell’Epifania: non solo Samp-Inter e Napoli-Spezia

Quest’anno il giorno dell’Epifania ha visto la Serie A scendere in campo, secondo un copione consolidato nel corso degli anni, salvo rare eccezioni. Rispetto al passato, il turno del 6 gennaio non è stato il primo del nuovo anno, essendo la massima serie scesa in campo appena tre giorni prima. La festività che, secondo un vecchio adagio, “tutte le feste porta via”, ha riservato sorprese di non poco conto a Inter e Napoli, sconfitte da Sampdoria e Spezia poco prima che il Milan capolista fosse battuto in casa dalla Juventus. Antonio Conte e Rino Gattuso sono solo le ultime vittime del turno del 6 gennaio, che già in passato ha riservato brutte sorprese a chi partiva con i favori del pronostico. E’ risaputo: quella tra la Serie A e gli scherzi dell’Epifania è una storia vecchia. Ecco una breve antologia tratta dall’ultimo decennio.

6 gennaio 2011 – Serie A, 18a giornata: JUVENTUS-PARMA 1-4 (Giovinco 2 (P), Legrottaglie (J), rig. Crespo, Palladino (P))

Uno degli esempi più clamorosi delle storie tra la Serie A e gli scherzi dell’Epifania, avviene nel campionato 2010/11. La Juventus, passata sotto la guida di Andrea Agnelli nell’estate precedente, è guidata da Gigi Delneri e, nonostante un organico non di primo piano e un inizio di stagione complicato, ha chiuso il 2010 attaccata al gruppo di testa composto dal Milan di Allegri, dal Napoli di Mazzarri e dalla Lazio di Reja. Il turno dell’Epifania oppone ai bianconeri il Parma di Pasquale Marino, impegnato nella lotta per non retrocedere. La giornata storta per i bianconeri comincia dopo cinque minuti quando Quagliarella, capocannoniere e trascinatore della squadra, si infortuna gravemente al ginocchio ponendo fine anzitempo alla sua stagione. Passano altri 10 minuti e Felipe Melo si fa espellere per una scarpata rifilata in pieno volto a Paci. Sotto di un uomo, i bianconeri subiscono la doppietta dell’ex Giovinco a cavallo tra la fine del primo tempo e l’inizio della ripresa. Legrottaglie di testa prova a riaprire la contesa, ma a chiudere i giochi ci pensano Crespo su calcio di rigore e un altro ex, Palladino, in pieno recupero. Per la Juventus è l’inizio di una slavina che porterà al secondo settimo posto consecutivo e alla mancata qualificazione per le coppe europee dell’anno successivo a vent’anni dall’ultima (e fin lì unica) volta. Il Parma, che in seguito avvicenderà in panchina Marino con Colomba, riuscirà a ottenere la salvezza. Per i tifosi bianconeri, però, sta per aprirsi un’epoca non certo avara di soddisfazioni, ma questa è un’altra storia.

6 gennaio 2011 – Serie A, 19a giornata: JUVENTUS-SAMPDORIA 1-2 (rig. Giovinco (J), Icardi 2 (S))

Antonio Conte battuto dalla Sampdoria il giorno dell’Epifania. Un film visto tre giorni fa a Marassi, ma che per l’attuale tecnico dell’Inter è tutt’altro che inedito. Campionato 2012/13. La Juventus campione d’Italia in carica e saldamente in testa alla classifica riceve allo Stadium la Sampdoria, tornata in A dopo un solo anno di “purgatorio” tra i cadetti e guidata in panchina da Delio Rossi, subentrato in corsa all’esonerato Ciro Ferrara. Le cose per i bianconeri sembrano mettersi per il verso giusto nel primo tempo: al 24’ Giovinco trasforma un calcio di rigore concesso per fallo di Berardi su Marchisio, mentre al 32’ è lo stesso Berardi a lasciare la Sampdoria in inferiorità numerica per doppia ammonizione. Nella ripresa, però, la musica cambia e in un quarto d’ora i blucerchiati completano la rimonta grazie a una doppietta di Icardi, favorito anche da un Buffon in giornata no. Per i bianconeri il passo falso non complicherà la strada verso il secondo tricolore consecutivo, mentre i blucerchiati si salveranno senza troppi patemi d’animo concedendosi il lusso di battere Buffon e compagni anche nella partita di ritorno, ultimo atto del campionato.

6 gennaio 2015 – Serie A, 17a giornata: MILAN-SASSUOLO 1-2 (Poli (M), Sansone, Zaza (S))

Un altro episodio de “La Serie A e gli scherzi dell’Epifania” va in onda nel campionato 2014/15. Il Milan vive anni difficili. Dopo lo scudetto del 2011, il secondo posto dietro la Juventus di Conte nel 2012 e la qualificazione in Champions League conquistata al fotofinish nel 2013, nella stagione 2013/14 i rossoneri sono rimasti fuori da tutte le competizioni europee in una stagione costellata dall’avvicendamento in panchina tra Massimiliano Allegri e Clarence Seedorf e dalla “guerra fredda” tra i due amministratori delegati, Adriano Galliani e Barbara Berlusconi. Nell’estate del 2014 sulla panchina rossonera si insedia Filippo Inzaghi, ex tecnico della Primavera. Nonostante un organico non di primo piano, l’inizio di stagione è incoraggiante. Il primo impegno del 2015 è a San Siro contro il Sassuolo di Di Francesco, la squadra che aveva segnato il capolinea dell’esperienza in rossonero di Allegri. Le cose si mettono subito bene per il Milan, che al 9’ passa in vantaggio con Poli, ma al 28’ è Sansone a ripristinare la parità. A metà ripresa è Zaza, prossimo ad accasarsi alla Juventus, a battere Diego Lopez e a sancire la sconfitta del Milan, che chiuderà il torneo al decimo posto salutando Inzaghi a fine stagione. Per il Sassuolo, invece, arriverà una salvezza meno sofferta rispetto a quella del campionato precedente.

6 gennaio 2016 – Serie A, 18a giornata: MILAN-BOLOGNA 0-1 (Giaccherini (B))

Altro campionato ed altro episodio de “La Serie A e gli scherzi dell’Epifania”. Stagione  2015/16. Salutato Filippo Inzaghi al termine dell’annata precedente, il Milan affida la panchina a Sinisa Mihajlovic. In campo arrivano Romagnoli, Bertolacci e Bacca, ma a campionato da poco iniziato il tecnico serbo affida la porta a un ragazzino appena sedicenne di nome Gianluigi Donnarumma. Il 2015 si è concluso con una vittoria a Frosinone al termine di un periodo complicato che ha addensato non poche nubi sulla testa di Mihajlovic, ma alla ripresa del campionato a San Siro arriva il neopromosso Bologna di un grande ex come Roberto Donadoni, subentrato a stagione in corso a Delio Rossi. L’inizio di partita è favorevole ai rossoneri, che però non trovano la porta. Alla distanza, però, il Bologna viene fuori e crea qualche brivido alla porta di Donnarumma. Nel finale è Giaccherini a decidere la partita, approfittando di una dormita della difesa avversaria. A fine partita il Milan è sommerso dai fischi, ma si tratta dell’anteprima del finale di stagione: Mihajlovic verrà esonerato e la squadra, passata nelle mani di Christian Brocchi, non riuscirà a qualificarsi nemmeno per l’Europa League e perderà la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Per il Bologna, invece, arriverà una salvezza senza eccessivi patemi d’animo.

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Published by
Vincenzo Murgolo