Lazio, Sarri: “Sarà un anno di costruzione per un calcio diverso”

Photo LaPresse - Fabio Ferrari

Dalle ore 12:00, Maurizio Sarri, neo-allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza per presentarsi alla stampa ed ai tifosi biancocelesti. Dopo gli ultimi anni al Chelsea ed alla Juventus, inizia la sua nuova avventura nella Capitale, sponda laziale. Dalla sala stampa di Formello, quindi, Sarri ha spiegato la sua visione del futuro al club capitolino. Il primo a parlare è il Direttore Sportivo Igli Tare: “Siamo molto contenti e felici di fare questa presentazione. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare Mister Inzaghi e lo staff per il lavoro svolto negli ultimi 5 anni con la Lazio. Auguri per la sua nuova avventura nell’Inter. Perché Sarri? E’ stata una grande opportunità di fare un salto difficile, perché sapevamo di aver fatto un grande lavoro negli ultimi anni, ma con l’occasione di arrivare a lui è stato per noi un banco di prova per cercare, in questi momenti difficili, di portare tra noi un allenatore di grandissima esperienza, oltre ad un gioco molto offensivo e aggressivo che rispecchia anche lo spirito della Lazio“.

Derby con Mourinho? “Non riesco a vedere un dualismo con lui. E’ un bel personaggio, mi sta simpatico. Ha vinto molto più di me, ha un pedigree più elevato del mio, anche se questo non significa nulla. Nel derby faremo di tutto e di più per venire a capo della partita. Citazioni particolari? Citerò me stesso e non altri personaggi: ai ragazzi ho detto che vorrei vedere una squadra che ha un grande spirito di sacrificio durante la settimana per divertirsi la domenica e dominare la partita. Questo è quello che vorrei vedere dalla squadra. Il primo motivo per cui sono qui è che questa società possa tirare fuori le mie caratteristiche migliori. Anche se ci manca qualcosa per fare quello che piace a me in campo, vedo i presupposti nella squadra per fare il mio gioco”.

La Lazio che punto è nella mia carriera?E’ il tipo di società che mi poteva portare a fare il mio migliore, come piace a me“.

Quanti rinforzi mi sono stati promessi?Non so quanto ci vuole per portare il mio calcio alla Lazio. Ad Empoli eravamo ultimi nelle prime 8 partite, con il Napoli avevamo fatto solo due punti nei primi match e poi abbiamo cominciato a vincere. Al Chelsea siamo partiti bene, poi siamo calati e risaliti. Alla Juve è stato un percorso difficile, la squadra bisogna valutarla nella competizione più lunga e abbiamo vinto il campionato. Difficile prevedere come un gruppo possa reagire al mio gioco: se subito, oppure nella fase successiva del campionato. Arriveranno delle difficoltà nella prima stagione, le limiteremo. Per il mercato abbiamo fatto una lista dei ruoli, fino a questo momento non ci siamo soffermati sui nomi, ma solo sulle caratteristiche. Il mercato è difficile per tutti, tranne che per qualche squadra inglese. A me piacerebbe partire domani mattina con tutti e 24 i giocatori per facilitarmi il lavoro, ma nel calcio attuale è quasi impossibile. Vediamo se riusciamo a farlo nel minor tempo possibile”.

Immobile ed il 4-3-3?Mancini lo mette sempre dentro, alla squadra fa sempre mancare poco, sia in fase difensiva che offensiva. Ci sono momenti in cui il gol viene in facilità e altre volte meno, l’augurio è che gli venga nella partita più importante. So che i vostri voti dipendono dai gol fatti, l’allenatore vede però cose diverse. Quello che vedo di Ciro mi sta bene, dei giornalisti non mi interessa“.

Lazio differente dalla Juve?Dipende dalle persone. Io sono un allenatore da campo, le mie squadre all’inizio hanno sempre fatto fatica, ma giocare un certo tipo di calcio è filosofia, non schemi freddi. E’ un modo di pensare, è un percorso lungo, perché a 25 cervelli diversi è difficile fargli entrare in testa una filosofia. Vedere il calcio che piace a me e mi rende contento è il mio obiettivo: l’ho detto ai ragazzi, dobbiamo divertirci. Se inizio a farlo io, poi lo fa anche la squadra e poi anche i tifosi. Può crearsi una alchimia importante”.

Luis Alberto?Dal punto di vista materiale, non ha risposto ad una convocazione, quindi è un problema societario. Dal punto di vista morale, quando arriverà parlerà con me ed i compagni ed il problema morale se ne andrà immediatamente se ci convince con le sue parole. Altrimenti ci chiederà scusa. Non ce lo vedo alla Jorginho, lui salta l’avversario ed io lo voglio utilizzare tra le linee in modo che esprima la sua varietà negli ultimi trenta metri. Magari in alcuni spezzoni di partita va bene al centro, ma non con continuità”.

Felipe Anderson?Se non ci credevo, mi sarei opposto all’acquisto. Quando giocò nella Lazio anni fa, sembrava destinato al Barcellona o squadre così. In Inghilterra il problema è stata la continuità, noi gli creeremo intorno le possibilità di togliergli questo suo difetto. Una serenità che spero gli tolga questo problema che gli ha condizionato la carriera“.

Pressione?Non sono un frequentatore di social, per me i tifosi sono solo quelli  che mi si presentano davanti. So che sono felici del mio arrivo, ma la pressione in questo tipo di lavoro fa parte della normalità. Io la considero sempre una passione e non un mestiere, ma rientra tutto nel gioco. Un anno fermo non mi ha fatto mancare il calcio, perché essendo a porte chiuse non mi faceva scattare la nostalgia. Solo il lavoro della settimana, ma senza tifosi non mi andava di rientrare. Ora con i tifosi in tribuna tutto crescerà, spero che la pandemia ci consenta di rivederli sugli spalti, come già fatto negli Europei. Ora ho veramente voglia di ricominciare ad allenare, durante l’anno non avevo gli stimoli“.

Modulo?Non sono un integralista del 4-3-3, ma è solo il nostro obiettivo iniziale. Partirò così, poi ci sarà un’evoluzione. Spesso ho cambiato modulo rispetto al lavoro fatto nei primi 10 giorni di preparazione. Vorrei giocare così, vediamo gli esterni che ci saranno nella prima parte della preparazione. Se ci sarà un ragazzino dentro i tre attaccanti non ci farà paura, vediamo il mercato cosa propone. Siamo pronti a cambiare idea, ma i nostri interni sono da tutelare, perché il 4-3-1-2 li porta a ‘tritarli’, è molto dispendioso perché gli allunghiamo le corse difensive. Spesso nei finali di partita sono stato costretto – come ad Empoli – a cambiare il modulo in corsa. Luis Alberto e Milinkovic sono da 4-3-3, perché così hanno anche una pericolosità offensiva. Provai anche la difesa a tre, ma per le mie direttive è praticamente impossibile e quindi ho sempre puntato sulla difesa a 4. Non ho la pazienza di aspettare le squadre, mi annoio, quindi li vado a prendere alti. Quindi mi accorsi che il modulo a tre non andava bene e tornai a quello a quattro“.

Immobile al servizio della squadra?Ha segnato sempre tantissimo, avere delle alternative, però, aiuta la squadra ad attraversare i momenti in cui segnerà meno. Dipenderà dal gioco che riusciremo ad impostare ed anche alle caratteristiche dei giocatori. L’obiettivo stagionale? Sarà l’anno più difficile rispetto a quelli successivi, ma noi vogliamo raggiungere quello di tutte le squadre dalla metà classifica in su (la Champions, ndr)“.

Scudetto?Sentivo il luogo comune che la Lazio potesse vincere lo scudetto senza lockdown, ma la Juventus era comunque prima. La Lazio era comunque la rivale più complicata da affrontare, è vero. Ho visto che anche quest’anno alla fine della stagione ha fatto pochi punti, ma non credo sia una questione di tenuta fisica, nel calcio di oggi i preparatori sbagliano quasi mai il programma. Sicuramente siamo di fronte a dei calendari folli, nessuno aiuta, perché l’UEFA ti tira fuori un europeo a 24 squadre, la FIFA un mondiale con tante squadre, con due anni di qualificazioni agli Europei per eliminare nazionali decisamente più deboli. Bisognerebbe creare le categorie anche nelle Nazionali, altrimenti un giocatore che costa 1 milione al mese al club deve andare a giocare contro l’Andorra. Magari ci sarà la volontà di tutti per tornare ad un calcio sostenibile e non a queste condizioni. Alla Lazio ora parte un ciclo per giocare un calcio diverso, l’obiettivo è quello di diventare competitivi. La società voleva farmi un contratto di 4 anni, ma io ho insistito affinché fosse più corto in modo tale da verificare se abbia ancora le giuste energie”. 

Europa League?E’ un torneo difficile, ci sono più squadre dell’Est europeo e quindi trasferte più lunghe. Il recupero è più difficile, poi dipenderà dalla vastità della rosa, che non deve essere banale. Il Chelsea aveva per esempio una vastità infinita, potevo cambiarne 8 senza che ci fosse troppa differenza qualitativa. La stanchezza, poi, non è solo quella fisica, ma anche quella mentale per tutto l’ambiente. A volte ho visto che nonostante i tanti cambi, la squadra sembrava comunque stanca: dai magazzinieri allo staff, all’allenatore, oltre ai calciatori che non hanno giocato. Dipende dalla rosa, ma io voglio sempre dare tutto anche in Europa. E’ un errore mollare all’estero, quando metti la maglia rappresenti il club e la tifoseria. La mentalità sarà sempre altissima. Preferisco scoppiare a marzo che fare figuracce in Europa“.

Social?Sono un anti-social. Mi piace guardare le persone in faccia, suonare il campanello e farli scendere per strada. Già al telefono mi risulta difficile, ma i social ancora di più”. 

Scintille con Lotito?E’ anche abbastanza grosso, speriamo di no. Non penso ci siano problemi con lui, non vengo da esperienze semplici a livello di presidenti, quindi spero di avere bei rapporti con lui“.

Cessione di Luis Alberto?La gestione è della società per questioni disciplinari. I rapporti, invece, nel gruppo squadra. Parleremo con lui, magari siamo anche d’accordo su quello che ci dice. Non c’è la pena di morte per me, ho lasciato fuori dei giocatori e poi rimessi dentro senza problemi“.

Storia della Lazio?Ce ne sono mille di situazioni. Quella che ho più cara è quella di Maestrelli, un personaggio straordinario, mi è rimasto particolarmente caro“.

Lazzari?Mi ha detto che vorrebbe provare a giocare a quattro. Se sistema qualche movimento, può andare bene. Avevo Mario Rui che ha caratteristiche fisiche anche inferiori a Lazzari ed avevamo la seconda migliore difesa. Stessa cosa per Adam Marusic“.

Correa? “Può fare l’attaccante di sinistra se ha la voglia e gli stimoli di farlo. Ha avuto da tempo intenzione di cambiare, ma se torna e mi dà la disponibilità non ci sono problemi”.

Peruzzi? “Ci ho parlato cinque giorni fa. E’ un personaggio importante per la Lazio, quindi spero che una volta che si sia messo apposto dal punto di vista fisico dopo l’operazione al ginocchio torni da noi”.

Attaccanti?Ne abbiamo tre al centro, c’è posto per due. Difficile dire chi scelgo, dipende dal mercato. Il centrocampo di incontristi non ce l’ho mai avuto. Qui abbiamo Lucas Leiva e due costruttori come Luis Alberto e Milinkovic, con qualità offensive. Su Sergej bisogna dire che ha anche qualità difensive, davanti all’area di rigore salta di testa. Luis Alberto non è un incontrista ma fa comunque movimenti difensivi, mantenendo la palla coperta e dare la possibilità di tenere alta la linea“.