Lazio, Sarri: “Incazzato per il derby. Immobile capro espiatorio”

Lazio Sassuolo Sarri

(Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Archiviata la sosta nazionali, con la cocente delusione per il mancato approdo dellItalia al Mondiale in Qatar, torna il campionato di Serie A. Domani, alle 18:00, la Lazio ospiterà il Sassuolo allo stadio Olimpico e, in vista della sfida, il tecnico Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa. Ecco quanto dichiarato.

Lazio-Sassuolo, le parole di Sarri in conferenza stampa

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(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Vi siete confrontati con Lotito?
“L’ho visto solo ieri e avevamo l’obiettivo di parlare con i giocatori, che abbiamo riavuto al completo solo ieri. L’ho fatto prima io e poi lui. Abbiamo fatto una partita inspiegabile contro la Roma, non tanto nel risultato ma per l’atteggiamento. Si può perdere ma con un’altra reazione. Sono incazzatissimo con i giocatori e anche con me stesso. Alla vigilia avevo avuto la sensazione che la carica emotiva non era quella giusta, ho cercato di intervenire ma probabilmente non l’ho fatto in maniera giusta. Ora orgoglio e reazione, senza pensare ad altre storie”.

Il futuro?
“Vedremo. Per ora il mio futuro è il Sassuolo”.

Ci sono tanti giocatori a parametro zero. C’è il rischio che la squadra giochi con meno cattiveria?
Io voglio sparare di avere giocatori di alto livello a disposizione. I professionisti sanno che non ci sono partite che non valgono niente. Parto da questo tipo di presupposto, abbiamo professionisti che ci daranno il 100%”.

Come ha ritrovato Immobile dopo la debacle della Nazionale?
“Ci ho parlato e gli ho detto quello che penso. Che sta diventando il capro espiatorio della Nazionale e sa benissimo cosa c’è dietro. Io al suo posto saprei cosa fare, ora vediamo cosa deciderà lui. Se intendo di lasciare la Nazionale? Inutile che ti dica la mia scelta, conta quella di Ciro. Immobile comunque in questo ambiente lo vedo subito partecipativo, reattivo: non sono preoccupato per il rendimento con la Lazio”.

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(Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Un commento sull’Italia
“Rimango sempre della mia idea. Le nazionali non rappresentano più un movimento del Paese. Si fanno discorsi di massimi sistemi, ho sentito sparare cavolate mostruose sui problemi del calcio italiano in questa settimana. Fermo restando che stiamo parlando di una partita, contro la Macedonia, in cui l’Italia ha fatto 35 tiri in porta, ne ha subiti 2, ha perso ed è andata fuori. Qui però stiamo 30-35 anni indietro, ma nessuno parla di strutture. Quando io parlo dei terreni di gioco, mi dicono che mi lamento. Abbiamo pagato questa mancata cura di tutti i particolari. Se vedi la Bundesliga in tv, poi cambi canale e metti una partita di Serie A ti chiedi: ‘ma dove ca**o sono finito?”.

Basic è in calo?
“Involuto no, ma ci aspettavamo una crescita più veloce. Sicuramente rappresenterà il futuro della Lazio, non ho dubbi”.

Condizioni di Marusic e Lazzari
“Ha fatto tutto l’allenamento, ma si porta dietro un vecchio problemino che ogni tanto gli dà fastidio. Non penso sia in bilico. Lazzari sta tornando al meglio, ha già fatto un paio di apparizioni”.

Per quale motivo secondo lei ci sono queste partite di blackout totale?
“L’aspetto tattico non c’entra niente. Il motivo è difficile da scovare: se uno di noi lo avesse capito, avremmo già curato gli effetti. Ultimamente la squadra non dava più segnali di questo tipo, ci siamo capitati nella domenica meno opportuna. Dobbiamo capire se dipenda dalle caratteristiche dei giocatori, sicuramente dobbiamo evitare che ricapiti una cosa del genere”.